Quanto può pesare una firma? Sul bianco, a piè di pagina, bagnata di quell'inchiostro che ridisegna le trame? Tanto, tutto. Successe un anno fa, nei pressi di Via Novagani, quando il grido di Pasini riunì il bianco e il blu sul verde del Rigamonti. Succede oggi, questa volta a Perugia, dove si cambia l'abito e si riparte forti. Con una nuova proprietà, con nuove idee, con un nuovo allenatore. Lo stesso allenatore che, la scorsa stagione, guidò la rinascita dell'Union Brescia. Lì in Via Novagani, sul verde del Rigamonti. Parliamo di Aimo Diana.

Un ragazzo diventato uomo nei momenti difficili, e tornato bambino ogni volta che il pallone lo ricambiava nello sguardo. Lui, figlio di Brescia, a quei colori lega gioia e rimpianti. La gioia di aver onorato la maglia in Serie A, al fianco di Baggio e Pirlo, da mestierante del gioco; il rimpianto, vestito l'abito da allenatore, di non essere riuscito a riportare tra i grandi la neonata realtà delle Rondinelle. Cosa nota: scelto a luglio dopo il trasferimento del titolo sportivo della Feralpisalò, verrà esonerato a dicembre dopo 17 partite, di cui 8 vinte, e 13 punti di distanza dal Vicenza capolista.

Nel mezzo, le tante prime e ultime volte del suo percorso. Il Parma e la Reggina, il record di gol con la maglia della Sampdoria (6) e il contestuale addio al sogno di svolazzare sul prato di Berlino. Nel 2006 saltò il nostro Mondiale a causa di un problema fisico. Proprio sul più bello: ha sempre dovuto restituire qualcosa al destino. Dentro e fuori dal campo.

Imbracciata la lavagnetta, si specializza in rincorse folli. Prende il Renate ultimo e lo salva, per poi trascinarlo a due terzi posti, ma la B rimarrà una chimera. Promozione che, invece, conquisterà sulla panchina della Reggiana, nel 2022-2023, senza però darle un seguito complice. Lascerà (ancora) sul più bello per prendere le redini del Vicenza, da cui si congederà dopo 18 partite di Serie C. Alla Feralpisalò arriva ancora tra i primi tre, a Brescia scivola sul passato. A Perugia, adesso, vuole azzannare il futuro.

Guiderà un'altra rivoluzione

Il Perugia ripartirà da ArenaCuri, Alex Gaucci - figlio di Luciano - sarà il presidente e coordinerà anche le scelte tecniche. Diana lo ha voluto lui, e in tempi perfetti è riuscito a fargli sposare il nuovo corso. Ha firmato fino al 2028 e rimpiazzerà un nome che, nei pressi del Curi, pesa parecchio.

Quello di Giovanni Tedesco, riferimento sul campo e portabandiera fuori. Nonché primo a rispondere presente nelle difficoltà. Lo scorso anno, il club biancorosso, era ultimo in classifica. Poi ha chiamato l'ex centrocampista e ha salvaguardato la Serie C. Ponendo una base che non va dimenticata.

Mercato e primi impegni

Con la presentazione della nuova società biancorossa, può finalmente iniziare la stagione del club. Tedesco ha guidato i primi giorni di ritiro, disputando anche l'amichevole contro il Grosseto (pareggiata 1-1). Tra dieci giorni il primo impegno ufficiale, in Coppa Italia Serie C, contro la Vis Pesaro.

Ora, occhi sul mercato. Ufficializzato Elvis Kabashi (classe '94 ex Pontedera) e Matteo Angeli (difensore classe 2002 preso dagli svincolati), il club ha ora messo nel mirino Ettore Quirini e Giuseppe Carriero, entrambi della Salernitana. Piacciono anche Gabriele Conti, classe 2006 ex Fiorentina (ha saluto quest'oggi la società) e Gabriele D'Auria, classe '98 del Potenza.

Sezione: Interviste e Storie / Data: Mer 05 agosto 2026 alle 21:00
Autore: Edoardo Gatti
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