Alessandro Gaucci riabbraccia il Perugia e fa il punto sul nuovo corso biancorosso. Oggi si è presentato in conferenza, e nel corso di un lungo intervento ripreso dai colleghi di Grifotube, il dirigente ha affrontato senza filtri le difficoltà della partenza, la trattativa, le strategie di un mercato estivo serrato e le ambizioni per il futuro del club umbro.

Sul ritorno e sull'inizio della trattativa, Gaucci spiega: "Come abbiamo convinto i nostri investitori: grazie a Gianfranco Licomati, ci siamo conosciuti in una palestra a Marbella. Siamo diventati amici in poco tempo, è una grande persona che conosce imprenditori e fondi internazionali. Anche lui voleva fare qualcosa nel calcio, grazie a lui abbiamo iniziato a Marbella, vinto due campionati, creando il più grande settore giovanile dell’Andalucia. Alcuni nostri giovani sono andati al City, all’atletico Madrid. Adesso avremo l’obiettivo di riportarli qui, per far crescere i nostri giovani".

E aggiunge sui legami personali e professionali che hanno spinto l'operazione: "Siamo diventati amici in poco tempo, anche con Hernan Borras, direttore generale del Perugia. Ringrazio anche mia moglie anche se non siamo sposati. La colpa di tutto questo è di Mauro Ricci e Francesco Lana (presidente di ArenaCuri ndr): Mauro ci ha creduto più di tutti, mi chiamò quando era con Faroni e gli risposi subito di no. Poi sono successe tante cose che mi hanno fatto pensare che forse potevo tornare, anche grazie al gruppo che abbiamo alle spalle che ci può permettere il Perugia a più migliori traguardi".

La partenza, tuttavia, presenta ostacoli enormi e tempistiche ridottissime che mettono la squadra di fronte a un percorso in salita: "Siamo un po’ in ritardo: al 5 di agosto siamo con tanti giocatori migliori che sono andati via, ci siamo salvati all’ultima giornata, a 42 punti dalla prima, abbiamo segnato poco e subito molto. Ripartire il 5 agosto così è un percorso a salita ripida. Abbiamo cambiato il nostro staff, non abbiamo fatto la preparazione e non avremo tempo, non mi è capitato mai di affrontare una situazione così. Non è una scusa".

Mercato, fair play e obiettivi: squadra completa entro martedì

Sulle dinamiche economiche e sulle regole del calcio attuale, il dirigente analizza l'impatto dei vincoli normativi sulla gestione delle rose: "Il fair play può condizionare il lavoro, da una parte è negativo, poi anche positivo perché tante squadre si dovranno liberare dei giocatori". La priorità assoluta resta comunque il campo e la costruzione di un gruppo competitivo in tempi record, senza farsi condizionare dai pregiudizi legati alla categoria o alla provenienza dei calciatori: "L’obiettivo? Faremo una squadra molto competitiva, dobbiamo recuperare almeno 14 posizioni e lo dobbiamo fare in dieci giorni. Da qui a domenica arriveranno altri 3-4 giocatoriEntro martedì avremo la squadra al completo, poi la ciliegina o due ciliegine. Dobbiamo garantire al mister che entro una settimana dovremo avere la squadra pronta". 

Sulle scelte e sulla filosofia di scouting, Gaucci rivendica il metodo storico della famiglia e il valore delle idee: "Io guardo se un giocatore è bravo, non guarderò la pelle o la categoria, il pregiudizio è il primo nemico. Nel calcio si fanno le cose con le idee e con i soldi e in passato l’abbiamo dimostrato, abbiamo portato 25 giocatori in nazionale, tre sono diventati campioni del mondo, abbiamo vinto un Intertoto, conquistato una coppa europea, due scudetti primavera. Questo per ricordare che abbiamo fatto qualcosa di importante con budget inferiori agli altri. Io sono abituato a fare le squadre prima ed è per questo che non sbilancio sul risultato sportivo, ma voglio vincere altrimenti sarei rimasto a Marbella".

Il retroscena su Tedesco, la scelta di Diana e il rapporto con Faroni

Nel corso dell'intervista, spazio ai chiarimenti sui rapporti passati, sulla scelta della nuova guida tecnica e sul confronto con la proprietà guidata da Faroni. Sulle motivazioni che hanno portato al cambio in panchina, il dirigente chiarisce la posizione: "Per questo ho deciso di valutare altri quattro-cinque profili, di Diana mi ha convinto il suo entusiasmo. La Pec? Al 90% Tedesco lo avrei esonerato, io non posso scegliere e far lavorare i miei amici. Tedesco magari diventerà un grande allenatore. In questo giochino devi sbagliare il meno possibile".

Non mancano le parole di stima e trasparenza nei confronti del presidente Faroni e del lavoro svolto dietro le quinte: "Sono orgoglioso del messaggio del presidente Faroni: lui mi ha ringraziato, detto delle parole bellissime, ha ammesso che le cose non sono andate bene e ha messo tanti soldi. Lui ha cercato di prendere le persone per la parte sportiva che però hanno steccato: la società ha messo a disposizione delle armi che sono sfruttate male, lo dicono i risultati. Però può capitare, le annate negative possono capitare". Infine, un passaggio dedicato al settore giovanile, alle strutture e alle vecchie conoscenze del club: "Faremo una squadra primavera forte, con l’obiettivo di riportarla in Primavera 1. Perché la primavera sarà il nostro primo bacino da dove attingere. Pensiamo a ricostruire la squadra, simpatica, che fa emozionare e che riporti la gente allo stadio. Poi se vinceremo, mica mi dispiacerebbe. Lo stadio coperto? È importante perché si realizzi una struttura del genere per proteggere i nostri ragazzi. Poi ho a cuore il calcio femminile. Di Novellino? Walter per me rappresenta un pezzo di storia, feci debuttare Walter in panchina perché era allenatore degli Allievi... Ci siamo sentiti due o tre volte".

Sezione: Girone B / Data: Mer 05 agosto 2026 alle 16:07
Autore: Francesco Sarubbi
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