La fatica del cammino, il sogno di una meta prospera e il viaggio che, nonostante tutto, non si ferma mai. Come chi giorno dopo giorno ne alimenta i battiti. Un passo alla volta, senza far rumore: quel Dominic Vavassori che, archiviati due campionati di Serie C e ben sei anni nei quadri dell'Atalanta, è pronto a spiccare il volo verso l'Itaca sportiva. Il Palermo è pronto a godere del suo talento, Pippo Inzaghi è pronto ad accompagnarlo nel percorso di crescita.

Classe 2005, italo-brasiliano, ama vivere la corsa come un esercizio di libertà e non come una gara contro il tempo. Difatti, fuori dal tempo, ha costruito una scalata estrosa che lo ha visto sempre onorare il nero e l'azzurro. Dall'Under 17 alla Primavera, dalla Primavera all'esordio nei professionisti con l'Under 23. Dall'Under 23 alla cima della montagna: la Serie A, il tatuaggio che certifica la realizzazione del suo sogno.

Ebbene sì: l'attaccante ha anche condiviso lo spogliatoio di De Roon e soci, sotto l'occhio attento di Raffaele Palladino. Che al Franchi di Firenze, 38esimo turno dell'ultimo campionato, gli ha concesso 9 minuti. Pochi, ma preziosi e da conservare ora che la salita si fa ripida.

Perché il Barbera ha sete di prospettive e fame da massima categoria, perché la sfida è di quelle toste per quanto affascinanti e perché, sulla testa di Dominic, pende l'attesa di tutti. Ma il ragazzo sa come vincere la paura: dribblandola. Trasformandola in trampolino. Cacciandola in rete con il destro o con il sinistro. La sua storia dice che non fa differenza.

Buraghese, Tritium e poi...Gasp!

Partito da Ornago, nei pressi di Monza, Dominic esprime sul verde di Burago la sua indola. Ed è quell'instillato di purezza che attira presto le attenzioni di diversi club. Prima della Tritium e poi della Dea, come ben sappiamo. Nel 2021 veste il nerazzurro, e non fatica a scalare e strappare consensi.

Piace a Gasperini, che lo porta spesso con sé. Ma piace soprattutto l'idea che possa diventare riferimento dell'Under 23, rinomata palestra per i giovani. Ecco dove Vavassori ricarica il suo serbatoio di certezze. Nel primo campionato di Serie C, 2024/2025, segna 9 gol e serve 4 assist. Nel secondo, quello appena terminato, centra 8 volte il bersaglio e assiste i compagni in cinque circostanze. Con tecnica, con foga, con quella completezza che attira. Piaceva a Gasperini, sì, ma anche a Palladino, che gli ha fatto vivere la notte di Champions del Signal Iduna Park

A piccoli passi 

Valerio Colace, che lo ha avuto alla Tritium, ha sempre tifato per lui. Tanto da fornire, nel 2024, proprio a LaCasadiC, una definizione che potrebbe tornare utile: "È stato con noi per 4 anni, fin dal primo giorno ho pensato che potesse arrivare in Serie A. Non so se arriverà in nazionale, ma in Serie A sì, gliel’ho sempre augurato. Il percorso con me allenatore è durato tre anni, in cui l’Atalanta ci invitava a Zingonia per degli allenamenti congiunti tra i nostri 2005 e i loro pari età. In tutte le amichevoli facemmo molto bene e nell’ultima vincemmo noi 3-1 con doppietta di Dominic".

La fisicità non è limite. Bensì un punto a suo favore: "Dominic ha sempre avuto una caratteristica che non convinceva le squadre professionistiche: la fisicità. Però io che avevo la fortuna di allenarlo tutti i giorni continuavo a dire che era fuori categoria. Non ha geneticamente una famiglia dal fisico importante, ma ha sempre avuto dalla sua l’intelligenza e la scaltrezza".

Sezione: Interviste e Storie / Data: Gio 30 luglio 2026 alle 10:40
Autore: Edoardo Gatti
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