Questa scena, Bra, l'ha già vista. Come McFly in "Ritorno al Futuro", il club piemontese rivive lo stesso dejà-vù, gli stessi fantasmi. E lo stesso, amaro, epilogo: è retrocesso in Serie D dopo un solo anno di professionismo.

Accadde anche 11 anni fa, quando la squadra strappò il pass per l'allora Lega Pro Seconda Divisione. Storica, ma effimera: la stagione successiva fu nuovamente costretta a ripartire dal dilettantismo. Poi consolidato. Proprio nel 24/25, al termine di una cavalcata trionfale che consegnò la C alla piazza. Fabio Nisticò, allenatore classe '74 ex Chisola e Chieri, era riuscito prima a costruirla e successivamente a trasferirla a tutto il gruppo.

Con parole, fatti e numeri. I seguenti: il Bra monopolizzò l'ultima D con 78 punti, 70 gol fatti e soli 24 incassati. Prova che la strada intrapresa era giusta. E che quindi andava ulteriormente battuta: Nisticò viene prontamente confermato alla guida tecnica. Il mercato ha cercato di apportare i giusti ritocchi (tra cui l'ex Inter Baldini) a un gruppo che aveva comunque dimostrato affiatamento. 

Ci sono volute sei partite prima di vedere i giallorossi raccogliere i primi tre punti. Contro il Guidonia Montecelio, battuto con un 2-1 interno da cinema d'autore. Il Bra, sotto 1-0 al 92', vinse in rimonta con doppietta di Sinani. Ma ciò non bastò per trovare continuità, dato che il girone d'andata verrà archiviato al diciassettesimo posto, con soli 3 successi e 18 punti. Poi divenuti 15 a causa dell'esclusione del Rimini, contro il quale era arrivato un successo esterno (1-2).

I numeri del girone di ritorno 

A pesare, a conti fatti, sono i punti persi da situazioni di vantaggio. Con il Perugia era avanti fino al 96' (finita 2-2), con la Torres ha condotto per 76 minuti (poi si è fatta riprendere sul pari). Fotocopia contro Pianese, Forlì e Juventus Next Gen. Peggio ancora contro il Pineto: il Bra, al 73, vinceva 1-0. Al 90' ha perso 2-1. 

E il girone di ritorno non ha invertito di molto la rotta. Eppure, era partito forte. Cinque partite, due vittorie (contro Ravenna e Gubbio) e tre pareggi (di cui uno in rimonta da 0-2 contro la Sambenedettese). Poi? Poi il crollo: dall'8 febbraio al 29 marzo i giallorossi raccolgono solamente tre punti, frutto di tre pareggi, e ben sei ko. Dopo lo 0-0 contro il Pontedera, però, arrivano il pari contro il Campobasso quarto e il successo contro il Forlì, prove seguite dal 2-2 contro la Juventus Next Gen. Ma la sconfitta subìta nel mezzo di questo mini-ciclo contro la Ternana ha de facto condannato il club al diciottesimo posto. Quindi, al dentro o fuori contro la Torres, nel frattempo scavalcata dalla Sambenedettese sulla sirena della regular season.

Contro ogni difficoltà 

L'esito arrivato ai playout non scalfisce, però, l'impegno portato avanti dal club durante tutta la stagione. In trasferta costantemente, a causa dell'indisponibilità del proprio impianto, i giallorossi hanno disputato le proprie partite interne presso lo stadio Sivori di Sestri Levante. Orgoglio e coraggio, due caratteristiche che hanno guidato la squadra di Nisticò, nonostante l'epilogo negativo. Contro ogni difficoltà. 

Sezione: Interviste e Storie / Data: Sab 16 maggio 2026 alle 22:15
Autore: Edoardo Gatti
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