Dalle parti di Salerno, il nome di Erik Botheim dirà poco o nulla a quasi tutti. Soltanto i più affezionati si ricorderanno del centravanti norvegese classe 2000, rimasto per 18 mesi e passato come una meteora del calcio italiano. Una parentesi complicata, lontana dalle premesse iniziali, ma che oggi racconta una storia diversa.

La serata di Champions League contro il Sabah ha restituito al classe 2000 una vetrina importante. Due gol nel 4-1 con cui il Viking ha conquistato la sua prima vittoria nella competizione, salendo a quota quattro punti nella classifica generale, dopo il prezioso pareggio per 3-3 ottenuto contro il Bayern Monaco. Una prestazione da protagonista, con Botheim al centro di una squadra che ha dimostrato di poter competere anche su un palcoscenico internazionale. Per lui, soprattutto, la soddisfazione di trovare le prime reti in Champions League.

Un'immagine ben diversa da quella lasciata in Italia in Serie A. Con la Salernitana aveva collezionato complessivamente 39 presenze, riuscendo a trovare la via del gol soltanto in un'occasione: contro la Sampdoria, all'inizio della sua avventura in granata. Da quel momento, una lunga ricerca della continuità, tra difficoltà di ambientamento e prestazioni che non hanno mai rispecchiato il potenziale mostrato in precedenza. Nel gennaio del 2024 la decisione di separarsi, con il trasferimento al Malmo. Una scelta che, con il senno di poi, avrebbe cambiato il percorso della sua carriera.

A Salerno non era riuscito a trovare il proprio spazio, ma il talento non era certamente scomparso. Gli sarebbe servito un ambiente diverso, un contesto nel quale ritrovare fiducia e soprattutto la possibilità di giocare con continuità. In Svezia ha trovato tutte queste condizioni, ricominciando a segnare e tornando a essere un attaccante capace di fare la differenza. Fino alla nuova avventura in patria, con il Viking, e alla notte europea che lo ha riportato sotto i riflettori.

L'amicizia con Haaland e la passione per la musica

Nato nel 2000, il centravanti norvegese è cresciuto in uno dei settori giovanili più prestigiosi del paese, quello del Rosenborg, con cui ha avuto l'opportunità di debuttare in prima squadra quando aveva appena 17 anni. Un percorso precoce, condiviso fin dall'adolescenza con un altro talento destinato a diventare una delle stelle più importanti del calcio mondiale: Erling Haaland.

I due sono amici fin dall'infanzia e hanno condiviso gran parte del percorso nelle selezioni giovanili della Norvegia, dall'Under 15 fino alla Nazionale Maggiore. Un rapporto che andava ben oltre il campo e che aveva trovato spazio anche in una passione comune: la musica. Nel 2016, infatti, Botheim e Haaland decisero di mettersi alla prova fondando insieme un gruppo chiamato 'Flow Kingz'. Il risultato fu un singolo, 'Kygo Jo', accompagnato da un video musicale caricato su YouTube. Un contenuto diventato virale negli anni successivi, soprattutto con l'esplosione internazionale dell'attaccante del Manchester City, arrivando a sfiorare i 30 milioni di visualizzazioni. 

La doppietta alla Roma di Mourinho e la fiducia ritrovata

Il primo vero salto di qualità arriva nel 2021, quando Botheim lascia il Rosenborg, dopo una breve parentesi allo Stabæk, per trasferirsi al Bodo Glimt. È proprio con la maglia giallonera che l'attaccante comincia a farsi conoscere anche dal pubblico italiano. Impossibile, del resto, dimenticare la sua doppietta nella storica serata in cui il Bodo travolse la Roma per 6-1 nella fase a gironi della Conference League. Una sconfitta pesantissima per la squadra di José Mourinho, che avrebbe poi conquistato il trofeo al termine della stagione, ma anche una vetrina straordinaria per il centravanti norvegese. I 22 gol realizzati complessivamente nel corso della sua esperienza con il club convincono la Salernitana a puntare su di lui nell'estate del 2022. Una scommessa, però, che non darà i risultati sperati.

La svolta arriva con il trasferimento al Malmo, nel gennaio 2024. In Svezia, Botheim ritrova continuità e soprattutto il feeling con la porta, mettendo insieme 36 reti in 89 presenze complessive. Numeri importanti, accompagnati dalla conquista di uno spazio sempre maggiore nel panorama calcistico norvegese e dall'esordio con la nazionale maggiore. Dopo aver ritrovato fiducia e ambizioni, nell'estate del 2026 decide di tornare a casa, scegliendo il Viking per una nuova tappa della propria carriera. L'impatto è immediato: quattro gol nelle prime sette partite di campionato, prima della doppietta contro il Sabah. Due reti che valgono molto più del risultato e che rappresentano un'altra conferma del suo percorso di rinascita. 

Sezione: News / Data: Gio 05 novembre 2026 alle 11:30
Autore: Gabriel Macis
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