Il Savoia prende posizione dopo il divieto disposto in occasione della partita di sabato 26 settembre contro la Cavese. Una decisione che il club definisce un fulmine a ciel sereno, soprattutto alla luce del comportamento tenuto dai propri tifosi e dai gruppi organizzati dall’inizio della stagione.

Il riferimento principale è alla sfida di Caserta di metà agosto in Coppa Italia, considerata inizialmente una partita ad alto rischio e disputata in un contesto particolarmente delicato, ma alla fine senza registrare disagi tra i tifosi di casa e quelli ospiti.

Secondo il Savoia, proprio quell’appuntamento rappresenta la prova più evidente del percorso intrapreso dalla tifoseria. Un comportamento che, secondo la società, non sarebbe però limitato al singolo episodio, ma rappresenterebbe la continuità di quanto mostrato dai sostenitori durante la stagione.

Il club rivendica inoltre il lavoro svolto sul fronte della prevenzione, citando la tessera del tifoso, gli incontri e il dialogo con i gruppi organizzati, oltre alla definizione di regole e richieste precise in termini di responsabilità. Da qui la sorpresa e l’amarezza per il provvedimento, pur ribadendo il rispetto per le decisioni delle autorità, delle regole e delle leggi. Il Savoia, però, chiede che quanto accaduto nel passato non continui a condizionare il presente.

Il comunicato del club

Questo il comunicato ufficiale del club: "Il divieto disposto in occasione della partita di sabato sera contro la Cavese rappresenta per noi un fulmine a ciel sereno. Dall’inizio della stagione, i tifosi e i gruppi organizzati del Savoia hanno dimostrato, in casa e in trasferta, un comportamento esemplare, fatto di responsabilità, maturità e rispetto delle regole. Non sono parole. Sono fatti. Abbiamo affrontato partite e trasferte particolarmente delicate, superando situazioni che in altri tempi sarebbero sembrate difficili persino da immaginare. In meno di quindici giorni abbiamo vissuto due appuntamenti considerati ad alto rischio. Caserta ne rappresenta l’esempio più evidente. Una partita da 'bollino rosso'  nella quale le rispettive tifoserie hanno dato una grande prova di responsabilità. Ma Caserta non è un episodio isolato, è la conferma di quanto i nostri tifosi stanno dimostrando dall’inizio della stagione, partita dopo partita. Anche noi abbiamo fatto la nostra parte. Abbiamo lavorato sulla prevenzione, a partire dalla tessera del tifoso, promosso incontri e dialogo, stabilito regole chiare e chiesto responsabilità. E la responsabilità è stata dimostrata con i fatti. Per questo il provvedimento ci sorprende e ci amareggia".

"Rispettiamo le decisioni delle autorità - prosegue il comunicato -, le regole e le leggi, e continueremo a farlo con il senso di responsabilità che ci ha sempre contraddistinto. Ma rispettare una decisione non significa rinunciare a esprimere, con altrettanto rispetto, il nostro pensiero. Non chiediamo di dimenticare il passato. Chiediamo che venga riconosciuto il presente. Se, nonostante un’intera stagione di comportamenti corretti, si continua a giudicare l’oggi esclusivamente sulla base di un passato remoto, rischia di venire meno il principio stesso del cambiamento. Perché se chiediamo alle persone di cambiare, dobbiamo anche essere capaci di riconoscere quel cambiamento quando viene dimostrato. Diversamente, il passato rischia di trasformarsi in una condanna permanente, in una sorta di “fine pena mai”. E questo non lo riteniamo giusto. Continueremo sulla strada del dialogo, della prevenzione e del rispetto delle istituzioni. Ma continueremo con la stessa fermezza a sostenere un principio semplice, il passato deve insegnare, non condannare per sempre. Il cambiamento si dimostra con i fatti. E i fatti devono contare".

Sezione: News / Data: Mar 22 settembre 2026 alle 11:30
Autore: Gabriel Macis
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