Intervenuto ai colleghi di SkySport24, in occasione del suo 60º compleanno, Gianfranco Zola si è soffermato ad analizzare il calcio di oggi, ripercorrendo le tappe della sua carriera. Dai momenti più belli agli allenamenti con Maradona, fino ai problemi del calcio moderno che affliggono l'Italia da diversi anni.

Proprio sui ricordi, l'ex Chelsea non ha dubbi: “Mi ritengo una persona fortunata. Ho tantissimi bei ricordi, molti di più rispetto a quelli brutti. Me ne vengono tanti, dall'esordio serie A a quello in Nazionale fino al primo gol o al rientro a Cagliari. Sono sicuramente una persona fortunata e grazie a Dio”. 

Zola, Totti, Del Piero, Maradoni e tanti altri sono i numeri 10 che hanno predominato in Seria A fino a pochi anni fa. Oggi però l'estro e la fantasia del trequartista, in Serie A è sparita: “Le ragioni sono diverse. Un po' il calcio è cambiato, c'è molta più preparazione alle partite. I giocatori hanno più informazioni e quindi c'è meno necessità di quel giocatore il creativo. Tutti sanno giocare a calcio, tutti hanno comunque un compito e spesso e volentieri si lascia poco spazio alla creatività. Questa sicuramente è una delle ragioni ma non è l'unica, è anche una questione di momento. Le altre nazioni hanno i giocatori con queste qualità, per noi è un momento delicato in cui facciamo fatica a produrre giocatori con queste caratteristiche. Speriamo comunque di ritornare presto, perché comunque c'è bisogno di quella tipologia dei giocatori”.



Oggi, l'ex numero 10 del Napoli, ricopre il ruolo di Vice Presidende della Lega Pro, dove tramite le sue riforme (su tutte, la riforma che porta il suo nome) sta provando a cambiare il nostro calcio: “Riforma Zola? Siamo contenti, l’obbiettivo è produrre talento in Lega Pro. Questo campionato però ha tanti problemi ma anche tanti vantaggi. Ci sono 60 squadre in tutta Italia e tutte queste si stanno attrezzando sempre di più nel produrre valore nel loro territorio. Stanno investendo tanto nelle persone e nella formazione dei ragazzi. Bisogna apprezzare questo perché è un vantaggio per tutto il sistema e bisognerebbe aiutarli perché sono realtà dove le società spendono tanto e guadagnano pochissimo. Spesso e volentieri sono i presidenti a farsi carico dei debiti e dunque bisognerebbe aiutarli”.  

Zola: "Con i ragazzi siamo bravi fino ad una certa età, poi però manca lo step più importante"

L'esempio più recente della produzione di giocani talenti, partendo dalla Serie C, è quello di Marco Palestra, che proprio come Zola anche se a strade inverse, approderà al Chelsea dopo una stagione al CalgliariLui è un esempio, noi fino ad una certa età siamo bravi a tirare su i nostri giovani. Abbiamo vinto recentemente il Campionato Europeo con l’under 17, l’unica strada che porta un ragazzo giovane, a crescere ulteriormente però è portarlo in prima squadra, allenarsi con i campioni, come ho fatto io tanti anni fa con Maradona".

Proprio sull'importanza di allenarsi con figure del genere: "La vicinanza a questi giocatori ti cambia, ti porta ad alzare il livello e a migliorare". Conclude: "Questo è un modo per dare un’opportunità di crescere, quindi noi dobbiamo migliorare in questo perché probabilmente cresciamo bene questi ragazzi fino a un certo punto, ma poi lo step più importante, è quello di fargli diventare giocatori veri, e quindi dobbiamo fare qualcosa in più”.

Sezione: News / Data: Dom 05 luglio 2026 alle 15:45
Autore: Martin Shira
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