Quel legame indissolubile con il pallone per tutta una vita. Dal campo prima alla scrivania poi, il mondo del calcio piange la scomparsa di Ciro Femiano. L'ex calciatore e dirigente si è spento all'età di 76 anni nella città di Acireale, quella che è stata la sua seconda casa per tutto l'arco della sua carriera sportiva, pur essendo napoletano di nascita. L'ex direttore sportivo è stato ricordato con affetto dalle molteplici squadre con cui ha collaborato durante la sua lunga carriera tra Serie A, B e C.
Nato nel 1950, Femiano muove i primi passi nel mondo del calcio tra le fila dell'Acireale in Serie C: tra il 1973 e il 1975 mette a referto 24 reti in 81 presenze, diventando il punto di riferimento della squadra siciliana in attacco e creando un legame che sarà impossibile da scalfire e che lo terrà legato per sempre alla città.
Dopo questa esperienza, nella stagione 1975/1976 arriva il salto di qualità tanto atteso con il passaggio all'Avellino, in Serie B, dove è partner d'attacco di Gennaro Musiello, capocannoniere in quell'edizione del campionato cadetto con 18 reti. Successivamente, il trasferimento in Basilicata, al Potenza, prima di appendere gli scarpini al chiodo pur avendo meno di 30 anni, per dare inizio così alla sua carriera fuori dal campo.
Dopo alcune esperienze con il Giarre e lo stesso Acireale, la grande occasione arriva nella stagione 1995/1996: a chiamarlo è il Savoia, all'epoca in Serie C1, dove vive una stagione intensa fatta di numerosi cambi in panchina sotto la guida del presidente Mario Moxedano. Alla fine dell'anno lascia il club, ma il grande incarico della sua carriera si presenterà da lì a qualche anno.
Femiano e gli anni di Napoli con Perinetti
Il punto di svolta della sua carriera dirigenziale arriva in concomitanza del ritorno al Napoli, sua città natale al tempo in Serie B, nel biennio dal 2002 al 2004: il dirigente diventa il braccio destro del direttore sportivo degli azzurri, Giorgio Perinetti, con cui si creerà un sodalizio importante che durerà fino ai primi anni '10.
Femiano ricopre, in questi anni, il ruolo di osservatore, facendo la fortuna dei vari club in cui lavora. In coppia con lo stesso Perinetti arriva fino all'esperienza in Serie A con il Siena dal 2004 al 2006, prima di spostarsi poi in Puglia, precisamente al Bari: qui dal 2007 al 2010 getterà le basi di una squadra in grado di vincere il campionato di Serie B e di confermarsi nella massima serie sotto la guida di Giampiero Ventura.
Gli ultimi anni della sua carriera
Lasciata la piazza barese nel 2010, Femiano torna a ricoprire il ruolo di direttore sportivo in prima persona. Degna di nota è la sua esperienza all'Ischia nella stagione 2015-2016, in Lega Pro, in una stagione comunque difficile per gli isolani.
Poi il ritorno nella sua Acireale, mantenendo però sempre un ruolo di rilievo come collaboratore e consulente per le squadre della Regione fino al definitivo ritiro.
Femiano e l'attenzione per il talento
Durante l'arco della sua lunghissima carriera, Ciro Femiani è stato in grado di scoprire numerosi talenti che hanno scritto pagine importanti nel nostro calcio sia in panchina che nel rettangolo verde. Il nome più importante è sicuramente quello di Giampiero Ventura: preso come giovane allenatore del Giarre, in Sicilia, a soli 44 anni, il futuro CT della Nazionale ha poi incrociato nuovamente la strada del dirigente durante gli anni di Bari.
In campo, invece, si annoverano nomi come quello di Francesco Colonnese e Marco Crimi, mentre è peculiare l'aneddoto che lo stesso Femiano raccontò ai microfoni di Gianlucadimarzio.com nel 2015, riguardante Pasquale Foggia. Il DS affermò: “Foggia mi chiamò per chiedermi di visionare un suo ragazzino. Notai che lui mi parlava con le spalle rivolte al campo dove stava lavorando la prima squadra, dicendomi che non aveva trovato un progetto che lo convincesse a rientrare in campo. Lo invitai a girarsi per vedere l’allenamento della squadra e in pochi secondi, come per magia, gli è ritornata la voglia di giocare". Perchè chi ha sempre vissuto intensamente il calcio come Ciro Femiano, sa che la passione per questo sport non muore mai. In ogni campo e in ogni categoria, proprio come ha insegnato lui.
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