Il Bari riparte da Massimo Rastelli. Dopo la retrocessione in Serie C, il club biancorosso ha scelto di affidargli la panchina per aprire un nuovo ciclo, voltando definitivamente pagina dopo la separazione con Moreno Longo, arrivata attraverso l’esercizio della clausola di recesso presente nel contratto. Rastelli ha trovato un accordo con la società fino al 30 giugno 2027, con rinnovo automatico in caso di promozione. La missione è chiara, ed è quella di riportare subito il Bari in Serie B e restituire entusiasmo a una piazza che, sicuramente, vuole lasciarsi alle spalle una stagione da dimenticare.
Per l'ex Cagliari, inoltre, si tratta di una grande sfida a livello personale: dopo quasi tre anni lontano dalle panchine, il classe 1968 torna in gioco in una delle piazze più esigenti del panorama calcistico italiano. Nato a Torre del Greco e avellinese d’adozione, nella sua carriera ha vissuto momenti molto diversi tra loro: promozioni, salvezze prestigiose, esoneri e ripartenze. Adesso Bari gli offre l’occasione di riscrivere un nuovo capitolo e dimostrare di poter essere ancora un allenatore capace di fare la differenza in una categoria che conosce bene, la Serie C.
La sua storia da allenatore parte nel 2009, alla Juve Stabia, ed è subito un successo. Alla prima esperienza in panchina, centra la promozione dalla Seconda alla Prima Divisione dominando il campionato: 25 vittorie in 40 partite, appena sette sconfitte e 71 gol segnati. L’anno successivo, però, arriva il primo momento complicato con il Brindisi, sempre in Seconda Divisione, dove i risultati non decollano. Poi il Portogruaro, guidato verso un campionato tranquillo dopo la storica annata in Serie B. Ma la svolta deve ancora arrivare.
E quella svolta porta il nome di Avellino: è qui che Rastelli scrive la storia. In tre stagioni guida la squadra dalla Lega Pro fino alle semifinali playoff di Serie B, conquistando subito il campionato e la Supercoppa di categoria, prima di trasformare una squadra partita con l’obiettivo salvezza in una delle realtà più interessanti del campionato cadetto. In 130 partite mantiene una media di 1.59 punti a gara, numeri che gli spalancano le porte di una piazza prestigiosa come quella di Cagliari.
Cagliari, Cremona e il ritorno a casa prima dello stop
In Sardegna arriva, probabilmente, quello che è il punto più alto della sua carriera. A Cagliari, vince il campionato di Serie B durante la sua prima stagione con 83 punti e riporta immediatamente i rossoblù in Serie A. L’anno successivo, centra una salvezza senza particolari affanni, chiudendo all’undicesimo posto con 47 punti. Il percorso, però, si interrompe pochi mesi dopo l’inizio della stagione seguente, quando un avvio complicato e quattro sconfitte consecutive convincono la società a cambiare allenatore.
Dopo Cagliari, iniziano gli anni più difficili della sua carriera. Alla Cremonese, nella sua prima stagione - la 2018/2019 - sfiora i playoff, mentre a gennaio 2020 viene richiamato al posto di Baroni, ma la situazione non è delle migliori e a marzo viene nuovamente esonerato.
Verso una stagione che non si può sbagliare
Per Rastelli, seguono la SPAL, dove manca i playoff soltanto per la classifica avulsa, e il Pordenone, esperienza durata appena 6 partite. Un percorso sicuramente meno brillante rispetto agli anni migliori. Nel 2022 arriva il ritorno ad Avellino, 7 anni dopo la prima volta. Rastelli eredita una squadra in difficoltà, riesce a evitare i playout e viene confermato anche per la stagione successiva.
L’avventura, però, si interrompe quasi subito: due sconfitte nelle prime due giornate di campionato portano all’esonero, l’ultimo prima del lungo periodo di inattività che si è concluso soltanto con la chiamata del Bari. Adesso, dunque, la sfida più importante: riportare immediatamente i biancorossi in Serie B.
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