La carriera di Flavio Ciuferri, nonostante la carta d'identità reciti ancora ventidue anni compiuti lo scorso marzo, è stata già segnata da tanti momenti significativi. Talento e passione le due caratteristiche principali, anche quando si è trattato di dover resistere alle difficoltà. Una prima parte di stagione da protagonista con la maglia del Trapani, poi l'infortunio, il recupero e ora la rinascita: "Nel girone d'andata è andato tutto bene, anche a livello personale mi sentivo bene. Poi a dicembre mi sono infortunato e sicuramente non mi ha fatto piacere".
Uno stop inaspettato per il classe 2004, che dal suo debutto tra i professionisti non aveva mai praticamente saltato una partita: "Sono stati mesi difficili, è stata una bella mazzata perché da quando ho iniziato non ero mai stato così tanto fuori. È stato il mio primo infortunio, ma con l'aiuto della famiglia ho superato tutto con serenità. Infatti il mio recupero è stato anche più veloce del previsto, mi sono allenato duramente". Tutto alle spalle, dunque.
Perseveranza e un unico obiettivo, tornare a ritagliarsi uno spazio da protagonista. Più di settanta presenze in Serie C, accompagnate da gol e assist. Tutto nasce tra Vigor Perconti e Lodigiani, quando già a livello giovanile inizia mettersi in mostra: "Sono partito subito forte, mi contattarono anche diverse squadre professionistiche, con cui ho fatto vari provini". Ed è proprio in quegli anni che nasce il suo soprannome 'Flavinho': "È una cosa simpatica nata dal mio allenatore ai tempi della Lodigiani, lui è brasiliano e con le mie giocate gli ricordavo un po' il suo calcio." A cambiare tutto, però, sono due colori, quelli della Roma: "È un club che non si può rifiutare, e sarei rimasto anche vicino casa mia. Nel mio gruppo c'era gente come Cherubini, Pagano, Faticanti, Pisilli, che ancora oggi è protagonista con la Roma".
Aneddoti e ricordi degli anni trascorsi dalle parti di Trigoria, vissuti a stretto contatto con i propri idoli: "Non dimenticherò mai gli allenamenti con la prima squadra, accanto a me c'erano calciatori come Zaniolo, Abraham, Dybala, che è il mio idolo sportivo. È stato come realizzare un sogno. Paulo è sempre sorridente e disponibile, soprattutto con i giovani. Così come Mourinho, che ha sempre avuto un occhio di riguardo con noi, ti faceva sentire parte della squadra". Fiducia e voglia di emergere, ed è così che arriva la chiamata del Giugliano tra i professionisti: "Mi sono sentito subito a casa, anche se all'inizio ho giocato poco. La svolta per la mia carriera è arrivata con Valerio Bertotto, con cui ho trovato tanta continuità. Quella stagione con lui e il Ds Amodio è stata davvero importante per la squadra e per me". E il dato più tangibile risiede nel premio ricevuto come miglior giovane del girone C di Serie C per la stagione 2023/2024, conclusa con la storica qualificazione ai playoff dei campani.
Ambizione
Una crescita esponenziale che porta anche a interessamenti concreti da club di categoria superiore: "Premetto che Giugliano è e resta una seconda casa. Ma al termine di quel campionato arrivò una proposta del Pisa, che offriva cinque anni di contratto, e del Sint-Truiden dalla massima serie belga. La società decise di rifiutare l'offerta del Pisa, probabilmente quel trasferimento avrebbe potuto cambiare definitivamente la mia carriera". Nessuno spazio, tuttavia, per i rimorsi, il pensiero di Ciuferri è già rivolto al futuro: "Spero che questa nuova stagione possa essere quella della mia definitiva consacrazione, mi sento davvero bene".
Idee chiare, in campo e fuori: "Io penso costantemente al calcio, mi ripeto sempre che la stagione più importante deve ancora arrivare. Sono una persona abbastanza flessibile, che non vive di preconcetti. Mi piace mettermi a disposizione". L'idolo, però, è soltanto uno: "Tutti sono a conoscenza della mia passione per Dybala, me innamorai durante la sua esperienza con il Palermo. E anche la mia esultanza è dedicata a lui". Rituali ripetuti, come prima di ogni partita: "Metto sempre lo scotch intorno al polso, e spesso l'arbitro mi richiama perché faccio tardi (ride, ndr)". Fame e ambizione. Il viaggio di Flavio Ciuferri riparte da qui.
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