Dopo appena 30 giorni dal successo in Coppa Italia Serie C, il Potenza guarda con attenzione a queste prime gare della fase playoff. Occhi puntati sui 21 club protagonisti, tra i quali si nasconderà l'avversaria della squadra di De Giorgio nelle due date da cerchiare in rosso per i lucani: domenica 10 maggio, per la gara d'andata, e mercoledì 13 maggio per il ritorno al Viviani.
Una doppia sfida che, non solo porta automaticamente i lucani a migliorare quanto fatto la scorsa stagione - quando il cammino agli spareggi si interruppe bruscamente al secondo turno regionale contro il Catania - ma che fa ricordare le più recenti sfide contro Ternana e Latina. Due successi, quelli contro gli umbri e i laziali, arrivati entrambi con pieno merito.
Il primo attraverso i calci di rigore sotto il diluvio dell'impianto di Viale Marconi, e il secondo grazie a una solida prestazione difensiva nell'ultima mezz'ora del Francioni, prima della festa assieme al pubblico potentino accorso in massa dal capoluogo. E chissà che non possa essere già questa un'arma in più a disposizione dei lucani che, a differenza di altre squadre, hanno già avuto modo di sperimentare il doppio incontro ravvicinato.
A questo va però aggiunto il rendimento a due facce avuto dal Potenza nell'arco di questa stagione. Da un lato una serie più che invidiabile di imbattibilità al Viviani: oltre 300 giorni, poco più di 10 mesi, per intenderci, in cui i rossoblù non sono mai usciti battuti davanti al proprio pubblico. E anzi, sono stati in grado di ottenere punti pesanti per il loro campionato, come nello storico 5-2 contro la Salernitana o l'1-1 strappato al Catania, dopo aver giocato per oltre 70 minuti con un uomo in meno.
Imparare dagli errori
Oppure, ancora, la vittoria per 2-1 sul Trapani in un momento delicatissimo della stagione, così come il 3-1 al Crotone che ha permesso di portare il sogno della Coppa Italia Serie C alle sue fasi finali. Dall'altra parte, invece, quanto (poco) raccolto fuori casa, che rappresenta forse il principale segno da matita rossa nella stagione dei lucani. Sono state ben 14 le gare consecutive senza vittoria: dal 23 agosto, l'esordio stagionale sul campo del Giugliano, fino al 21 di marzo, con il ritorno al successo, in extremis, su rigore, proprio contro il Latina.
Nel mezzo appena 4 punti raccolti contro Team Altamura, Salernitana, Sorrento e Atalanta U23, a monte di 32 gol subiti lontano dal Viviani: numeri che non potevano far sperare in un miglior piazzamento al termine della regular season. Eppure, il Potenza ha dimostrato di essere squadra matura e in grado di poter competere per certi palcoscenici. Una squadra giovane, vero, ma capace di imparare molto velocemente dai propri errori, di compattarsi all'interno del suo gruppo spogliatoio, e sapere sempre come ripartire trovando le accortezze necessarie per migliorare partita dopo partita.
Provarci di nuovo
Un'attenzione per la fase difensiva che va sì ancora perfezionata, ma che ha già permesso in alcune gare di far giocare con maggior tranquillità e spensieratezza anche gli altri reparti dell'ormai consolidato 4-3-3 di De Giorgio. Il Potenza sa di avere la capacità per poter colpire e far male in ogni momento della gara e con ognuno dei suoi interpreti. Dagli esterni, con D'Auria alla sua miglior stagione realizzativa tra i pro, con Schimmenti, letale nell'uno contro uno o quando si tratta di scappare a campo aperto, fino al silenzioso lavoro di Murano, in grado di far saltare le retroguardie avversarie aprendo gli spazi per i propri compagni.
A loro vanno poi aggiunti tutti gli elementi di spicco di un centrocampo che sembra ormai non conoscere più la distinzione tra "titolari" e "turnover": Felippe, Siatounis, Maisto, Erradi, Ghisolfi, De Marco, e Castorani. Se aggiunta l'esperienza in difesa dei vari Kirwan, Loiacono, Camigliano e Riggio, assieme alla spensieratezza di Bura, lanciato titolare nella semifinale contro la Ternana, o la crescita continua di Balzano e Roccchetti, ecco che il Potenza ha tutte le carte in regola per provare a far bene in questi playoff. Ancora qualche giorno di riposo e di attenta preparazione, prima di trovarsi nuovamente lì, come qualche mese fa, davanti ad almeno una delle doppie sfide che termineranno questa storica stagione dei lucani. Licenza di sognare, o meglio, di provarci di nuovo, perché qualcosa di straordinario i rossoblù lo hanno già fatto, e chissà che non fosse soltanto la preparazione verso qualcosa di ancor più grande.
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