Due seconde classificate contro, due corazzate costruite per vincere e due allenatori che hanno dimostrato di poter competere per categorie superiori. Union Brescia e Ascoli si giocano tutto nella finale playoff di Serie C: in palio c’è il ritorno tra i cadetti, al termine di una stagione vissuta sempre ai vertici delle rispettive classifiche.
La finale mette di fronte anche due idee di calcio ben precise: da una parte Eugenio Corini, simbolo della rinascita lombarda, dall’altra Francesco Tomei, autore di un autentico capolavoro con i marchigiani. Due percorsi diversi, ma accomunati dalla stessa fame di riscatto.
L’Union Brescia arriva all’ultimo atto dopo aver eliminato la Salernitana di Serse Cosmi. Nella semifinale d’andata l’1-1 dell’Arechi aveva lasciato tutto aperto: al vantaggio granata firmato De Boer aveva risposto una prodezza di Valerio Crespi. Al ritorno, però, i lombardi hanno alzato i giri del motore, imponendosi 2-0 grazie ancora a Crespi, a segno dopo meno di un minuto, e al sigillo finale di Luca Vido nel recupero.
Percorso diverso ma altrettanto convincente quello dell’Ascoli. I bianconeri hanno praticamente ipotecato la qualificazione già nella gara d’andata contro il Catania di Domenico Toscano, travolto 4-0 al Del Duca in una notte perfetta. Al Massimino è arrivata una sconfitta per 2-1, resa però ininfluente dal dominio dei primi novanta minuti. Adesso entrambe le squadre sono a 180 minuti dal ritorno in Serie B, dopo stagioni da assolute protagoniste.
Il riscatto dell'Union Brescia
Per Brescia questa finale ha un significato che va oltre il semplice risultato sportivo. Dodici mesi fa il fallimento della società guidata da Massimo Cellino sembrava aver cancellato il calcio professionistico dalla città. Poi, il 17 luglio del 2025, la rinascita: Giuseppe Pasini trasferisce il titolo sportivo della Feralpisalò e nasce ufficialmente l’Union Brescia. L’inizio, sotto la guida di Aimo Diana, è complicato. La svolta arriva a dicembre con l’arrivo di Eugenio Corini: la squadra è a -13 dal Vicenza di Fabio Gallo, squadra mattatrice del Girone A, ma il nuovo allenatore riesce a blindare il secondo posto e a dare identità ad un gruppo solidissimo.
I numeri raccontano perfettamente la crescita lombarda: appena 24 reti subite in campionato e 18 clean sheet, dati che in Italia, a livello professionistico, sono inferiori soltanto...all’Ascoli . Ma a impressionare è soprattutto la forza collettiva: ben 19 marcatori diversi, simbolo di una squadra compatta, profonda e determinata a riprendersi immediatamente la Serie B persa appena un anno fa. Ai playoff, dopo l’ingresso ai quarti da testa di serie, la sorpresa Casarano è stata superata subito nella gara d'andata con un netto 0-3 in casa dei pugliesi. Ora il traguardo è lì, a un passo, e i bresciani non vogliono lasciarselo scappare.
L'ascoli da record di Tomei
Se però c’è una squadra che può spaventare l’Union Brescia, quella è proprio l’Ascoli di Francesco Tomei. I bianconeri hanno chiuso il Girone B al secondo posto con 77 punti, appena tre in meno dell’Arezzo di Christian Bucchi promosso direttamente in Serie B. Ma è soprattutto il rendimento del 2026 a certificare la forza di una formazione diventata devastante nella seconda parte di stagione: quattordici partite consecutive senza sconfitte, tredici vittorie e una sola volta fermata sul pari, con addirittura dieci successi consecutivi.
Numeri impressionanti, ancora più pesanti se rapportati all’avvio di stagione: zero gol subiti nelle prime sette giornate, record assoluto tra le squadre professionistiche dei cinque principali campionati europei come ultima formazione a incassare una rete. L’Ascoli ha chiuso con il secondo miglior attacco del girone con 63 reti segnate, ma soprattutto con la miglior difesa non solo della Serie C, bensì di tutti i campionati professionistici italiani con appena 23 gol concessi. Nei playoff il Potenza di De Giorgio è stato eliminato grazie alla rete decisiva di Chakir, prima della notte magica contro il Catania, con il clamoroso 4-0 del Del Duca destinato a restare nella memoria del popolo bianconero. Adesso resta soltanto l’ultimo passo per completare l’opera e conquistare quella Serie B inseguita per tutta la stagione. Servirà la miglior versione possibile dell’Ascoli, ma una certezza già esiste: sarà una finale da vivere fino all’ultimo secondo.
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