"Questo amore fatto solo di poesia". Un amore contagioso, un affetto per i colori bianconeri mai così forte e diffuso, un ambiente rigenerato dopo anni di delusioni. Tutto questo si è vissuto ad Ascoli, in un costante crescendo di emozioni, dalla pre-season fino alla realtà della promozione in B, conquistata in casa al "Del Duca" battendo l'Union Brescia nella doppia finale playoff, con il ritorno vinto per 3-0 grazie alle reti di Rizzo Pinna, Silipo e Milanese. La tifoseria ascolana, in parte ancora ferita dal dolore della retrocessione di due anni fa, ha saputo rialzare la testa e tornare a fare la differenza al fianco dei propri beniamini.
Alchimia nata, come dicevamo, già da prima che iniziasse la stagione. Complice anche il ritorno dopo quasi 40 anni del derby contro la Sambenedettese, i tifosi bianconeri hanno letteralmente preso d'assalto la campagna abbonamenti "Lunga Vita alla Regina", facendo registrare un record assoluto nella storia del club: 7150 tessere sottoscritte, mai così tante per un campionato di terza serie dei marchigiani.
Ma non solo, perché i supporters ascolani hanno fatto sentire la loro presenza già a partire dal ritiro di Cascia e dalle amichevoli pre-campionato. Famiglie e bambini con sciarpe e bandiere nel primo allenamento congiunto contro la Sangiustese, l'esodo di massa per il triangolare a Sant'Egidio alla Vibrata del 2 agosto, oltre 3000 tifosi nell'amichevole al Del Duca contro la Maceratese del 6 agosto e poi il sold out in cinque minuti del settore ospiti per la prima uscita ufficiale della squadra, il 17 agosto al "Pavone-Mariani" di Pineto.
Un entusiasmo travolgente, che si è autoalimentato con i risultati e con le prestazioni convincenti della squadra. Un tifo da categoria superiore a fare da contorno a una stagione perfetta, conclusasi nel migliore dei modi, ben oltre le aspettative di tanti, con la vittoria dei playoff e la promozione in Serie B. Evento non proprio comune dalle parti di Ascoli, dove si è abituati piuttosto a festeggiare salvezze e il solo raggiungimento degli spareggi promozione. Circostanza non comune sì, ma necessaria, per riaccendere ancora di più la passione nel cuore di chi l'ha spenta e instillare questo fuoco anche nelle nuove generazioni, che popolano lo stadio oggi come lo popoleranno domani.
DALLA PIANESE ALLA VITTORIA DEI PLAYOFF: IL "FORTINO DEL DUCA"
L'Ascoli davanti al proprio pubblico è stato una macchina schiacciasassi. Nel corso della regular season sono arrivate 12 vittorie, 5 pareggi e solo una sconfitta, nel match d'andata contro l'Arezzo, per un totale di 41 punti e soli 9 gol subiti. Secondo miglior rendimento casalingo dopo il Ravenna. Il "Del Duca", quasi sempre sold out (addirittura per sei volte consecutive nelle ultime sei in casa), si è dimostrato un vero e proprio valore aggiunto per Curado e compagni, anche nelle partite playoff: tre vittorie su tre contro Potenza, Catania e Union Brescia. Tra cori, sciarpate e coreografie mozzafiato come quelle organizzate nelle partite contro Guidonia Montecelio e Ravenna (la prima in foto), i tifosi bianconeri non hanno mai fatto mancare il loro sostegno.
Che sia pioggia (acquazzone nella prima uscita casalinga contro la Pianese lo scorso 23 agosto), freddo invernale o primi caldi primaverili, i gradoni del Del Duca si sono sempre riempiti di persone di ogni età accomunate dalla sola passione per il "Picchio". Ed è qui, tra le note di "Un'avventura" di Battisti e i cori della curva che la squadra di Tomei ha trovato, in osmosi con la piazza, la forza di costruire l'identità vincente che l'ha contraddistinta.
ESODI DI MASSA E SETTORI OSPITI SOLD OUT: GIOCARE IN CASA ANCHE IN TRASFERTA
L'amore della tifoseria non è rimasto però confinato solo alle partite casalinghe. I supporters ascolani, infatti, hanno fatto sentire il proprio sostegno anche in trasferta, seguendo la squadra in giro per l'Italia. Settori ospiti sold out ed esodi di massa da Gubbio ad Arezzo, passando per Pesaro, Pineto, Forlì, Campobasso e Potenza.
La passione non si è spenta nemmeno quando, per ragioni di pubblica sicurezza, le trasferte sono state vietate dalle autorità competenti, come in occasione della finale di andata contro l'Union Brescia o del derby di ritorno contro la Sambenedettese al Riviera delle Palme. In quest'ultimo frangente, infatti, centinaia di tifosi si radunarono al centro sportivo Picchio Village per prima caricare la squadra prima della trasferta e poi festeggiare la vittoria. E forse rimane questa l'immagine più forte ed emblematica del rapporto che si è creato tra squadra, società e tifosi. Un legame forte e bello, che sarà impossibile da spezzare con il tempo.
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