La partenza dell’Alcione è di quelle che fanno rumore. Non tanto per il clamore, quanto per la continuità con cui la squadra ha saputo raccogliere risultati nelle prime quattro giornate del girone A di Serie C. Otto punti, frutto di due vittorie e due pareggi, hanno proiettato i ragazzi di Giovanni Cusatis al quarto posto in classifica, alle spalle di un Cittadella lanciato a punteggio pieno, dell’Union Brescia di Eugenio Corini e della sorpresa Ospitaletto, entrambe a quota 10.
In questo primo scorcio di stagione, però, c’è un nome che più di altri ha attirato l’attenzione. È quello di Jonathan Pitou, numero 10 francese classe 2004, talento offensivo che l’Alcione si gode dopo averne intuito le qualità già nella scorsa stagione. Seconda punta per caratteristiche, ma anche esterno offensivo o riferimento centrale quando la partita lo richiede, Pitou ha iniziato il nuovo campionato con una marcia diversa. Due gol e un assist nelle prime quattro giornate, con entrambe le reti arrivate nelle due vittorie dell’Alcione: numeri che spiegano soltanto in parte il suo peso all’interno della squadra.
Il francese è infatti uno di quei giocatori capaci di modificare il volto di una partita anche attraverso la giocata individuale. Movimento, tecnica e capacità di occupare zone diverse del fronte offensivo lo rendono difficile da leggere per le difese avversarie. Il dato più significativo è che Pitou ha partecipato a quasi la metà delle reti realizzate dall’Alcione in questo avvio di campionato. Non soltanto un talento da aspettare, dunque, ma un giocatore già capace di incidere.
Nato a Marsiglia e cresciuto nel settore giovanile dell’Olympique Marsiglia, Pitou ha scelto l’Italia nel 2022, quando a soli 18 anni è passato alla Pro Patria. Tre stagioni per costruire esperienza e continuità, fino a collezionare 91 presenze con 11 gol e 12 assist. Un percorso importante per un ragazzo così giovane, fatto di minuti, responsabilità e una crescita progressiva che lo ha portato fino all’Alcione nell’estate del 2025.
Dalla Pro Patria all’Alcione: la crescita passa dai numeri
La prima stagione con la maglia dell’Alcione ha confermato la fiducia riposta nel suo talento. Pitou ha chiuso l’annata con 41 presenze complessive tra Campionato, Coppa Italia e playoff, ma è soprattutto il dato relativo alla Regular Season a raccontare la sua centralità: 38 presenze su 38 partite di Serie C, condite da cinque gol e quattro assist, numeri che hanno accompagnato una stagione di ulteriore crescita e che hanno posto le basi per quello che sta accadendo oggi. Il salto di rendimento nelle prime quattro giornate è evidente, e a 22 anni ancora da compiere il francese sembra aver trasformato la continuità accumulata in Serie C in una nuova consapevolezza: quella di poter essere protagonista e non soltanto una promessa.
Le premesse, del resto, erano già importanti. Prima ancora dell’Italia, Pitou ha vestito la maglia delle nazionali giovanili francesi, uno dei bacini più competitivi al mondo per quantità e qualità di talenti. In quelle selezioni ha condiviso il campo con giocatori che oggi calcano palcoscenici completamente diversi. Da Robin Risser, terzo portiere nell’ultima spedizione mondiale della Francia, a Lesley Ugochukwu e Habib Diarra (oggi ha scelto il Senegal), entrambi capaci di imporsi in Premier League nonostante la giovane età. E poi Mathys Tel, attaccante passato da Bayern Monaco e Tottenham, già protagonista ad altissimi livelli.
Il confronto con Cherki sulle orme del maestro Zidane
Un percorso che aiuta a comprendere perché attorno a Pitou ci sia sempre stata una percezione particolare del talento. Per caratteristiche, ruolo e percorso di formazione, il francese può ricordare certi profili offensivi cresciuti tra tecnica e libertà di movimento, da Zidane fino al più moderno Rayan Cherki. Paragoni inevitabilmente pesanti, soprattutto a questo punto della carriera, ma che restituiscono l’idea del tipo di giocatore che l’Alcione ha tra le proprie mani. Oggi, però, il classe 2004 non ha bisogno di guardare troppo lontano: il suo palcoscenico è quello della Serie C e la maglia numero 10 dell’Alcione.
E adesso arrivano due partite che possono dire molto sulle ambizioni della squadra. Prima la trasferta infrasettimanale contro la Pro Vercelli di Daniele Bonera, ferma a quattro punti dopo altrettante giornate. Poi la sfida di domenica contro l’Union Brescia di Corini, una delle squadre più accreditate del girone A e attualmente a quota 10. Due test ravvicinati per capire quanto l’Alcione possa davvero spingersi oltre una semplice buona partenza. Otto punti dopo quattro giornate sono già un segnale. Con un Pitou così, però, è lecito anche iniziare a sognare.
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