“E siamo ancora qui… e già”. Per il terzo anno consecutivo la Giana Erminio conquista un posto ai playoff. Un traguardo tutt’altro che scontato per una realtà come quella di Gorgonzola, che continua a scrivere la propria storia con pazienza, fatica e una sorprendente tenacia. È stata una stagione fatta di saliscendi, come le onde che non smettono mai davvero di fermarsi. Ma questa squadra ha un pregio raro: cade, sì, ma trova sempre il modo di rialzarsi. Tutto riparte dalla scorsa annata, quasi una stagione delle “prime volte”: la finale di Coppa Italia Serie C persa contro il Rimini, il record di punti, la corsa ai playoff e la fase nazionale. Un anno vissuto ad alta quota, con il fiato corto ma lo sguardo lungo. Poi l’estate ha cambiato il volto del gruppo. Chiappella saluta e vola alla Virtus Entella. Sulla panchina arriva Vinicio Espinal, alla sua prima esperienza tra i professionisti, affiancato dal fratello José. Una nuova guida per una squadra costruita tra esperienza e gioventù, ma unita da un’unica idea: dare tutto, e provare a sognare ancora.
L’inizio però è in salita. L’eliminazione in Coppa Italia per mano dell’Atalanta U23 (1-4) è un primo scossone. In campionato arrivano il ko contro il Trento e il pareggio con il Renate. La prima gioia arriva solo alla terza giornata: 2-1 alla Pro Patria, e finalmente il sapore della vittoria. Da lì un percorso altalenante ma vivo: pareggi, sconfitte e reazioni continue. L’Arzignano, l’Union Brescia, la Virtus Verona. Poi la squadra si ricompone, come se ogni ferita servisse solo a rafforzarla. Arrivano il pareggio con il Lecco, le vittorie contro Lumezzane, Pergolettese e Ospitaletto, e altri risultati pesanti contro Novara, Pro Vercelli e Alcione Milano.
C’è anche lo stop contro la capolista Vicenza, ma questa Giana non smette di restare in piedi: risponde con orgoglio, batte Triestina e Inter U23, alterna momenti di luce e passaggi più duri. Poi, a cavallo del nuovo anno, il momento più complicato: tre sconfitte consecutive contro Cittadella, Trento e Renate. Il mercato cambia ancora gli equilibri, con le partenze pesanti di Alborghetti e Lamesta, tra gli altri. Ma la stagione non è finita. Anzi. La Giana riparte ancora una volta: 0-4 alla Pro Patria, poi il 2-1 all’Arzignano. Qualche battuta d’arresto, qualche ripresa immediata. Sembra quasi il ritmo naturale di questa squadra: perdere qualcosa, ma non sé stessa.
Nel finale il copione si ripete, ma con una consapevolezza diversa. Vittorie pesanti, qualche sconfitta, qualche pareggio sofferto. E poi di nuovo quei due successi finali, quelli che chiudono il cerchio. E così, ancora una volta, la Giana Erminio è ai playoff. Non per caso, ma per resistenza. Non per dominio, ma per identità. Perché a Gorgonzola, anche quando tutto sembra complicato, si continua a restare in piedi.
L'allenatore Espinal
Ricostruire non è mai semplice. Eppure Espinal ha saputo farlo senza clamore, con pazienza e determinazione, riportando la Giana Erminio ai playoff di Serie C per il terzo anno consecutivo, alla sua prima esperienza tra i professionisti. Un nuovo condottiero. Il 24 giugno 2025 la Giana Erminio annuncia il suo nuovo allenatore: Vinicio Edwards Espinal Marte. Un contratto fino al 30 giugno 2026, un progetto che guarda avanti con fiducia e con quel pizzico di coraggio che serve quando si sceglie di ripartire. Un allenatore giovane, ma già segnato da un percorso costruito nel lavoro quotidiano e nella crescita silenziosa. Al suo fianco sceglie il fratello José Elpus Espinal Marte, nel doppio ruolo di vice allenatore e match analyst: una collaborazione familiare, ma soprattutto tecnica, fondata su sintonia e visione condivisa.
Espinal arriva da una stagione positiva alla guida del Real Calepina nel girone C di Serie D, dove ha dato identità e solidità a un gruppo in cerca di equilibrio. Il suo percorso, però, inizia prima: nel 2021 al Mapello Bonate, club con cui aveva chiuso anche la carriera da calciatore. Da lì inizia una crescita costante. Nel 2022/23 entra nello staff di Alessandro Calori alla guida della Primavera della Lazio, esperienza utile per ampliare conoscenze e prospettive. Poi torna sul campo, passando dall’Ospitaletto in Eccellenza alla Folgore Caratese in Serie D, fino al Gozzano, ancora tra i dilettanti. Tappe diverse, ma tutte coerenti: costruire, imparare, adattarsi.
Alla prima esperienza tra i professionisti, il classe ’82 porta con sé calma, leadership e carattere. E proprio queste qualità diventano il filo conduttore della stagione: ricompattare un gruppo reduce da un anno complesso, restituirgli identità e continuità, riportarlo a credere nel proprio percorso. Il risultato è la naturale conseguenza di questo lavoro: ancora una volta, la Giana Erminio è ai playoff.
Il gruppo squadra
Da uomini spogliatoio ai nuovi rinforzi, la Giana Erminio ha costruito la sua stagione partendo da ciò che non si compra: l’identità. Alla base, solida e silenziosa, il capitano Daniele Pinto, quasi quarant’anni e ancora il cuore del gruppo, insieme al suo vice Matteo Marotta. Non semplici giocatori, ma punti di riferimento veri, capaci di trasmettere ogni giorno il senso di appartenenza a chi arrivava da fuori e a chi cresceva dentro il gruppo. Sono stati loro, prima ancora delle giocate, a tenere insieme le distanze e a trasformarle in un’unica voce. Attorno a questa ossatura, ogni elemento ha portato il proprio pezzo di strada, contribuendo a un’altra stagione da sogno, chiusa ancora una volta con i playoff.
Sul piano offensivo, il nome in evidenza è quello di Galeandro con 6 gol, seguono Vitale e Samele con 4. Dietro di loro, il contributo è stato corale: Ferri a 3 reti, poi Alborghetti (prima del passaggio all’Entella), Ruffini e Berretta a 2. E ancora, una rete a testa per Colombara, Previtali, Albertini, Pinto, Marotta, Ballabio, Capelli, Renda, Lischetti e Gabbiani. Numeri che raccontano una cosa semplice: non c’è stato un solo protagonista, ma una squadra che ha distribuito responsabilità e sogni. E così, ancora una volta, la Giana ha trovato il modo di arrivare dove conta davvero.
E in questo percorso, un ruolo silenzioso ma fondamentale lo ha sempre avuto il suo popolo. Un gruppo che non ha mai smesso di crederci, dentro e fuori casa. I tifosi della Giana sono stati il dodicesimo uomo vero: presenti a Gorgonzola come lontano da casa, capaci di sostenere la squadra nei momenti più semplici e in quelli più difficili, senza mai far mancare una voce, un coro, una spinta. Perché alla fine questa storia non è solo di chi scende in campo. È anche di chi resta sugli spalti, di chi parte in trasferta, di chi continua a crederci comunque vada. E così, passo dopo passo, la Giana e i suoi tifosi continuano a scrivere insieme nuove pagine della loro storia.
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