Il Renate di Luciano Foschi non vuole fermarsi e, dopo il pirotecnico 3-3 maturato sul campo del Trento, arrivato non senza polemiche arbitrali e qualche rimpianto, si presenta all’ultimo match di regular season in ottimo stato di forma. La squadra ha dimostrato una solidità d’acciaio, avendo incassato una sola sconfitta nelle ultime dieci gare disputate: un ruolino di marcia che la candida al ruolo di mina vagante nella post-season.
Attualmente quinti con 61 punti, i nerazzurri devono guardarsi le spalle dall’insidia del Cittadella, distante solo due lunghezze, per blindare la propria posizione. Sabato, al "Mino Favini", arriva la Pro Patria, già aritmeticamente retrocessa: un’occasione d’oro per chiudere i conti e prepararsi al meglio, anche mentalmente, agli attesi playoff.
Sebbene l'ritmetica lasci ancora una flebile speranza per il terzo posto occupato dal Lecco a quota 64, l’impresa appare difficile, vista la situazione a una sola giornata dal termine. L’obiettivo primario per la squadra di Foschi resta quindi consolidare il piazzamento attuale per presentarsi agli spareggi come una delle outsider più imprevedibili del torneo.
Inoltre, la stagione è stata impreziosita da un buon cammino in Coppa Italia Serie C, dove i brianzoli si sono arresi soltanto in semifinale contro il Latina, dopo aver eliminato l’Inter U23 e il Ravenna.
Luciano Foschi: l’esperto di imprese tra il passato in nerazzurro e il miracolo Lecco
Luciano Foschi è tornato sulla panchina del Renate nel luglio 2024 con un contratto biennale, riprendendo un percorso iniziato già nella stagione 2016-17. Il suo solido 3-5-2 è diventato rapidamente un marchio di fabbrica, capace di dare equilibrio a una rosa che, sotto la sua guida, ha trovato una compattezza tattica fondamentale per restare stabilmente nelle zone alte della classifica.
L'allenatore porta in dote l’impresa compiuta nel 2023, quando condusse il Lecco a una storica promozione in Serie B, scalando la giungla dei playoff con i blucelesti che avevano chiuso la regular season al 3° posto del Girone A.
Numeri da grande e voglia di riscatto: l’obiettivo è fare meglio dell’anno scorso
A trascinare i nerazzurri è l’incredibile equilibrio tra rendimento casalingo ed esterno, con una media punti di 1,61 in casa e un sorprendente 1,68 in trasferta. Il pericolo numero uno resta l’islandese Óttar Magnús Karlsson, arrivato a 11 centri stagionali, supportato dalla freddezza di Michele Calì, autore di 7 reti, di cui 4 su rigore.
L’anno scorso il cammino brianzolo si fermò al secondo turno regionale per mano della Giana Erminio di Chiappella, dopo aver chiuso la stagione proprio al 5° posto. Quest’anno, con un Karlsson in più, il Renate ha tutta l’intenzione di riscattare quel risultato e trasformarsi nella mina vagante che nessuno vorrebbe incontrare sul proprio cammino. Il sipario sulla regular season sta per calare, ma per il Renate il vero spettacolo inizia ora. Con l'esperienza di Foschi e la ferocia di un gruppo affamato, i playoff non sono più un labirinto, ma una vera opportunità. Non chiamatelo sogno: il Renate è una mina vagante pronta a esplodere nel momento più importante.
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