Federico Coppitelli e la Casertana si apprestano a vivere una post season da possibile mina vagante dopo una stagione sempre condotta ad alti livelli. L'ex allenatore dell'Osijek, arrivato in Campania la scorsa estate, ha saputo trasformare i rossoblu in una delle realtà più divertenti e propositive della categoria. Non si tratta solo di punti in classifica, ma di estetica e funzionalità. Coraggio e ambizione, un connubio pronto a guidare Butic e compagni anche durante il cammino playoff.
Un cammino netto, in grado di portare la Casertana a giocarsi un incredibile terzo posto con Salernitana e Cosenza. La sua storia, però, parte da lontano quando, appena ventiseienne, inizia ad allenare l’Under 17 del Frosinone. Un primo step significativo prima dell'esperienza nel settore giovanile della Roma, che ha rappresentato un passo fondamentale per la sua carriera.
Da Marco Tumminello a Mirko Antonucci, passando per Riccardo Marchizza, fino a Luca Pellegrini. Proprio il terzino classe 1999, con i suoi trascorsi tra Juventus e Nazionale, rappresenta il manifesto del suo modus operandi: disciplina tattica unita a una libertà d'espressione che ha portato in bacheca uno Scudetto Under 17 e una Supercoppa di categoria. Risultati figli di una visione che mette il calciatore al centro del progetto tecnico.
Ma è sotto l’ombra della Mole, sponda Torino, che l'allenatore romano ha affinato la sua capacità di creare valore. Dal 2016 al 2019, la Primavera dei granata è stata un laboratorio di eccellenza. Mentre la bacheca si arricchiva con una Coppa Italia e una Supercoppa Primavera, il campo restituiva profili del calibro di Barreca, Adopo e Millico. Senza tralasciare Alessandro Buongiorno, oggi protagonista con il Napoli.
La scelta di José Boto e il miracolo Lecce
Il capolavoro assoluto, però, è arrivato nel Salento. Il campionato Primavera vinto con il Lecce nel 2022 resta una delle imprese più incredibili del calcio giovanile recente. In una terra che vive di passioni viscerali, Coppitelli ha plasmato un gruppo capace di sovvertire ogni pronostico, valorizzando giocatori come Berisha e Burnete. Ma è il nome di Patrick Dorgu a catturare più di tutti le attenzioni degli addetti ai lavori: scoperto da Pantaleo Corvino e lanciato da Coppitelli, l’esterno danese è poi riuscito a imporsi anche in Serie A prima di spiccare il volo verso Manchester, sponda United.
Dopo i successi giovanili, la carriera di Coppitelli ha preso una piega internazionale. La chiamata dell'Osijek, in Croazia, non è arrivata da un dirigente qualunque, ma da José Boto. L'ex Benfica e Shakhtar Donetsk, che nel 2025 ha portato il Flamengo sul tetto del Sudamerica con la vittoria della Libertadores, ha visto in lui l’uomo giusto per il progetto del cub croato. Oggi, la Casertana si gode i frutti di questa evoluzione personale e a 90 minuti dalla fine della regular season vede ancora la concreta possibilità di conquistare il terzo posto e di recitare un ruolo da outsider ai playoff.
Tra presente e futuro
I risultati ottenuti a Caserta hanno sicuramente attirato le attenzioni di diversi club, anche di Serie B. Attestati di stima che seguono l'ottimo lavoro svolto fin qui con la Casertana. Crescita, coraggio e voglia di ritagliarsi uno spazio da protagonisti alla base del progetto rossoblu. Dopo 37 giornate sono ben 65 i punti ottenuti, con 54 gol fatti (quarto miglior attacco del girone) e 43 subiti, con la valorizzazione di calciatori come Oukhadda, Kallon e i giovani Girelli, Leone e Heinz.
Coppitelli non è più "solo" un allenatore da settore giovanile, ma un allenatore completo, capace di gestire le pressioni del calcio professionistico. Che sia a Caserta o su palcoscenici ancora più prestigiosi, che la prossima stagione sembra promettergli, una cosa è certa: c'è un finale ancora tutto da scrivere con la squadra campana.
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