L'Audace Cerignola si appresta a iniziare una nuova era societaria dopo la lunga gestione targata Nicola Grieco. Nelle scorse ore, infatti, è stata formalizzata la cessione del club pugliese a una cordata composta da imprenditori locali come Gianni Nardiello, già vice presidente sotto la gestione Grieco, Vito Manduano, Lio Lo Conte, Francesco Masiello e Antonietta Ladogana, di ritorno nei quadri dirigenziali dopo l'esperienza di quattro anni fa durante la breve gestione di Danilo Quarto. La nuova proprietà si presenterà ufficialmente lunedì 25 maggio, alle ore 18.30, presso Palazzo di Città, sede del comune di Cerignola.
Intanto, in casa Audace, è anche il tempo dei saluti da parte di Nicola Grieco, pronto a tracciare un bilancio della sua gestione societaria, che ha portato i gialloblu dalla Prima Categoria al professionismo. Queste le sue dichiarazioni, riprese da TeleSveva:
"Lunedì ho ceduto le quote societarie, già da due giorni non sono più il presidente dell'Audace Cerignola. Lascio in eredità una società senza debiti. Non sono intervenuto prima perché ho ritenuto che fosse giusto dare i giusti meriti a chi ha lavorato per il club durante questi anni. I nostri successi sono anche merito loro".
Il presidente uscente ha poi riavvolto il nastro sul suo lungo corso societario: "Ho iniziato a fare calcio ad agosto 2014, quando un gruppo di persone mi convinse a prendere l'Audace Cerignola. Partimmo dalla Prima Categoria, arrivando a vincere praticamente tutti i campionati. È stato un passaggio fondamentale, partire dal basso ci ha dato la possibilità di capire come si fa calcio. Commettendo meno errori possibili. Sono stati dodici anni pieni di ricordi, arrivando anche a sfiorare l'impresa promozione in Serie B. Ci credevamo. Così come ricordo ancora l'eliminazione ai playoff contro il Foggia". Poi il messaggio per il Ds Elio Di Toro: "È stato uno dei pioneri di questi successi".
Grieco è tornato quindi sul rapporto con l'ambiente, dedicando anche un primo messaggio di sostegno alla nuova proprietà: "Ringrazio la tifoseria, che ci ha sempre sostenuto. Ho visto una crescita esponenziale nel rapporto anche con le altre squadre. L'ultimo ringraziamento va invece alla mia famiglia, fare calcio è sempre una missione complicata. Io resterò sempre il primo tifoso dell'Audace Cerignola, ora va sostenuta la nuova compagine societaria, che ha dimostrato coraggio e voglia di iniziare questo nuovo percorso".
Grieco dopo la cessione dell'Audace Cerignola: "La mia società farà da main sponsor"
All'interno del nuovo corso ci sarà comunque ancora un po' di Nicola Grieco: "Posso confermare pubblicamente che Proshop continuerà a fare da main sponsor sulla maglia. Ho sentito tante c*****e, oggi per me si chiude un ciclo e posso garantire che non sarò il presidente di nessun altra squadra. Il mio cuore è e resta qui. Pochi resistono tutti questi anni, la media è di un anno e sette mesi. Non avrei mai pensato di vedere la mia squadra del cuore su Sky, noi dobbiamo custodire questa categoria. La nuova società va sostenuta".
Grieco prosegue con i ringraziamenti: “Quello che ha fatto il sindaco e quello che sta facendo l’amministrazione comunale in questa città non l’ha fatto nessuno. Quando mi confronto con le altre società e racconto i benefici che noi abbiamo avuto dal Comune, tutti restano sorpresi. È una cosa grandiosa. La Scafatese, dopo la promozione, ha dovuto investire milioni di euro per mettere a norma lo stadio. Soldi destinati non alla squadra ma a una struttura comunale. Per questo dico grazie al sindaco e all’amministrazione”.
Grieco a viso aperto: "Non ho nulla da recriminarmi, in Italia siamo stati una società modello"
Sul suo addio, Grieco ha escluso tensioni o episodi particolari: “Non ho nulla da recriminarmi e non c’è stato un episodio preciso. Semplicemente, dopo dodici anni, sento il bisogno di dedicare più tempo anche all’azienda di famiglia. La gente vede solo la partita della domenica. Magari qualcuno diceva che il presidente non andava allo stadio perché preferiva andare ai tornei di poker. Ma il vero lavoro si fa durante la settimana. La partita è soltanto l’ultimo anello di una catena fatta di problemi e responsabilità quotidiane”.
Uno degli aspetti di cui va più orgoglioso riguarda la gestione economica del club: “Non abbiamo mai pagato la squadra con un mese di ritardo. In Serie C ci sono scadenze federali precise e noi non abbiamo mai aspettato quelle date: abbiamo sempre pagato mese per mese”. Grieco ha spiegato che si tratta di un principio ereditato dal padre: “Chi lavora deve essere pagato subito. Questo mi è stato insegnato fin da piccolo”. Poi ha aggiunto: “Sotto questo aspetto siamo stati una società modello del calcio italiano”.
Grieco ammette: "Qualcosa si è incrinato dopo la scorsa annata. Ero pronto a rirpovarci, ma..."
Il presidente uscente ha ammesso che qualcosa si è incrinato dopo la grande cavalcata della scorsa stagione, culminata con la semifinale playoff: “L’anno scorso abbiamo sfiorato la Serie B e io ero pronto a riprovarci. Quando incontrai la città dissi chiaramente che volevo tornare a giocarmela per vincere il campionato”. Tuttavia, qualcosa nel clima attorno alla squadra lo ha deluso: “Ho percepito un atteggiamento strano, quasi come se arrivare secondi fosse stato un fallimento. E invece non è così. Io vivo per vincere, se devo arrivare settimo o ottavo faccio fatica ad accettarlo. Quest’anno arrivare noni è stato considerato un grande risultato, ma per me no. Questa voglia e questa determinazione che ho sempre avuto, un po’ le ho perse”.
Grieco ha poi affrontato il tema delle cessioni eccellenti e della crescita dei giocatori valorizzati dal Cerignola: “Quando fai campionati importanti è normale che arrivino società più grandi per i tuoi calciatori”, ha spiegato, citando, ad esempio, il trasferimento di Salvemini: “Non puoi trattenere un giocatore quando ha la possibilità di crescere in piazze più importanti. Fa parte del sistema calcio”. Poi il paragone con i top club: “Se arriva una squadra come la Juve o l’Inter e vuole un giocatore, alla fine lo prende”. Grieco ha anche voluto chiarire il tema delle plusvalenze: “Non mi sono mai arricchito con il calcio. Questa è la cosa più sicura che posso dire: non ho mai messo un euro in tasca”.
Grieco e il rimpianto Tisci: "Lui il più grande rammarico. Tifosi? Mio più grande motivo di orgoglio"
Tra i rimpianti più grandi dal punto di vista umano, Grieco ha indicato Ivan Tisci: “Forse mi prenderete per pazzo, ma il mio rammarico è lui. Ha dimostrato di saper fare calcio, portando il Pineto al quarto posto con un budget inferiore al nostro. Io vivo di risultati e, se devo pensare a un rimpianto, penso a Ivan Tisci”. L’ormai ex patron gialloblù ha quindi allargato il discorso alla situazione della Serie C, ribadendo la necessità di una riforma strutturale. “Sessanta squadre sono troppe”, ha spiegato, proponendo una categoria ridotta a 30 club e un modello di semiprofessionismo: “Gli introiti sono pochissimi, mentre gli obblighi sono praticamente gli stessi della Serie A”.
Grieco ha poi ricordato i numerosi fallimenti che negli ultimi anni hanno colpito club storici come Trapani, Turris, Taranto, Triestina e Rimini: “La Serie C è piena di costi ed è un bene della città che va custodito”. Infine, il presidente uscente ha ripercorso alcuni dei momenti più emozionanti vissuti alla guida del Cerignola, dalla sfida contro l’Hellas Verona fino al quarto di finale di Bergamo contro l’Atalanta U23. “Andare a Bergamo con mio figlio è stata un’emozione bellissima”, ha raccontato, prima di dedicare il pensiero finale ai tifosi: “La cosa che mi rende più orgoglioso è il comportamento della nostra tifoseria. Ho ricevuto soltanto rispetto e sostegno. Oggi il vero cuore di Cerignola sono loro. Viva gli ultrà”.
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