Under (solo) sulla carta, testa e parole da veterano: Sebastiano Bianchi ci ha messo pochissimo per prendersi le chiavi del centrocampo del Picerno. E adesso che i lucani vedono la salvezza, gran parte del merito è anche del ventitreenne di La Spezia. Prima il gol che è valso i tre punti al Massimino col Catania, poi quello del momentaneo 2-1 col Cosenza: una settimana incredibile per Picerno e per lo stesso Bianchi, sempre più decisivo. “Per noi era molto importante fare punti e prestazioni, soprattutto in due partite con due avversari così blasonati. Credo che il lavoro della squadra, non aver mai mollato ed essere stati sempre uniti, ci abbianoportato a fare queste prestazioni e a vincere. Sono contento di essere riuscito a dare un contributo così importante, poi giustamente dopo prestazioni così la fiducia è sempre maggiore”, ha raccontato il classe 2003 ai microfoni de LaCasaDiC.
Bianchi lancia il Picerno: “Stagione complicata, ma abbiamo dato una sterzata importante”
Un avvio difficile, con lo spettro della Serie D che aleggiava su Picerno. Adesso, a due giornate dalla fine del campionato, i lucani sono a tre punti dalla salvezza diretta. Merito della grande risalita con Bertotto in panchina e, ora, con le due pesantissime vittorie targate De Luca. “Abbiamo dato una sterzata importante in queste due partite. Abbiamo fatto 6 punti, ma dobbiamo continuare a lavorare perché non è finito ancora niente – ha raccontato Bianchi -. Vogliamo fare una grande prestazione domenica all’Arechi contro la Salernitana, in un'altra pezza blasonata e in un altro stadio molto importante. L’unico obiettivo è fare bene, poi penseremo al Sorrento”.
Parole da veterano, dicevamo. Ventitré anni appena compiuti, Sebastiano Bianchi si è calato nella nuova realtà prendendosi la scena e crescendo nei momenti difficili. “È stata una stagione molto complicata, perché eravamo partiti con molto entusiasmo e con un calcio propositivo. Purtroppo sono arrivati risultati che non volevamo. Una squadra così giovane probabilmente ha fatto un po' di fatica a livello mentale. I nuovi ragazzi che sono arrivati ci hanno dato una grossa mano, però non ho mai dubitato che questa squadra avesse potenziale”.
Merito anche del gruppo, sempre unico e coeso. “Siamo stati bravi a lavorare tutti insieme, a non abbatterci e a venirne fuori in qualche modo. Io sono dell'idea che ognuno di noi che fa questo sport si metta pressioni già in primis da solo. E poi, giustamente, quando le cose vanno male, è più facile prendere magari qualche parolada parte dei tifosi. Noi siamo stati bravi a rimanere coesi, nonostante ci siano stati qualche periodo che facevamo mentalmente un po' di fatica. Sono stati bravi i miei compagni, quelli che erano già qua che ci hanno fatto calare in questa realtà, e i nuovi che hanno dato il proprio contributo”.
“Dybala è il mio idolo. Devo migliorare ancora tanto”
Sei gol in ventotto partite. Numeri da attaccante per Bianchi, che però gioca in mezzo al campo. Per lui è la stagione della consacrazione, ma guai a sentirsi arrivati. Sebastiano lo sa bene. “Posso e devo migliorare in tutto. E non si smette mai lavorando di imparare. Però sono comunque contento della mia stagione personale e anche a livello realizzativo, con i numeri più alti da quando ho iniziato a giocare e quindi di questo sono contento”.
Un impatto devastante, anche merito del gioco propositivo offerto dai lucani e dai tanti colleghi di reparto con cui ci si trova a meraviglia. “Diciamo che ogni giocatore ha le sue qualità, e le mie penso si sposano con quelle dei miei compagni. Giocare con gente che gioca in maniera simile a te è più facile. I miei compagni siano stati bravi ad accogliermi”, ha ammesso. Centrocampista di ruolo, ma numeri da trequartista. Proprio come l’idolo. “Il mio idolo è sempre stato Paulo Dybala, anche se non è un centrocampista come me, ma è mancino, Mi piace”. Bianchi guarda e impara, sempre. Da avversari, compagni e anche vedendo il calcio in tv. “Bisogna sempre guardare quelli bravi e cercare di imparare. Da loro, quindi, quando guardo Dybala, magari mi godo di più quello che vedo, però anche qua in campo con i miei compagni, bisogna cercare di imparare e di rubare sempre qualcosa”.
“Futuro? Non ci penso”
Bianchi è uno degli ultimi talentini sbarcati in Basilicata ed esplosi a Picerno. Dar l’opportunità di crescere e maturare ai giovani è da sempre il diktat dei lucani e della filosofia del direttore generale da Vincenzo Greco. “Quando sono arrivato, avevo voglia di far bene e, fortunatamente, con il lavoro ci sono riuscito. Continuerà a farlo e spero di riuscire a migliorarmiancora tanto. Non mi pongo obiettivi specifici o limiti; spero solamente di riuscire a tirare fuori il meglio dalle mie potenzialità da quelle che sono le mie qualità”.
Picerno come trampolino di lancio? Presto per dirlo, ma Sebastiano Bianchi non ci pensa. C’è prima una salvezza da conquistare, da buon veterano. “Bisogna sempre pensare a breve termine, a cercare di migliorarsi tutti i giorni. Vedremo quello che succederà in futuro, non ci sto pensando così tanto. Mi sto godendo questo periodo e voglio continuare a spingere fino alla fine al massimo, poi si vedrà”.
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