Un rifiuto non sempre è un male. È il caso di Samuel Pugliese. Tante porte chiuse in faccia, ma ogni volta ci si rialzava e si lavorava per migliore. E non potrebbe essere altrimenti per uno che arriva ‘dalla strada’.
Da Monteforte Irpino, Samuel ne ha fatta di strada anche se ha ancora ventuno anni. Oggi è un centrocampista dell’AZ Picerno, con sei gol segnati (e uno Coppa Italia). Prestazioni e numeri da star assoluta, ma sempre il sorriso e l’umiltà di chi ha dovuto lottare. Tanto. E adesso vuole prendersi tutto. Gli inizi e la poca fiducia, la forza di intraprendere un percorso (spesso) inusuale e poi la consacrazione: il classe 2004 si è raccontato a LaCasaDiC.
I TANTI NO DA RAGAZZINO – Inseguire un sogno, ogni giorno. Così è cresciuto Samuel Pugliese che si definisce un ragazzo di strada. “Sono partito dalla Promozione, non ho fatto settori giovanili. Ho fatto mille provini, ero bravo ma ero sempre troppo piccolo o troppo esile. Nessuno mi dava l’opportunità di giocare. Alla fine tutto questo mi ha fortificato. Più no ricevevo, più mi davo forza per andare avanti e combattere”, ha esordito.
Essere rifiutati fa parte della vita, ma anche lottare per prendersi quello che ci spetta. Samuel lo sa bene e ogni passo in avanti è una pagina felice da raccontare. “Ho iniziato nell’Abellinum con mister Rino Criscitiello. Anche lì ho vissuto un fallimento e mi sono trasferito al Bellizzi Irpino, sempre in Promozione. Poi ho ricevuto la chiamata di Mario Rega che mi ha portato alla Palmese ed è stato un anno strepitoso. Poi tre anni di C, partendo dalla Turris”.
A diciannove anni una piccola grande rivincita: si spalancano le porte della Lega Pro. Nessun tappeto rosso, però. Tra i professionisti le difficoltà sono tante: “Questi ultimi due anni mi hanno fortificato da un punto di vista caratteriale. Alla Turris ci hanno esclusi subito ma io ho continuato a lavorare e tenere duro. Quando sono arrivato a Picerno, ho dato tutto quello che avevo e tutto me stesso. Per fortuna i risultati sono arrivati”.
L’ESPLOSIONE A PICERNO – Dopo il fallimento della Turris, il nome di Pugliese era sui taccuini di dirigenti di Lega Pro e Serie B. Il ventunenne ha preferito Picerno alle altre pretendenti. Una scelta che si è rivelata vincente. “Il Picerno punta molto sui giovani ed è una bella piazza. Negli ultimi anni aveva sempre giocato i playoff e puntava sempre in alto – ha aggiunto - Ho scelto Picerno per giocarmi tutto e poter crescere molto. Sono soddisfatto dei sei gol segnati in campionato. Ho fatto un’annata molto positiva ma non voglio accontentarmi. Penso e voglio migliorarmi e fare ancora meglio in futuro”.
Se i numeri personali sono esaltanti, la stagione rossoblù è stata abbastanza complicata. Dirigenza, staff tecnico e squadra si sono uniti verso un unico obiettivo. E così, alla penultima giornata, è arrivata la tanto attesa salvezza: “È stata un’annata di alti e bassi. Abbiamo raggiunto la salvezza che per noi era molto difficile visto che a gennaio eravamo ultimi. Ci abbiamo sempre creduto perché siamo un grande gruppo e sapevamo di farcela. Senza la coesione e l’unione del gruppo sarebbe stato impossibile uscire dai momenti difficili”.
MIGLIORARSI COME DOGMA – Migliorare e non accontentarsi mai, è questo il diktat. Samuel Pugliese ha i piedi ben saldi a terra: “Se voglio giocare in categorie superiori, devo migliorare molto perché il livello si alza tanto. Devo metterci tanta ‘cazzimma’ perché non ho fatto ancora niente”.
Gol, tanti. Merito dell’intuizione di inizio stagione di Claudio De Luca. “Sono partito da mezzala, era il mio ruolo. Col mister ho iniziato a giocare da trequartista nei primi giorni di ritiro. Devo dire la verità, mi è piaciuto molto perché potevo attaccare di più la profondità e gli spazi”. Imperativo segnare, anche se si nasce centrocampista. “Per me, segnare è la cosa più importante”.
SOGNARE IN GRANDE – Dopo una stagione da star, Samuel Pugliese pensa in grande. “Pensiero del salto di categoria? Eccome se c’è… Sono il primo a volermi confrontare con la Serie B, ma è presto per parlarne. Bisognerà valutare bene su cosa fare”, ammette col sorriso e gli occhi sognanti.
Guardare avanti, sempre. Ora più che mai, come quando arrivano i no da ragazzino. Ma guai a fare voli pindarici. “Penso anno per anno. Questa stagione è andata bene, ho fatto sei gol e sono molto cresciuto. Adesso l’obiettivo è far bene il prossimo anno e dare tutto me stesso. Non devo accontentarmi ma puntare sempre al massimo”. Sognare, provando a emulare il migliore di tutti: “Mi sono sempre ispirato a Lionel Messi. È il calcio. Non c’è nessuno come lui”.
FEDE E CUORE – Samuel Pugliese è ancora all’inizio del percorso, ma ne ha fatta di strada. E non dimentica chi è sempre stato vicino. “Il primo gol con la Turris – in rovesciata contro la Juve Stabia – me lo sono tatuato sul polpaccio. Non mi sarei mai sognato un gol così. Lo dedico a mio nonno, perché mi è stato sempre vicino in tutti questi anni e mi ha aiutato a crescere. Dedico tutto a lui”.
Famiglia e fede calcistica, un binomio indissolubile. Il ventunenne non ha mai nascosto di tifare Avellino: “Lo tiferò sempre. Anche contro il Bari sarò il primo ad andare allo stadio. Sappiamo l’importanza dell’Avellino nella storia. Lo seguirò fino alla morte”. E nella sconfitta indolore dell’Arechi di Salerno, Pugliese ha segnato il momentaneo 1-1. Gioia doppia, vista la rivalità calcistica: “Fare due gol alla Salernitana, uno all’andata e uno al ritorno, è una cosa fuori dal normale. Per me valgono ancor di più perché sono avellinese”. Dalle strade di Monteforte Irpino alla Promozione, ora la Lega Pro come transito per volare alto: Samuel Pugliese ha le spalle larghe per prendersi tutto.
Autore: Redazione
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