Ci sono vittorie che pesano più di altre, quella dell’Ascoli è una di queste. Per il modo, per il momento, per ciò che ha significato. La promozione non è soltanto un successo sportivo, ma la conferma di un progetto credibile, costruito con pazienza e coerenza. 

Dietro questo successo sportivo c’è soprattutto la solidità della famiglia Passeri, con il presidente Bernardino e il figlio Andrea sempre vicini alla squadra. Non solo figure istituzionali, ma presenze costanti durante tutta la stagione, concrete, vissute giorno dopo giorno accanto al gruppo squadra. È la loro prima esperienza nel calcio professionistico, ma l’approccio è stato di chi ha scelto di metterci cuore e responsabilità. Origini ascolane, legame profondo con la città: per loro l’Ascoli non è solo una società, ma una parte della propria identità.

Bernardino, come un pittore davanti alla tela, invece dei pennelli ha scelto il calcio. E allora l’immagine viene quasi naturale: un presidente che ha dipinto il futuro dell’Ascoli con pazienza, tratto dopo tratto. Nessuna improvvisazione, ma una costruzione progressiva, fatta di scelte, equilibrio e visione. In un contesto spesso dominato dalla fretta, la sua è stata una gestione che ha puntato alla sostanza, alla crescita graduale, a un progetto che possa durare nel tempo.

Un finale quello appena vissuto, è stato pieno di entusiasmo e nuove prospettive. La vittoria dei playoff rappresenta l'apoteosi di un punto di svolta. L’Ascoli ha ritrovato entusiasmo, la piazza si è riaccesa e la squadra ha ritrovato quella compattezza necessaria per vincere contro tutto e tutti. Un finale che non ha rappresentato solo un arrivo, ma un nuovo inizio per il presidente e la sua famiglia: perché tornare in Serie B significa aprire un altro capitolo, con ambizioni diverse ma la stessa identità. Quella di un Ascoli e della sua proprietà che hanno saputo crederci fino in fondo e che ora guardano avanti con rinnovata fiducia.

Il ritorno alla festa del popolo bianconero

Se oggi il Del Duca è tornato a essere una festa, molto dipende dal rapporto che si è ricostruito tra società e tifoseria. Negli ultimi anni l'Ascoli aveva attraversato momenti complicati, tra delusioni sportive e un clima spesso pesante attorno alla squadra. La nuova proprietà ha scelto la strada del dialogo e della vicinanza, consapevole che in una piazza come Ascoli il sostegno della gente rappresenta un valore aggiunto fondamentale.

Con il passare dei mesi il pubblico è tornato a identificarsi nella squadra e il finale di stagione ha restituito immagini che mancavano da tempo: stadio pieno, entusiasmo e una città nuovamente unita attorno ai colori bianconeri.

La forza di una società che non ha mai smesso di crederci

Dietro ogni promozione c'è sempre una società e una squadra capace di superare le difficoltà. L'Ascoli ha trovato nella famiglia Passeri la guida ideale per affrontare una stagione lunga e piena di ostacoli. La scelta di Tomei si è rivelata perfetta, e l'allenatore scelto è riuscito a creare un gruppo solido, compatto e mentalmente forte, capace di reagire nei momenti più delicati del campionato.

La rincorsa culminata con il successo finale è stata costruita attraverso il lavoro quotidiano e la convinzione di poter raggiungere l'obiettivo. Dai veterani ai più giovani, ogni elemento dello staff e ogni giocatore ha contribuito a scrivere una pagina che resterà nella storia recente del club.

Sezione: Playoff / Data: Dom 07 giugno 2026 alle 20:20
Autore: Matteo Mattei
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