Tutti con il fiato sospeso fino all’ultimo minuto. Un Del Duca gremito e vestito a festa ha spinto l’Ascoli verso l’obiettivo più importante della stagione. I bianconeri hanno superato l'Union Brescia 3-0 nella finalissima conquistando il pass per la Serie B al termine di un percorso straordinario, costruito con pazienza, carattere e una rimonta che resterà nella memoria dei tifosi. Decisive le reti di Rizzo Pinna, Silipo e Milanese. La squadra di Tomei completa così la propria missione e torna in cadetteria dopo due anni di attesa. Al triplice fischio è esplosa la festa sugli spalti e in tutta la città, con migliaia di tifosi pronti a celebrare un traguardo inseguito per mesi e diventato realtà nella notte più importante.
Un epilogo che, soltanto qualche settimana fa, sembrava difficile da immaginare. Per lunghi tratti della stagione, infatti, la corsa alla promozione aveva visto altre squadre occupare le posizioni di vertice, poi la svolta e la rimonta. Come non ricordare il 17 gennaio la sconfitta per mano della Juventus Next Gen che ha rappresentato anche il penultimo scivolone della stagione prima della sconfitta all'ultima giornata di regular season contro il Campobasso. La beffa finale nella sfida a distanza con l'Arezzo e i 77 punti in classifica che non sono bastati a conquistare la promozione diretta. Risultati che avrebbero emotivamente influenzato tutti, ma per l'Ascoli non è stato così.
Numeri alla mano, il cammino dei marchigiani è stato impressionante. Dopo l’ultimo passo falso stagionale, i bianconeri hanno infilato una serie di risultati utili che ha permesso loro di recuperare terreno e presentarsi all’appuntamento decisivo nelle migliori condizioni possibili. La vittoria contro l'Union Brescia rappresenta il coronamento di un percorso costruito settimana dopo settimana, con un gruppo capace di non perdere mai la fiducia nei propri mezzi.
Al Del Duca è arrivata la consacrazione definitiva. Il successo nella finalissima vale molto più di una semplice vittoria: certifica il ritorno dell’Ascoli in Serie B e chiude una stagione destinata a rimanere nella storia recente del club. Una cavalcata emozionante, culminata nella notte più bella, quella che ha riportato il Picchio dove tifosi e città sognavano di rivederlo. Una storia destinata diventare uno spot per il campionato di Lega Pro.
Dalla delusione nella corsa con l'Arezzo alla forza dei playoff
La mancata promozione diretta avrebbe potuto lasciare ferite profonde. Dopo una rincorsa straordinaria e un campionato chiuso a quota 77 punti, vedere sfumare il primo posto all'ultima giornata rappresentava uno di quei colpi capaci di segnare una squadra. L'Ascoli, invece, ha reagito nel modo più difficile: trasformando la delusione in energia.
È proprio nei playoff che il gruppo di Tomei ha mostrato la propria maturità. I bianconeri hanno affrontato ogni turno con la stessa determinazione che aveva caratterizzato la rincorsa del girone di ritorno, senza lasciarsi condizionare da quanto accaduto in campionato. Una prova di forza mentale prima ancora che tecnica, culminata nella finale contro il Brescia e nella notte che ha consegnato al Picchio il ritorno in Serie B.
Una città tornata a sognare
La promozione non appartiene soltanto alla squadra. Appartiene a una città che negli ultimi anni aveva vissuto momenti complessi e che attendeva una soddisfazione di questo livello. Al triplice fischio del Del Duca l'entusiasmo è esploso ben oltre i confini dello stadio, coinvolgendo migliaia di tifosi che hanno accompagnato la squadra durante tutta la stagione.
Le immagini della festa raccontano meglio di qualsiasi statistica il significato di questo traguardo. Famiglie, giovani e tifosi di lunga data si sono ritrovati uniti dall'emozione di rivedere l'Ascoli in Serie B. Un patrimonio di passione che rappresenta uno dei punti di forza della società e che durante i playoff ha saputo fare la differenza. Perché dietro la cavalcata del Picchio non c'è stata soltanto una squadra vincente, ma un'intera comunità che ha continuato a crederci fino all'ultimo minuto.
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