La Serie B ora per il Benevento è realtà dopo un'attesa di tre anni e, dopo la vittoria contro la Salernitana che ha portato l'aritmetico primo posto, ora i festeggiamenti continuano. Ospiti di OttoGol, trasmissione in onda su Otto Channel, ci hanno pensato tre degli artefici di questa magica stagione a riportare le emozioni vissute da dentro. Primo fra tutti a parlare è stato Floro Flores. L'allenatore delle streghe, arrivato sulla panchina campana a campionato in corso, è stato uno degli uomini chiave di questo successo e, riguardando al risultato raggiunto, ha detto: "Non dormo da giorni, per me è un emozione nuova. Il problema non è stata tanto la festa, visto che sono rimasto a casa, ma il fatto che devo ancora metabolizzare quanto successo, ora non saprei davvero spiegarlo. Le ultime settimane sono state davvero impegnative, ma ora posso godermi questo momento davvero straordinario".
Floro Flores ha poi parlato anche del suo arrivo e della telefonata con il Presidente Vigorito che lo ha portato dalla panchina della primavera a quella della prima squadra: "Il Vice Presidente Diego Palermo mi disse di chiamare Vigorito dopo la partita di Sorrento, mi voleva parlare ma non aveva il mio numero. Il lunedì mi ha chiesto di prendere il posto libero in panchina e da lì non ho più capito niente, gli dissi che sognavo quel momento da quando avevo smesso di giocare" ha raccontato. "Ancora quando ero con la primavera il presidente mi aveva già detto di "aver portato un po' di sole in un'annata buia", da lì ho capito che avrebbe potuto puntare su di me e ho iniziato a guardarmi tutte le partite in caso arrivasse una chiamata.
Auteri mi ha lasciato una squadra preparata e lo ringrazio" ha dichiarato l'allenatore. "Ci vorrebbero più allenatori come lui proiettati all'attacco e alla costruzione di gioco. Oggi con il 3-5-2 si punta sempre solo al risultato, togliendo troppo spazio alla crescita dei calciatori, soprattutto nei settori giovanili. I ragazzi devono avere la possibilità si sbagliare perché il treno del calcio passa una volta sola. Oggi in Italia non ci sono più i Totti o i Del Piero perché si punta troppo sul fisico. Il calcio è fatto di fantasia e qualità, se no vai a fare il modello o a lavorare nei cantieri. I giovani ci sono, mancano gi allenatori che li sappiano far crescere.
Da subito ho iniziato a seguire la squadra in tutto, ma dentro mi restava ancora un po' di paura. Non pensavo che mi sarebbe ricapitato di vivere una piazza così, con una squadra e un presidente così importanti" ha poi aggiunto l'allenatore che, riguardando anche ai suoi esempi del passato ha detto: "In ogni allenatore che ho avuto ricercavo sempre l'onestà, e forse l'unico a incarnarla è stato Zeman. Credo che ci sia sempre a necessità di essere onesti con tutti, anche con chi non gioca. E' successo anche a me quando ero un giocatore, ma non comprendo a necessità di prendere in giro i giocatori che trovano meno spazio, l'allenatore deve lasciare qualcosa di positivo a tutta la squadra. Alla fine a fare la differenza è il gruppo e io provo a fare ciò che non è stato fatto con me. Carfora potrebbe essere mio figlio. In lui vedo proprio quell'onestà di cui parlavo. Scognamillo invece rappresenta proprio l'armonia dello spogliatoio. Non l'ho mai visto arrabbiato in questi mesi, mai arrivato con broncio o fatto un allenamento sottotono. Ha sempre il sorriso stampato in faccia: è il suo grande pregio. Futuro? Ho detto al presidente che metterò la firma e poi deciderà lui. Se dovesse essere, la Serie B non mette nè ansia nè timore. La volontà di vincere rimane in ogni sfida e i miei principi sono gli stessi della società".
Marcello Carli: "Ho pensato di fare un passo indietro, questa vittoria era una sfida personale"
Anche il Direttore Sportivo del Benevento, Marcello Carli, è stato protagonista ai microfoni di OttoChannel e ha raccontato: "Anche per me era una sfida personale e ora sono più sereno. Vedere il presidente e i ragazzi in campo dopo la vittoria di Salerno è stato emozionante. Dall'inizio di questa mia esperienza ho fatto degli errori: non conoscevo la categoria e mi sentivo in debito sia con la società che con la piazza. Prima di questa stagione ho anche pensato di fare un passo indietro ma alla fine anche per il presidente sono rimato, tutto il grande lavoro di quest'anno ha portato al risultato sperato. A gennaio ci dicevano che il Catania ci avrebbe ammazzati in questo finale di stagione, e sentivo che le colpe sarebbero state anche mie. Invece, vincere questo campionato con tre giornate d'anticipo non è stata affatto una cosa banale.
Credo che questa vittoria l'abbia fatta in gran parte il presidente. Floro è stato una sua intenzione, ma non è stata l'unica. Tutti i giocatori che sono arrivati prima di essere presi hanno parlato con lui e la dirigenza che ha costruito è stata un tassello fondamentale, anche in ottica futuro. Sui giocatori da portare a Benevento mi ha sempre lasciato carta bianca" ha poi aggiunto ancora il ds giallorosso. "Mi ha permesso di prendere 18 calciatori, tutti prima del ritiro, in modo da partire fin da subito con la squadra pronta e puntare a vincere il campionato. Ora credo che la strada intrapresa sia quella giusta, che possa far diventare il Benevento qualcosa di speciale. Io se mi lego a un club è perché ci sento un legame e qui, sia con la città che con l'ambiente, ho provato subito delle emozioni forti. Spero che i playoff li vinca una squadra del nostro girone, darebbe ancora più risalto al nostro campionato".
Il presidente Vigorito: "Noi esempio perfetto di società"
"Questa vittoria la dedico a me stesso". Esordisce così i presidente delle streghe, Oreste Vigorito, durante l’intervista rilasciata a OttoChannel: "Non mi predo il merito ma sono felice di aver rimediato agli errori del passato, avevo un forte senso di responsabilità nei confronti di questa squadra. Siamo stati un esempio perfetto di società, composto da grandi persone che ringrazio, in primis Auteri. Nove persone du dieci sarebbero andate via quest'estate, ma è anche per l'amore della città che sono rimasto, per chi ama il calcio e per i tifosi silenziosi che nonostante le sconfitte non mi hanno mai contestato. Mi prendo il merito perché ho avuto la forza di rimanere e spendere milioni, emozionarmi e prendermi le colpe. Abbiamo avuto la forza di chi ci ha sostenuto mentre altri non lo facevano, questa è anche la bellezza del calcio e della libertà".
Sul ruolo del settore giovane e l'arrivo di Floro Flores il presidente ha poi raccontato: "A Benevento siamo un'unica anima, non esiste solo la prima squadra. Floro era arrivato per l'Under 17 da allenatore emergente ma poi, quando l'ho chiamato per la prima squadra, l'ho trovato cambiato. Nei suoi occhi ho visto la voglia ma soprattutto sapevo quanto ci tiene a creare un gruppo unito. Sia lui che poi Caldirola hanno firmato in bianco. A Benevento vengono prima di tutto quelli che ci vogliono esserci, poi quelli che sanno fare i palleggi. Questo percorso che abbiamo iniziato, anche con Floro porta anche i frutti del settore giovanile. Questo era il sogno di mio fratello Ciro: costruire un qualcosa che aiutasse i ragazzi a costruirsi una strada con il calcio. Credo che la soddisfazione per i ragazzi che sono qui da tanti anni sia uno degli aspetti più belli della nostra realtà. Ho visto delle famiglie felici per quanto aveva dimostrato la loro città. Con Floro Flores e Carli stiamo programmando la prossima stagione, ma il regista non ha ancora scelto gli attori. Dobbiamo parlarci e vedere quali idee condividiamo, comunque per ora si parte dal team che abbiamo. Non posso ne negare ne confermare che ci siano degli accordi, oggi dobbiamo solo goderci la festa".
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