Riassaporare i ricordi, perché casa è dove lasci un segno. Serse Cosmi, quando metterà piede al Provinciale di Trapani, proverà proprio questa esatta sensazione. Vivrà - anche solo per un istante - il profumo di una delle migliori cavalcate della sua carriera.
Quella condotta sull'Isola, nella mezzaluna che circoscrive il calore dei grandi sogni. Con gli occhi sulle Egadi e con la testa sugli orizzonti più lontani. La Serie A, l'impossibile. Il desiderio di un'intera piazza. I granata non ci sono mai stati. Ma in quel 15/16 ci hanno messo un piede e tre quarti di pianta. Attimo che fugge.
E che fuggì, proprio al Provinciale, proprio all'ultimo atto, proprio con Serse Cosmi lì in panchina. Era il condottiero di un gruppo che arrivò fino in fondo. Con i gol (68), con i risultati (terzo posto in griglia), con la fame di record. Il Trapani, allo scoccare della ventisettesima giornata, era dodicesimo. Poi? Poi non perse più, vincendo persino dieci partite consecutive. 44 punti su 73 arrivarono nel girone di ritorno. C'erano i presupposti per crederci.
Specialmente dopo il successo nella semifinale playoff contro lo Spezia di Mimmo Di Carlo. Valse la finalissima (la prima della storia del club) contro il Pescara. Quello di Oddo e Lapadula, di Coda e Torreira, ma anche di Memushaj e Campagnaro. Il mix di freschezza ed esperienza che si rivelò perfetto: al profumo di Serie A. Esattamente. Il Delfino vinse 2-0 all'Adriatico e agguantò l'1-1 al ritorno. Totale, 3-1. E Trapani si perse nel pianto della sua guida più pura.
Da Citro a Barillà: gli uomini di Cosmi al Trapani
Ricordiamo le lacrime di Cosmi e la sportività dell'avversario, Massimo Oddo, che rinunciò ai festeggiamenti. Ma ricordiamo anche le istantanee da cinema che ci regalò la sua creatura. Esempi? Sicuramente il 4-3 contro l'Ascoli del 16 aprile: un elogio alla follia.
Tra i volti di spicco del gruppo c'era un certo Nicola Citro, che raggiunse quota 14 gol. Insieme a lui, Bruno Petkovic, arrivato a gennaio e ben presto capace di imporsi (7 reti in un semestre). E Igor Coronado, si può tralasciare? No: sigillò 8 firme di pregio. Ma era anche il Trapani di Barillà e Scozzarella, di Nicolas e Rizzato, di Perticone e Pagliarulo. C'erano proprio tutti. Anche Daniele Faggiano, oggi ds della Salernitana al fianco di Re Serse. Al tempo era responsabile del settore giovanile siculo. Corsi e ricorsi storici...
E adesso c'è Trapani-Salernitana
Ripiombiamo nei giorni nostri. Dieci anni dopo, la storia si ripete. Cosmi cerca una promozione, ma lo farà alla guida della Salernitana. Che, incassato il ko con il Benevento, è chiamata a reagire contro il Trapani: il trait d'union perfetto.
I campani, attualmente, occupano il quinto posto con 60 punti, a -3 dal podio del Cosenza e a -8 dal Catania secondo. Inoltre, sono reduci da due sconfitte di fila. Il mondo dei siciliani, invece, si è totalmente capovolto. La squadra naviga nei bassifondi della Serie C, causa problemi di varia natura extra-sportiva. Aronica è penultimo e rischia la retrocessione. E se fosse proprio Serse il carnefice?
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