David Stuckler, attaccante del Vicenza tra i protagonisti della promozione in Serie B dei biancorossi, ha rilasciato un'intervista ai colleghi del Corriere del Veneto. Fra i vari temi affrontati: il suo rapporto con Dio e l'annata in biancorosso.

Stuckler ha esordito parlando del suo legame con il calcio, uno sport a cui si è avvicinato anche per motivi familiari: "Mio padre è morto quando avevo dieci anni. Fosse ancora vivo sarebbe il mio primo tifoso, perché andava pazzo per il calcio. Passione che mi ha trasmesso.

Il rigore sbagliato da Pio Esposito contro la Bosnia? Immagino che gli sia crollato il mondo addosso. Io non lo conosco di persona ma, se potessi parlargli, gli direi che non deve sentirsi in colpa proprio di nulla. Di sicuro non ha avuto la mia fortuna, di sbagliare un rigore sullo 0-0 contro il Cittadella e poi segnare lo stesso, in una partita vinta 4-1".

Di seguito le sue dichiarazioni.

Stuckler: "Giocare al Vicenza è un privilegio"

Per l'attaccante del Vicenza, spazio anche al rapporto con Dio: "Sono cattolico, e questa fede si è rafforzata quando mi sono ritrovato da solo, a Cremona, lontano migliaia di chilometri da casa. Pregare mi aiutava a superare le difficoltà. Rispetto alla Danimarca dovevo abituarmi al fatto che in Italia l’unica finalità del calcio, a volte ossessiva, è il risultato. È per questo che, quando gioco, esprimo la mia gratitudine a Dio in quei momenti di grande gioia.

Per me giocare nel Vicenza è un privilegio, perché sono giocatore di una società fuori dal comune, che sta vivendo un momento importante della sua storia. L'eccezionalità di questo club si coglie da tutto. Anche dai famosi spritz del giovedì, quando si scherza tutti assieme, compreso il presidente Rosso e suo padre, due persone magnifiche".

Sezione: News / Data: Mer 08 aprile 2026 alle 10:45
Autore: Francesco Spina
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