Quattordici minuti per presentarsi, novanta per prendersi la scena. Samuel Mbangula ha scelto il palcoscenico più prestigioso per raccontare a tutti di che pasta è fatto: San Siro, il Milan e tre palloni in fondo alla rete nella vittoria per 2-4 del suo Bologna. Anche se, fino a poche ore prima, difficilmente qualcuno avrebbe immaginato un epilogo simile. L’esterno belga aveva raccolto appena quattordici minuti in maglia rossoblù prima che Raffaele Palladino decidesse di affidargli una chance da titolare contro i rossoneri. Una scelta coraggiosa, ripagata nel modo migliore: con la prima tripletta da professionista e una serata da protagonista assoluto.

Il palcoscenico, del resto, era di quelli che non concedono seconde occasioni. Mbangula ha risposto senza lasciarsi schiacciare dal peso della sfida, trovando la porta per tre volte e entrando in un club estremamente ristretto. Nell’era dei tre punti a vittoria, infatti, soltanto Gabriel Omar Batistuta era riuscito a realizzare una tripletta al Meazza contro i rossoneri. Un accostamento che racconta la dimensione statistica dell’impresa, senza bisogno di scomodare paragoni tecnici o caricare di significati eccessivi una singola partita. Per il belga, però, il dato è già sufficiente a rendere indimenticabile la notte milanese.

Nato a Bruxelles nel gennaio 2004, Mbangula ha costruito il proprio percorso calcistico tra Belgio e Italia. Prima le esperienze nei settori giovanili del Club Brugge e dell’Anderlecht, poi, nel 2020, l’approdo alla Juventus. Un trasferimento che ha rappresentato una svolta per un ragazzo ancora giovanissimo, chiamato a confrontarsi con un ambiente esigente e con una delle realtà più strutturate del calcio italiano. Dopo due anni di settore giovanile, nel 2022 ha firmato il primo contratto da professionista con il club bianconero, iniziando ad avvicinarsi progressivamente al calcio dei grandi. Il talento c’era, ma il passaggio decisivo sarebbe arrivato con la Next Gen, la seconda squadra juventina, dove avrebbe trovato il contesto ideale per misurarsi con il professionismo.

La stagione 2023-2024 è stata la sua prima e unica annata in Serie C con la Next Gen. Venticinque presenze complessive tra campionato, playoff e Coppa Italia di categoria, impreziosite da due reti e quattro assist. Numeri che, da soli, non restituiscono interamente il valore di un’esperienza formativa, soprattutto in un gruppo che ha raccolto diversi giovani destinati a proseguire il proprio percorso ad alti livelli. In quella squadra gravitavano, tra gli altri, Kenan Yildiz, Dean Huijsen, Tarik Muharemovic, Luis Hasa, Joseph Nonge e Livano Comenencia. Un concentrato di prospetti differenti per caratteristiche e traiettorie, ma accomunati dal passaggio attraverso un progetto pensato per accompagnare i talenti verso il calcio che conta. 

La prima squadra con Thiago Motta

L’estate 2024 ha cambiato nuovamente le prospettive del belga. Aggregato alla prima squadra della Juventus per il precampionato, Mbangula è riuscito a mettersi in mostra agli occhi di Thiago Motta, convincendolo a concedergli una possibilità già alla prima giornata di campionato. Contro il Como, nel debutto ufficiale dell’allenatore sulla panchina bianconera, l’esterno è partito titolare e ha trovato subito la via del gol nella vittoria per 3-0. Un esordio difficile da immaginare, soprattutto per un ragazzo che fino a pochi mesi prima giocava stabilmente in Serie C. La sua capacità di attaccare gli spazi, puntare l’uomo e inserirsi negli ultimi metri gli ha permesso di ritagliarsi un ruolo all’interno di una stagione complicata per la Juventus.

Il percorso non è stato privo di ostacoli, ma Mbangula ha saputo trovare spazio con una certa continuità: 32 presenze, cinque gol e quattro assist nel corso della annata 2024-2025. Tra le sue vittime, già allora, c’era stato il Milan. Il 18 gennaio 2025, nella sfida vinta 2-0 dalla Juventus contro i rossoneri, il belga aveva trovato la rete, mostrando di poter incidere anche contro avversari di alto livello. La partita di San Siro assume così un significato ulteriore: Il Milan diventa la prima formazione contro cui Mbangula ha segnato più di un gol, oltre che essere la prima squadra a cui ha segnato una tripletta.

L'esperienza in Germania

La scorsa estate, però, le strade di Mbangula e della Juventus si sono separate. Il club bianconero ha deciso di non puntare su di lui, cedendolo al Werder Brema per circa dieci milioni di euro. In Germania, il belga ha alternato prestazioni positive a momenti meno brillanti, chiudendo la stagione con tre reti e quattro assist in 28 presenze complessive.

Un rendimento discreto, senza però riuscire a imporsi con la continuità necessaria per diventare un punto fermo. In estate è stato il Bologna, con il lavoro di Giovanni Sartori e Marco Di Vaio, a individuare l’occasione per riportarlo in Italia. E alla prima vera chance, Mbangula ha risposto nel modo più rumoroso possibile.

Sezione: News / Data: Gio 29 ottobre 2026 alle 11:46
Autore: Gabriel Macis
vedi letture