Ci sono partite che valgono tre punti e poi ci sono partite che valgono una stagione. Dopo oltre quarant’anni di attesa, Sambenedettese e Ascoli tornano a sfidarsi in campionato al Riviera delle Palme. Era il 5 gennaio 1986, Serie B, 17esima giornata: finì 1-1, in uno stadio inaugurato appena cinque mesi prima. Quel derby è diventato leggenda, l’unico precedente dopo le sfide disputate al Ballarin: Boskov, Iachini e una punizione da copertina.

Quel pomeriggio d’inverno racconta un calcio che sembra lontanissimo. In panchina, per la Sambenedettese, c’era Giampiero Vitali; per l’Ascoli la coppia Vujadin Boskov–Aldo Sensibile. In campo nomi destinati a lasciare traccia: Giuseppe Iachini, Simone Braglia e soprattutto Massimo Barbuti, che in apertura di ripresa silenziò la gradinata nord con il gol dello 0-1. La risposta rossoblù arrivò 9 minuti più tardi con una punizione dal limite: traiettoria perfetta e firma di Sauro Fattori. L’1-1 fu il risultato finale che accontentò tutti: l’Ascoli primo in classifica, i padroni di casa impantanati nelle zone centrali, a sette punti di distanza dai bianconeri..

Arbitrava l’internazionale D’Elia, fu una partita tesa ma corretta, equilibrata, con un pareggio che non fece male a nessuno. I presenti, però, non potevano immaginare che sarebbe rimasta un unicum per oltre quattro decenni (1986-2026). Da allora sono cambiate categorie, proprietà, volti e perfino il modo di vivere il calcio. Nel 1986 non esistevano social network né highlights in tempo reale, le emozioni si condividevano il lunedì al bar o al lavoro. Oggi, il ritorno del derby a San Benedetto è già trending tra gruppi Facebook, pagine ultras e chat WhatsApp. Per molti tifosi under 40 sarà il primo Samb-Ascoli di campionato al “Riviera”, diverso da quello già disputato in Coppa Italia di Serie C. Un dato curioso, l’ultimo precedente di campionato risale a quando il girone era a 20 squadre, la vittoria valeva ancora due punti e sugli spalti c’erano bandiere e fumogeni a colorare il cielo. Un derby che vale storia (e presente).

Al di là della nostalgia, la sfida tra le due formazioni picene pesa anche sul campo. Le due piazze condividono un’identità forte, un orgoglio territoriale acceso e una rivalità che travalica la categoria. La distanza tra Ascoli e San Benedetto è di poco più di 30 chilometri, abbastanza per alimentare il campanile, troppo pochi per restare indifferenti. Il Riviera delle Palme si prepara a rivivere un’atmosfera che mancava da 40 anni e lo farà con l’assenza della tifoseria ospite, bloccata da disposizioni di ordine pubblico. Dal gol di Barbuti alla punizione di Fattori, fino alle storie di oggi, il derby marchigiano torna dove tutto si era fermato e, questa volta, comunque vada, non sarà solo una partita. Sarà un pezzo di memoria che riprende a correre, un tassello che si aggiunge a quell’1-0 dell’Ascoli firmato Milanese al Del Duca lo scorso 26 ottobre 2025.

Sezione: News / Data: Mar 03 marzo 2026 alle 11:30
Autore: Matteo Mattei
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