Il Picerno si prepara al match casalingo contro l'Atalanta Under 23 in Serie C, e nel frattempo il difensore Dario Del Fabro si racconta a Piacere, Picerno. Una chiaccherata a 360 gradi sulla propria infanzia, la vita privata e il percorso della squadra dal punto di vista del classe 1995, arrivato nel mercato di gennaio dal Giugliano.
"Da bambino ero un bel monello - dichiara -, facevo impazzire genitori e nonni. Ero esuberante, vivace, pieno di energia. Per fortuna con il passare degli anni mi sono calmato. E dico per fortuna davvero, perché altrimenti non sarebbe finita bene. Il calcio mi ha aiutato tantissimo. Stare dentro un gruppo, vivere certe dinamiche, mi ha fatto maturare e responsabilizzare. Ai miei tempi le cose erano diverse, tra ragazzi c’era un modo più duro di crescere. Oggi è tutto cambiato, forse anche in meglio. Diciamo che si è passati da un’educazione più rigida a un contesto più attento e consapevole. A 13 anni, dopo essere stato preso dal settore giovanile del Cagliari, sono andato in convitto. Ero il più piccolo di tutti. È stata un’esperienza che mi ha fatto crescere in fretta, lontano da casa e a contatto con ragazzi più grandi. Lì ho imparato a cavarmela, a stare nel gruppo, a maturare. In un certo senso dovevo sopravvivere, e questo mi ha aiutato a diventare più equilibrato. In famiglia, sono dentro a un bel mix linguistico, quindi purtroppo anche se sono sardo, non parlo il sardo dialetto".
L'approdo a Picerno: "Mi trovo benissimo. È un ambiente familiare, il gruppo è unito e si respira un’aria sana. Lottiamo tutti per lo stesso obiettivo, la città è accogliente e i tifosi non ci fanno mai mancare il loro sostegno. Si vive bene e stiamo costruendo qualcosa di importante. Per me è stata davvero una bella scoperta. Abbiamo un'ottima difesa. È un reparto unito, affiatato, dove nessuno prevale sull’altro. Poi è chiaro che in campo si gioca in due e le scelte spettano al mister, ma le partite sono tante e tutti avranno spazio per dimostrare il proprio valore. Io sono sereno, penso prima di tutto al gruppo, che viene prima di qualsiasi ambizione personale. Il nostro percorso, da quando sono arrivato io, è stato molto positivo. Abbiamo fatto una bella serie di risultati, ma non dobbiamo mollare nulla. Il campionato è difficile e molto equilibrato. Arriveranno squadre importanti, abituate a categorie superiori. Dovremo mantenere questo spirito battagliero e continuare sul percorso intrapreso per raggiungere l’obiettivo, che per Picerno è fondamentale. Non sarà semplice, ma abbiamo le qualità per toglierci soddisfazioni. Se dovessi descrivere il Picerno con una parola direi: organizzazione".
Lo sport è stato sempre centrale per Del Fabro, ma non è l'unica passione: "Sono un grande appassionato di calcio e basket. Seguo molto l’NBA ma anche il basket italiano. Mi piace anche leggere, aggiornarmi, imparare cose nuove. Ho avuto la fortuna di laurearmi e sto già pensando al futuro dopo il calcio. Sono una persona curiosa, mi piace crescere continuamente. Nel tempo libero guardo serie TV, film, mi rilasso insomma. A livello musicale ascolto un po’ di tutto, tra rock, hip-hop americano e rap. Se devo rilassarmi metto gli Oasis. Per festeggiare una vittoria ascolto reggaeton, mentre dopo una sconfitta scelgo il silenzio. A Sanremo mi è piaciuto molto Marco Masini per la profondità dei suoi testi, apprezzo anche il tentativo di mescolare generi più attuali", conclude.
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