Incluso in una Top 11 dei migliori giocatori nati nel 2007, Alain Taho può diventare il portiere del futuro in casa Inter. Tredici convocazioni con Chivu, protagonista in Youth League e ora l’Under 23: tutto su di lui.

Ha diciannove anni, ma la metà (o quasi) li ha vissuti con i colori dell’Inter cuciti addosso. Alain Taho veste nerazzurro da una vita: era arrivato praticamente bambino, nel 2018. Oggi, otto anni dopo, il portiere classe 2007 è pronto a prendersi la scena con i grandi. Il primo passo in Serie C con l’Under 23. Poi, si vedrà. L’area sportiva del club crede in lui, che in estate ha ricevuto richieste dalla Super League svizzera e dalla Liga portoghese. E lui aspetta l’occasione giusta per debuttare tra i professionisti e mostrare, anche sul grande palcoscenico, il suo talento.

Inter, chi è Alain Taho

193 centimetri, bravo tra i pali, tecnico e coraggioso nell’impostazione dal basso: Alain Taho è un portiere moderno. La costruzione del gioco della Primavera, la scorsa stagione, è sempre partita da lui: è stato uno dei giocatori con più palloni toccati in media a partita. Un secondo play, alle spalle della difesa. Con visione e capacità di passaggio, sia nel breve che nel lungo: valore aggiunto. Non a caso, è considerato tra i migliori portieri al mondo nati nel 2007 ed è già stato inserito in alcuni ‘undici ideali’ di giocatori della sua annata.

Nella stagione 2025-26, tra campionato, coppa e Youth League, Taho ha disputato 33 partite: 7 clean sheet e soprattutto due grandi soddisfazioni. La prima, la vittoria della Supercoppa Italiana all’Arena Civica contro il Cagliari – grazie anche al rigore parato a Joseph Liteta dopo il pareggio nei tempi regolamentari. La seconda, un grande percorso di squadra in UEFA Youth League. Vittorie spettacolari ai sedicesimi a Colonia – 1-3 in Germania davanti a 40 mila persone in uno stadio sold out – e agli ottavi in casa contro il Betis. Poi l’eliminazione per mano di un grande Benfica, 2-3 a Interello dopo una partita combattuta.

Le offerte da Svizzera e Portogallo e l’attesa in Under 23

Il cammino in Primavera chiama ora Taho al salto tra i grandi. Lo scorso anno ha assaporato l’emozione di San Siro con la prima squadra di Cristian Chivu: è stato convocato undici volte in Serie A e due in Champions League, contro Atletico Madrid e Liverpool. Questa estate ha ricevuto varie offerte dall’estero: il Lucerna, in Svizzera, lo avrebbe voluto acquistare a titolo definitivo (operazione da circa un milione), con diritto di recompra a favore dell’Inter (a mezzo milione in più). Anche il Gil Vicente e Tondela in Portogallo, club che lavorano molto bene con i giovani, si erano interessati.

Alla fine il classe 2007 è rimasto all’Inter e adesso lavora in allenamento affinché Stefano Vecchi lo lanci da titolare con l’Under 23. L’allenatore bergamasco, finora, gli ha preferito Riccardo Melgrati, 32 anni, portiere con un lungo passato in Serie C. I giovani nerazzurri stanno giocando con l’over in porta, ma la scelta è tutto fuorché irreversibile. Il club ha dimostrato di saper valorizzare i propri giovani e l’aspettativa degli addetti ai lavori è che sarà così anche con Taho, un talento nato e cresciuto nell’Inter, in quella Generazione 2007 che lascia ben sperare dalle parti di Appiano Gentile. Si pensi ai compagni di sempre, Mosconi e Iddrissou, titolari in Under 23 e già testati in pre-campionato da Chivu. Taho sa che presto arriverà anche il suo turno e lavora per farsi trovare pronto.
 

Sezione: Interviste e Storie / Data: Lun 21 settembre 2026 alle 11:10
Autore: Redazione
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