Si chiude al secondo turno nazionale il cammino del Potenza ai playoff. La squadra di De Giorgio non riesce nell'impresa di espugnare il Del Duca e ad accedere alla semifinale del prossimo 24 e 27 maggio è l'Ascoli. Grande prova dei bianconeri che, come immaginato anche dopo la gara d'andata, sono riusciti a imporre il proprio gioco dimostrando continuità con il lavoro svolto finora da Tomei e dal suo staff.
Un po' di amarezza tra i rossoblù, forse, per non essere riusciti a concretizzare subito quelle occasioni avute sia nel match del Viviani che nei 90 minuti in terra marchigiana. Il segno "zero" sul tabellino finale pesa, certo, ma evidenzia anche la grande capacità dei bianconeri di saper contenere al meglio le azioni offensive di un Potenza che, nel corso di questa stagione, era riuscito a mettere in difficoltà più di qualche squadra.
Al Del Duca vincono la compattezza tra i reparti e un'attenzione difensiva da categoria superiore, sempre pronti ad accettare il 3 contro 3 su Petrungaro, Murano-Selleri e Schimmenti-D'Auria. Nel finale di gara, prevedibile uno sbilanciamento per cercare di sbloccare in maniera definitiva la gara (e quindi, la qualificazione) sulla sponda rossoblù.
Arriva così il taglio perfetto di Guiebre a cercare e trovare Chakir, lanciato a tu per tu con Cucchietti, che non sbaglia. Azione fotocopia a quella vista pochi minuti prima, sulla quale, però, il numero 9 dell'Ascoli era partito in posizione di fuorigioco. Applausi a fine gara da parte del settore ospiti nei confronti del Potenza, capace in ogni caso di regalarsi una stagione storica e che in pochi, tutto sommato, avrebbero immaginato di vivere allo scorso agosto.
Sul futuro...guardando al passato
"Condottiero nel bene e nel male, Pietro De Giorgio uomo vero!", questo lo striscione che il tifo organizzato dei lucani, a fine partita, ha dedicato al proprio allenatore. Perché la mente non può che andare a quel finale horror di due stagioni fa, quando il Potenza, proprio grazie all'arrivo di De Giorgio, riuscì a mantenere la categoria nel doppio confronto con il Monterosi. Da allora, da quella doppia serata, è inevitabile ammirare il lavoro e i miglioramenti avuti dalla squadra lucana, ora capace di affermarsi come una delle realtà più identitarie e riconoscibili di tutta la Serie C.
Un percorso fatto di alti e bassi, certo, ma che è passato dagli attimi frenetici di Teramo, in lotta per la salvezza, agli stessi attimi frenetici vissuti però sugli spalti di Latina, in attesa di un trofeo che, prima, in 107 anni di storia sportiva, non si era mai visto dalle parti di Potenza. Inevitabile ora pensare al futuro, a ciò che sarà da luglio in poi, con l'inizio della nuova stagione. Nel corso della conferenza post-gara, De Giorgio ha rivelato di avere le idee piuttosto chiare al riguardo: "Ora c'è bisogno di riposare, con la società abbiamo un rapporto eccezionale e ci sarà modo di vederci. Non subito però, perché farà bene staccare qualche giorno. Però per il rapporto che abbiamo mi sento di dire che non c'è e non ci sarà alcun tipo di problema".
De Giorgio: "Abbiamo dato tutto quello che avevamo"
Segnali quindi di un matrimonio, quello tra il Potenza e De Giorgio, che potrebbe restare invariato anche in vista della prossima stagione. Si premia la continuità del lavoro svolto finora, senza dimenticarsi la portata degli avversari affrontati negli ultimi 2 anni, né tantomeno la situazione di partenza ereditata dall'ex centrocampista di Vicenza e Crotone: "Uscire così porta tanta felicità per il traguardo raggiunto ma anche tanto rammarico. Se ci sono delle critiche è perché si è ancora un po' caldi, non abbiamo nulla da togliere all'Ascoli perché sappiamo benissimo il loro valore. Stimo molto anche Tomei, che a fine gara ho anche 'minacciato', passatemi il termine, perché siamo pari in questo momento. Ci siamo incontrati 5 volte, abbiamo fatto 3 pareggi e una vittoria ciascuno".
Tornando sulla gara del Del Duca: "Se siamo usciti questa sera è perché c'è grande merito dell'Ascoli. Non mi nascondo che tiferò anche per loro in questi playoff, perché sono la squadra che ha meritato di più, mi piace come giocano e apprezzo quello che hanno fatto". Qualche pensiero, infine, per ciò che si sarebbe potuto fare nei 90 minu dell'andata al Viviani: "Avevo fatto giocare Adjapong per provare a mettere più qualità. Qualcosina bisognava rischiare ma serviva lasciare la partita aperta, se subisci gol si complica subito All'andata siamo stati meno bravi di stasera, perché nel palleggio abbiamo fatto bene, l'Ascoli è stato tanto nella sua metà campo, cosa che solitamente non fa. C'è dispiacere perché speravamo di passare il turno, però forse ho sbagliato termine: il rammarico non dev'èesserci, c'è dispiacere, perché abbiamo dato tutto quello che avevamo".
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