Per il Livorno, quella appena conclusa, è stata una stagione ricca di alti e bassi. Gli amaranto, di ritorno tra i professionisti dopo cinque anni, hanno chiuso la regular season all'undicesimo posto del girone B. Joel Esciua, presidente del club toscano, è intervenuto a La Nazione per fare un bilancio del campionato. 

Sull'andamento della stagione, sottolinea:"Evidentemente qualcosa di buono si è fatto, e qualcosa di meglio si poteva fare. Noi volevamo puntare sui giovani, in tutto e per tutto, soprattutto di proprietà. Sbagliando abbiamo costruito tanto, se non tutto, intorno ad un allenatore giovane che non aveva le condizioni di maturità e preparazione, per fare bene". 

Su come è nata la scelta di affidare la panchina a Venturato, chiarisce: "Alla quarta giornata, il mio istinto mi diceva che sarebbe stato giusto cambiare mister. Però il progetto era basato su di lui, anche se i giocatori non riuscivano ad entrare nella sua testa. La vera domanda è perché ho aspettato fino alla tredicesima. A quel punto abbiamo fatto un bel casting insieme a Doga, e dal nulla è apparso Venturato."

Prosegue analizzando il percorso in amaranto di Roberto Venturato: "Da quando è subentrato, in due giorni aveva già tutto sotto controllo, aveva cambiato atteggiamento, consapevolezza e convinzioni della squadra. L’innesto dei giocatori di gennaio secondo me è stato fatto bene. Avremmo messo la firma tutti per fare 33 punti da quando è arrivato Venturato".

Livorno, Esciua: "Bonassi è la base su cui ricostruire la squadra del futuro"

Non manca uno sguardo sul passato e sul futuro amaranto: " Voto alla stagione? Probabilmente metto un 6 e mezzo. La parte iniziale disastrosa, sotto il 5, da Venturato in poi 7.5". prosegue "Ci sentiamo spesso, ci aggiorniamo e lavoriamo. Speravo di avere in questo momento una base di giocatori certezze più ampio. Non voglio fare gli errori dell’anno scorso, stiamo valutando con attenzione tutte le situazioni".

Sul Livorno che verrà e su eventuali conferme del gruppo squadra, commenta: "Se devo fare un nome dico Bonassi. Per me è la parabola ideale. Il massimo di quello che ci si può sperare da un giocatore del Livorno. La base su cui ricostruire la squadra del futuro".

"Non siamo qui per fare guerra a nessuno"

Sulle strutture e sul futuro dello stadio, analizza: "Sicuramente un’idea di restilyng per lo stadio esiste, è una cosa da fare in totale sincronia con l’Amministrazione, dentro i limiti della legge stadi del ministro Abodi. Il sindaco Salvetti si è mostrato totalmente favorevole, e apprezzo anche gli interventi che sono stati fatti fin qui. Un esempio potrebbe essere quello che è stato fatto con lo stadio di Tirana in Albania".

Sul rapporto con i tifosi, conclude: "Quando c’è una frattura la cosa migliore è tentare di avvicinarsi. Non si deve partire però con i preconcetti. Non siamo qui per fare guerra a nessuno, forse abbiamo sbagliato qualcosa e sono pronto a fare mea culpa. Quello che chiedo però è di starci vicini, a prescindere da Esciua".

Sezione: Girone B / Data: Sab 30 maggio 2026 alle 12:30
Autore: Emanuele Russo
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