Ci sono momenti che possono decidere un'intera stagione. Può capitare sul campo, magari per un fallo non fischiato, un gol segnato al momento giusto, oppure un pallone colpito nella maniera sbagliata. Nel caso del Potenza, invece, questo momento nella stagione 2025-26 è coinciso con il ritorno di Jacopo Murano durante il calciomercato invernale.
Perché la quarta partentesi potentina della punta classe 1990 ha fatto sì che i lucani ritrovassero ciò che era mancato forse più di ogni altra cosa da agosto a gennaio: gol, peso, e presenza in attacco. Riuscire a sostituire quanto fatto lo scorso anno da Caturano era numericamente impossibile: 18 gol e titolo di capocannoniere del Girone C condiviso a parimerito con Lescano. Eppure, almeno per l'apporto in campo e l'aiuto alla squadra, il "Samurai" ha saputo ridare luce al suo Potenza.
Un ritorno che in tanti pregustavano già a fine 2025, quando era ormai ben chiaro che il mercato avrebbe portato un nuovo "numero 9" a De Giorgio, nonostante l'ottima crescita avuta da Selleri in questa stagione. L'inizio del nuovo anno solare non è dei migliori: 0-0 contro il Giugliano e pesante 4-0 incassato dall'Audace Cerignola, partite che mettono l'imperativo finale sulla scelta dell'attaccante.
Neanche 24 ore dopo quel K.O, infatti, arriva la fumata bianca: Jacopo Murano è ufficialmente tornato a casa e, a modo suo, saprà essere subito decisivo alla prima occasione. Esattamente un mese prima, il 10 dicembre, Murano tornava a colpire il Potenza da ex. Quarti di finale della Coppa Italia Serie C, uno strano scherzo del destino che cominciava già a lavorare sotto traccia: suo il gol del momentaneo 2-1, che a fine gara vedrà comunque i lucani accedere alle semifinali.
Nel segno del 9
È forse in questo momento che il Potenza comincia a prendere la reale consapevolezza del cammino in coppa, parallelamente a un campionato che non stava regalando molte gioie alla squadra di De Giorgio. I sogni devono però scontrarsi con la realtà, quella di una squadra che in casa è ancora imbattuta ma che in trasferta non vince dal lontano 24 agosto. Da quell'esordio stagionale contro il Giugliano, deciso proprio dall'ormai partente "numero 9" Caturano. Per quasi 5 lunghissimi mesi sarà questo l'ultimo "+3" conquistato lontano dal Viviani.
Nel frattempo, l'urna negli studi di Sky Sport ha già decretato la Ternana come prossimo avverario dei lucani, con il primo atto della semifinale che si giocherà... proprio in trasferta. Ma lo abbiamo detto poco fa, il Potenza ha ormai acquisito piena consapevolezza nei propri mezzi, specialmente in coppa, e De Giorgio non ci pensa due volte a far esordire subito dal 1' il suo ritrovato "numero 9" Murano. Dopo quasi un quarto d'ora dalla ripresa, nel secondo tempo, è proprio il "Samurai" a controllare su un lancio lungo da centrocampo. Vince il duello fisico contro Capuano, destro angolatissimo dal limite dell'area che manda avanti il Potenza. Dopo 143 giorni i rossoblù tornano a vincere il trasferta ed espugnano, per la prima volta nella loro storia, il Liberati di Terni.
Quello che mancava
Ancora una volta però, il destino sembra aver voluto conservare tutte le capacità realizzative di Murano per quei pochi ma importantissimi appuntamenti di coppa. Alcuni problemi fisici costringono l'ex Crotone e Avellino a non perfrormare al meglio delle sue capacità durante gli impegni di campionato, salvo poi presentarsi nel migliore dei modi per la finale d'andata dello scorso 18 marzo. Partenza aggressiva dei lucani, che dimostrano subito di voler incidere davanti al proprio pubblico: traversone di Rocchetti dalla sinistra, deviazione di Parodi e Murano si fa trovare al posto giusto al momento giusto. Di piattone sblocca la gara e dopo soli 6 minuti e apre le marcature, favorendo anche il raddoppio di Schimmenti.
Quelle caratteristiche che erano mancate al Potenza nella prima parte di stagione, la presenza fisica e strutturale lì davanti. De Giorgio ha finalmente una figura in grado di fare il "lavoro sporco", vincere duelli spalle alla porta, e appoggiare immediatamente per il play o per i due esterni. È così che arriva il 2-0 sul Latina: pallone smistato subito per Felippe che imbuca in diagonale facendo correre Schimmenti che spiazza Mastrantonio. Qualche giorno dopo, nel 5-2 contro la Salernitana, arriva in maniera simile anche l'appoggio sempre sul centrocampista brasiliano, che stavolta si immola verso la porta di Donnarumma sbloccando la gara del Viviani.
La chiusura di un cerchio
Un successo che porta la firma di quel ragazzo la cui carriera era iniziata proprio con la maglia potentina. Da giovanissimo, nelle divisioni minori, fino alla stagione 2013-14, che lo vide stravincere la classifica marcatori dell'Eccellenza lucana con oltre 40 gol segnati. Da 24enne, Murano aveva già aiutato la sua squadra e la sua città a ricostruire la propria cronistoria, cercando anche di riportare verso il Potenza un affetto che si era ormai deteriorato dopo il fallimento del 2010. Assicurato il ritorno in Serie D, fu proprio Murano - assieme ad altri componenti della squadra - a girare le scuole elementari del capoluogo distribuendo i biglietti per la successiva gara "di festa" contro il Moliterno.
Il tentativo quello di tornare a colorare gli spalti, gettando un piccolo semino di passione sportiva nei futuri potentini. Il tutto con la promessa nascosta che il Viviani si sarebbe tinto nuovamente di rossoblù in segno di festa, una promessa destinata a durare a lungo, andando anche oltre quel playoff al Mapei di Reggio Emilia, in piena emergenza covid nel 2020. Una promessa che ha poi portato le due strade a separarsi, con Murano in grado di toccare la Serie B con il Perugia, tornare in Serie C assieme all'inizio dell'era Macchia, e ri-tornarci una quarta volta per mantenere fede, una volta per tutte, a quella promessa fatta ai piccoli potentini di 12 anni fa. Il Potenza è tornato campione.
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