Un anno per prendersi tutto: questa la perfetta sintesi della stagione che ha visto protagonista Lucas Felippe. Il mediano brasiliano si consacra definitivamente nell'annata che vede il Potenza conquistare la sua prima storica Coppa Italia di Serie C.
Successo che passa anche dalle giocate e dalle prestazioni del numero 5, nodo centrale nel 4-3-3 di De Giorgio e in grado di determinare, quasi dal giorno alla notte, l'andamento dei lucani. Ma procediamo con ordine, perché questa stagione è soltanto il secondo atto di un percorso cominciato nell'estate del 2024, con il suo arrivo a Potenza, e transitato per una tappa miliare come il riscatto dal Crotone.
La conferma in rossoblù del classe 2000 non è praticamente mai stata in discussione. Nel giro di pochissime gare, di fronte al suo modo di portare avanti il pallone, pulirlo e smistarlo per i compagni, il pubblico del Viviani è tornato a esultare davanti a singole giocate capaci di cambiare totalmente l'andamento di una partita.
Se poi all'importanza tattica aggiungiamo anche il peso realizzativo, con i suoi finora 9 gol stagionali che hanno permesso al Potenza di arrivare a questo traguardo, ecco che abbiamo il giocatore simbolo dell'era De Giorgio.
A protezione della difesa
Nel suo primo anno con i lucani, Felippe brilla in mezzo al centrocampo, aiutato da Castorani ed Erradi, ai quali però sono riservati i compiti più offensivi. Le prime avvisaglie del brasiliano sono quelle del mediano recupera palloni, posizionato davanti alla difesa e relegato a una fase di transizione che mette in pratica a pieni voti. Nonostante i tanti gol subiti, con la fase difensiva che sarà un po' la pecca principale di queste due stagioni, la classe mostrata da Felippe lo fa risaltare in una squadra che si mette in mostra proprio per gioco riconoscibile e consolidato.
A gennaio 2025 il Potenza sogna il colpaccio: la pesante vittoria per 3-0 sul Benevento porta i lucani a -5 dal primo posto, ed esalta ulteriormente la prestazione di un trio di centrocampo che agisce come una catena di montaggio. Ognuno dei tre interpreti sà perfettamente il suo ruolo, e le azioni decisive, i passaggi fulminei tra difesa e attacco che permettono al Potenza di presentarsi più volte dalle parti di Nunziante, passano inevitabilmente dai piedi del numero 5. Felippe dimostra di non sentire la pressione, ingabbiato da 2 o 3 uomini, riesce sempre a cercare e trovare la giocata giusta, permettendo ai rossoblù di ripiegare in contropiede e ferire gli avversari.
Verso la doppia cifra
Il calciomercato e alcuni acciacchi dei suoi compagni di reparto, però, costringono De Giorgio a cambiare l'assetto del centrocampo. Quella macchina che tanto aveva funzionato bene la passata stagione ha ora bisogno di tempo per rodare. Siatounis e De Marco aggiungono fisico e tecnica anche in fase difensiva, permettendo allo stesso Felippe di concedersi qualche progressione verso la porta avversaria. E sotto porta il brasiliano si rivela essere decisivo.
A questi vanno poi aggiunti i colpi da fuori area, come quello contro il Team Altamura, e i tiri dal dischetto dove Felippe ha dato l'ennesima prova della sua freddezza e lucidità. Dove mancavano i gol di un "numero 9", assente nella prima parte di stagione, l'ex Crotone è riuscito a far mantenere l'andamento del suo Potenza. Ora, con la maturazione progressiva di De Marco, sempre più specializzato proprio in quel ruolo di playmaker, al brasiliano si aprono le porte della doppia cifra, distante solo 2 gol in campionato. Intanto, però, è il momento di prendersi questa coppa e programmare una fase playoff che potrebbe vedere nuovamente protagonista il classe 2000, sempre più al centro di questa Serie C.
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