La sfida di mercoledì 27 maggio al Massimino tra Catania e Ascoli, valida per il ritorno della semifinale playoff di Serie C, non è una partita come le altre per Giuseppe Bellusci. Il difensore classe '89 è infatti il grande ex del match, avendo legato gran parte della sua carriera a queste due piazze: cresciuto e tornato protagonista nelle Marche, ha vissuto i suoi anni d'oro in Serie A proprio con la maglia rossazzurra.
Un legame profondo con la Sicilia che lo ha visto vestire anche la maglia del Palermo, rendendolo un doppio ex siciliano d'eccezione. In un'intervista concessa a La Sicilia, Bellusci ha ripercorso la sua storia tra ricordi indelebili e una nuova, umile realtà.
Bellusci ha vissuto stagioni indimenticabili alle falde dell'Etna, collezionando ben 99 presenze in campionato con i rossazzurri tra il 2009 e il 2014. Un'esperienza che lo ha segnato profondamente: "Dopo cinque stagioni a Catania mi porto ancora tutto dentro. L'ho sempre detto che la Sicilia è la regione più bella d'Italia. Catania mi ha formato perché sono arrivato ragazzino e me ne sono andato uomo".
Il difensore ha poi espresso un augurio per il futuro del club: "Sono molto legato alla piazza e spero che ritorni nel calcio che conta". Nonostante il suo passato anche in maglia rosanero tra il 2017 e il 2019, dove ha vissuto due stagioni in Serie B, il ricordo degli anni catanesi resta indelebile, popolato da campioni che hanno scritto la storia del club.
Da Ibrahimovic a Barrientos
Nell'intervista a La Sicilia, Bellusci ricorda gli avversari e i compagni che più lo hanno impressionato. Se lo scontro fisico ha un solo nome, la classe pura ne ha un altro: "L'avversario più difficile che ho affrontato? Direi Ibrahimovic. Ci siamo dati tante botte, forse ne ho prese di più di quante ne ho date perché lui è più cattivo di me".
Parlando dei talenti visti da vicino a Catania, come il Papu Gomez, il difensore confessa un debole calcistico: "Il giocatore più forte con cui ho avuto il piacere di allenarmi e giocare, e di cui sono stato e sono tutt'ora follemente innamorato, è il Pitu Barrientos. È stato un talento magnifico, purtroppo martoriato dagli infortuni altrimenti avrebbe fatto una carriera sicuramente diversa".
Il presente di Bellusci
Ad oggi, la vera sfida di Bellusci è fuori dal rettangolo verde: "Oggi il mio lavoro è il cameriere, con grande dignità e umiltà. Ho sbagliato alcuni step nella vita ma c'è la volontà di ribaltare un'ennesima situazione difficile". Il futuro, però, lo vede ancora nel calcio, con la speranza di poter insegnare ai più giovani come evitare i passi falsi commessi.
"Spero di tornare nel mondo del calcio perché vorrei fare l'allenatore - dichiara Bellusci -, trasferire la mia passione e la mia devozione. Spero anche sia di dare qualcosa in campo ma soprattutto umanamente per non far commettere errori che magari io ho commesso", conclude.
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