Può la storia di un intero campionato cambiare in soli sette minuti? A volte ne servono anche meno, quindi è bello pensare che, sì, è possibile. Eccome se lo è... eccome se lo è stato. Il Crotone del 2016 insegna: quando i secondi scottano e i palloni pesano, il destino ripaga chi ci mette più cuore. Il Crotone del 2016 insegna: il suo cuore era grande così.

Il 5 febbraio di quell'anno, ancor più grande del solito. La banda di Juric, semplicemente, regalò ai ricordi della Serie B uno dei finali di gara più iconici degli ultimi tempi. Per giunta al San Nicola, contro una diretta rivale per la promozione in Serie A come il Bari. Che giusto tre giornate prima aveva esonerato Davide Nicola, sostituendolo con Andrea Camplone per rilanciarsi in classifica. Il sesto posto stava stretto. Le sensazioni successive al big match contro i pitagorici, invece, divoreranno totalmente un'anima già suscettibile.

Alla vigilia del 25esimo turno, i calabesi erano secondi e pregustavano l'immenso. Mettere altri tre punti nel motore li avrebbe proiettati ancor più in alto. Anche i biancorossi, però, avevano i loro argomenti. I loro, validi, argomenti. E, incassato l'iniziale vantaggio ospite targato Martella, riusciranno a confezionare una rimonta per cuori forti. Riequilibrando il duello con Maniero, azzanandolo ulteriormente con il penalty di De Luca. Minuto 65: 2-1 Bari.Non sembra esserci più confronto. Non sembra, per l'appunto. Perché, al minuto 85, parte il countdown della discordia.

Sette minuti. Sette interminabili e illogici minuti. Di agonia per i galletti, di estasi per i pitagorici. Che resistono, che conquistano. Nella maniera più impensabile, incredibile. Minuto 85: il portiere del Bari Guarna esce, male, a valanga su Budimir. Calcio di rigore Crotone, espulsione per l'1 di casa. Camplone, però, aveva già finito i cambi. Quindi, in porta, ci va...Maniero, che giusto qualche minuto prima era in zona gol a segnare. Ora deve parare. Non para: Torromino è glaciale dal dischetto. 2-2. Poi addirittura tramutato in un clamoroso sorpasso, disegnato letteralmente sul calare del tempo. Questa volta, Budimir segna. Al minuto 92. Non c'è più religione al San Nicola, che fischietta la sua delusione. Gli ospiti, al contrario, esplodo di gioia: sono primi in B. A fine anno festeggeranno una clamorosa Serie A.

L'anno dopo, il secondo miracolo del Crotone

Fu la partita che più delle altre riscrisse la storia delle due squadre. Il Bari terminò il campionato al quinto posto, l'anno dopo arrivò addirittura dodicesimo e l'anno dopo ancora settimo. Poi fallì, ripartì dalla D, tornò in C, infine in B. Ma mai più in A. Categoria che il Crotone riuscì a fare propria al termine di quel 2015/2016: i pitagorici, a San Siro e all'Olimpico, non c'erano mai stati. E non solo dimostreranno di starci benissimo; bensì, riuscirono a re-starci. Scusateli (come ricorderebbe quel famoso cartello).

Non sarà Juric, ma Davide Nicola a trainare i rossoblù verso la riva. Insperata fino a gennaio, reale e tangibile con il fiorire di maggio. Il Crotone era ultimo, ultimissimo. Ha stazionato in zona retrocessione per 37 giornate su 38. Ma nelle ultime sei ne ha vinte nove, pareggiandone due. Risultato? Salvezza. La retrocessione arriverà l'anno successivo. La Serie A non tornerà mai più.

Ora entrambe sbracciano in C

Quel confronto del 5 febbraio è tuttora l'ultimo incrocio ufficiale disputato dalle due squadre. Dieci anni dopo, si affronteranno in Serie C (dove non si scontrano da 49 anni, in quel caso finì 3-2 per il Bari) con ambizioni e prospettive diametralmente.

I biancorossi occupano il secondo posto nel Girone C, con 22 punti e sei vittorie in nove giornate. Al contrario, il Crotone è ultimo a quota 0: i sei punti di penalizzazione sono stati ripristinati con la vittoria contro la Salernitana dello scorso 26 settembre.

Sezione: Interviste e Storie / Data: Mer 14 ottobre 2026 alle 16:45
Autore: Edoardo Gatti
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