A Pescara, lo Spezia crollò sotto il rumore dei fischi. Era l'8 maggio e il pareggio conquistato contro i biancazzurri all'ultima giornata di Serie B decretò la retrocessione della squadra bianconera. Dunque costretta a ripartire dalla Serie C, dal punto zero, con nuovi volti e nuovi interpreti. Angelozzi alla regia, Turati alla consolle, undici giocatori al servizio di un Picco desideroso di grandezza. Quattro mesi e tanti accorgimenti dopo, è cambiato davvero tutto. Lo Spezia, questa volta, è andato a Pescara (anch'esso retrocesso, quella sera di maggio) per consolidare la vetta del girone B. Deliziando, contestualmente, gli occhi di chi c'è sempre stato.
Questa è la storia di Nicola Gianardi, che lo scorso 27 settembre è andato all'Adriatico per seguire - come fatto anche quell'8 maggio- la sua squadra del cuore. Niente di particolare...se non fosse che, a causa del divieto di vendita ai residenti nella provincia di La Spezia , era l'unico tifoso presente nel settore ospiti. Nicola infatti vive a Bergamo, ma da 40 anni tifa per la formazione ligure, come racconta a LaCasadiC: "L'ho fatto con spontaneità. Non volevo apparire come un'eroe, anche perché, sinceramente, non pensavo di essere così solo!".
Da qui l'inizio di un viaggio che lo porterà fino all'Adriatico di Pescara: "Essere esuli, ovviamente, ti aiuta a programmare i viaggi delle partite. Quindi avevo avuto modo di prenotare gli spostamenti per la trasferta di Pescara. Sono partito da Orio in solitaria. Ho fatto il turista in una città che non conoscevo, e me la sono goduta da perfetto sconosciuto". Perfetto sconosciuto fino alla partita, che al contrario lo porterà, nel suo piccolo, alla ribalta: "Verso sera mi sono fatto un'ora di tragitto a piedi per andare allo stadio. Ero convinto che qualcuno mi avrebbe raggiunto, e continuavo a domandarmelo fino a quando non è iniziato il match. Ero ancora lì da solo".
A questo punto, nel cuore del super tifoso, sorge un po' di rammarico: "Non nego che siano subentrati quei sentimenti di desolazione e tristezza. Purtroppo il blocco delle trasferte generalizzato sta diventando una costante. Ho scambiato giusto qualche parola con gli addetti ai lavori, ma non vedere quelle facce che solitamente ti accompagnano in ogni tappa ha fatto male". Per fortuna ci ha pensato la squadra a strappargli il più dolce dei sorrisi: "Esultare da solo ai gol è stato surreale, ma i ragazzi mi hanno emozionato avvicinandosi al settore ospiti per applaudirmi, come se fosse pieno". Come se non bastasse, dal destino riceverà un altro regalo bellissimo: "La maglia di Simone Bastoni. Quando è venuto verso di me, io gli ho spontaneamente lanciato la mia sciarpa. Lui ha ricambiato con la sua maglietta. Che dire...è stato bellissimo". Gli crediamo.
Una passione viscerale: "Io tifoso da quando giocava Spalletti. La partita più bella? Questa"
La serata in Abruzzo si è conclusa con una sola consapevolezza. Questa squadra è davvero forte: "Ho quasi 50 anni, seguo lo Spezia da quando ne avevo 10. Fu un amico di famiglia ad attaccarmi questa passione. In campo c'era persino Luciano Spalletti e la prima partita l'ho vista in C1 contro l'Ospitaletto nel maggio 1988. Ma credimi: io un entusiasmo così non lo percepivo nemmeno quando eravamo in Serie A". Parola di chi ne ha viste tante, dunque tocca fidarsi: "Questa classifica nasce da un assetto dirigenziale competente e da un allenatore veramente bravo. Ma poi si vede che questi ragazzi si divertono". Il vero fuoriclasse? "Angelozzi. Ci ha riportato la voglia di andare allo stadio. E poi lo spezzino si riconosce in lui: è umile e senza fronzoli. Si mormora gli vogliano dare la cittadinanza onoraria..."
Nei suoi ricordi brilla ancora un nome: "Vincenzo Italiano, sicuramente quello a cui abbiamo voluto più bene. E pensate che dopo 6 giornate era a rischio esonero: ricordo Angelozzi ai cancelli a sorbirsi la contestazione. Scelse di andare avanti, e scelse correttamente". La partita più bella? "Un 4-0 contro la Carrarese, lì da loro, due anni fa. Eravamo in 12, loro in tantissimi. Ma abbiamo vinto noi". E la prossima avventura? "Ovviamente, il match contro la Reggiana, in una piazza dove non vinciamo da 24 anni. Sicuramente non sarò da solo, questa volta!".
Il gruppo Fuori Di Spezia e un messaggio alla società: "Per i 120 anni..."
Nicola fa parte di un gruppo di tifosi spezzini che abita lontano dalla città ligure, chiamato Fuori Di Spezia: "Come tanti gruppi nasce sui social, nel 2021/2022, ed è composto da persone che per motivi vari di vita o di lavoro si sono dovute trasferire lontane da Spezia, in particolare al Nord Italia. E da lì, insomma, è nata la voglia di condividere chilometri per seguire le aquile". Passione che contribuisce anche al bene comune: "Con i pochi fondi che riusciamo a raccogliere facciamo anche beneficenza".
Ma Nicola ha mai sognato una chiamata del club? "Il saluto dei ragazzi mi ha gratificato. Ma qualora mi volessero invitare, magari anche alla festa del 120esimo anniversario che ricorre il 10 ottobre, mi sentirei comunque di condividerla con chi è sempre stato al mio fianco durante le trasferte". Succederà? Chissà. Ai bianconeri l'ultima parola.
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