Quella di Cristian Capone è una storia di rinascita pura, intrecciata a doppio filo con l’incredibile cavalcata del Trento. A novanta minuti dal traguardo della stagione regolare, la classifica del girone A vede i gialloblu al quarto posto, un piazzamento figlio di una metamorfosi collettiva che ha trasformato la squadra di Tabbiani in una macchina quasi perfetta.

Eppure, il sipario sulla stagione 2025/26 si era alzato su uno scenario ben diverso. Nelle prime otto giornate il Trento aveva raccolto appena una vittoria. Un avvio difficile che avrebbe potuto sgretolare qualsiasi certezza. Poi, qualcosa è cambiato. Un interruttore si è acceso e, da dicembre, la squadra ha cambiato passo, subendo soltanto tre sconfitte e risalendo la classifica. 

Al centro di questa inversione di tendenza c'è soprattutto Capone. I numeri del classe 1999 sono la fotografia di un’annata dominante: 11 reti e 8 assist in 35 presenze. L'ex Atalanta è diventato l'anima creativa del gioco gialloblu, l’uomo capace di creare superiorità numerica con una naturalezza disarmante. 

Oggi il Trento non si nasconde più. Con un Capone in stato di grazia, la società e la piazza hanno smesso di guardarsi alle spalle e hanno iniziato a scrutare l’orizzonte dei playoff con l'ambizione di chi sa di poter essere la mina vagante. Sognare, d'altronde, non costa nulla. 

La nuova maturità del ragazzo "predestinato"

Il percorso di Capone parte da lontano, dai campi di Zingonia, la "fabbrica dei talenti" dell’Atalanta. In quel vivaio, tra i più prestigiosi d’Europa, Cristian era considerato uno dei prospetti più interessanti. L’esordio con la prima squadra nerazzurra a soli 17 anni, nel novembre 2016 in Coppa Italia contro il Pescara, sembrava il preludio a una carriera importante. Un percorso accompagnato dalla maglia numero 10 nelle Nazionali giovanili italiane, dove era un pilastro inamovibile.

Quella presenza in Coppa Italia, tuttavia, rimarrà l’unica in prima squadra, prima di un lungo percorso tra Serie B e Serie C. Una serie di prestiti in cui il talento emergeva a sprazzi e la continuità ancora lontana. La svolta arriva quindi ad agosto 2025. A Trento Capone ritrova la centralità tanto attesa, ed è proprio qui che trasforma la sua classe in efficacia. 

Occhi sul terzo posto

Ora, a soli 90 minuti dalla fine della regular season, il Trento vuole regalarsi un'altra soddisfazione. L'obiettivo minimo è blindare il quarto posto nella trasferta contro la Dolomiti Bellunesi. Un ultimo passo prima di concedersi alla post season, magari con un pensiero ancora alla possibilità di raggiungere il terzo posto. 

Una posizione, attualmente occupata dal Lecco, ora distante solo due punti.  Tra un pensiero al presente e uno sguardo al futuro, la stagione del Trento però è già da ricordare. E anche ai playoff potrà contare su un Capone in più. 

Sezione: Interviste e Storie / Data: Mar 21 aprile 2026 alle 15:00
Autore: Gabriel Macis
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