Gabriele Calvani continua a ritagliarsi spazio in Serie A con la maglia del Frosinone, ma una delle tappe decisive del suo percorso è stata sicuramente Pontedera. Era appena uscito dalla Primavera del Genoa quando Moreno Zocchi, oggi direttore sportivo del Trento, decise di puntare su di lui per il suo primo vero anno tra i grandi.

Una scelta nata dalle qualità tecniche del difensore, ma soprattutto da una maturità che aveva immediatamente colpito il dirigente: "Si intravedevano già tutte le qualità che sta mostrando adesso. Quando ci parlavi sembrava davvero di parlare con un uomo di 40 anni, invece ne aveva 19 o 20. Conosceva i suoi pregi, ma anche le cose sulle quali doveva migliorare e si è sempre impegnato al massimo. Non ho mai visto un atteggiamento sbagliato, né in allenamento né in partita. Le qualità del giocatore e quelle dell'uomo dovevano per forza portarlo dove è adesso, perché si merita tutto quello che sta vivendo".

Le prime indicazioni erano arrivate ancora prima di averlo quotidianamente a disposizione. Zocchi ricorda una finale di Coppa Italia Primavera tra Genoa e Lazio insieme: "Nonostante una brutta partita del Genoa, lui aveva cercato di tenere in piedi la squadra in maniera importante. Si vedevano già le sue qualità da leader. È chiaro che adesso non può esserlo in Serie A a 21 anni, ma secondo me a breve lo diventerà in tutte le squadre in cui andrà a giocare. Gli auguro di arrivare il più in alto possibile".

A Pontedera la crescita fu immediata e Calvani riuscì a farsi apprezzare anche all'interno dello spogliatoio: "Si è fatto ben volere dal primo giorno di ritiro fino all'ultima partita. In quell'anno è cresciuto veramente tanto". Poi il salto in Serie B con il Brescia: "Il direttore, Renzo Castagnini, all'inizio poteva avere qualche dubbio prima di prenderlo, ma quando gli telefonai durante il ritiro mi disse subito: 'È forte, è forte'. All'inizio aveva giocato poco, poi ha iniziato a giocare e non l'hanno più tolto. Tanto che lui stesso se l'è poi portato a Frosinone".

Zocchi: "Calvani ha sempre dimostrato di essere un uomo. A Pontedera..."

Una crescita che non sorprende Zocchi, soprattutto per le caratteristiche umane del difensore: "Dire che lo sapevo è sempre facile dopo, però era intuibile. Non sai mai cosa possa succedere nella testa dei ragazzi o dal punto di vista fisico, ma lui ha sempre dimostrato di essere un uomo, non ha mai avuto la testa di un ragazzo immaturo". E anche alla richiesta di raccontare qualche retroscena particolare, la risposta fotografa Calvani: "L'aneddoto è che non c'è stato nessun aneddoto. Era sempre sul pezzo. Non c'è mai stato bisogno di dirgli qualcosa di diverso da quello che si può pensare di dire a un uomo di quarant'anni".

Calvani è soltanto uno dei giovani valorizzati durante l'esperienza di Zocchi al Pontedera. In quelle stagioni passarono dalla società toscana anche profili come Samuele Angori, Giuseppe Ciocci, Giovanni Bonfanti e Alessandro Marcandalli, protagonisti negli anni successivi di una crescita importante in Serie A: "Sono stati tre anni stupendi per Pontedera. Abbiamo fatto tre anni di playoff, con un sesto, un nono e un decimo posto. Ma la cosa più bella è vedere dove sono arrivati tanti dei ragazzi che sono passati da lì che oggi sono tra Serie A e B. Penso che a Pontedera siano stati contenti del lavoro fatto insieme agli allenatori che si sono susseguiti, da Canzi e Agostini fino a Menichini".

Zocchi: "A Trento una crescita costante. Possiamo toglierci grandi soddisfazioni"

Oggi il presente di Zocchi si chiama Trento. I gialloblù occupano momentaneamente la terza posizione nel girone A e vogliono continuare la corsa a Union Brescia e Cittadella: "La società sta continuando a crescere, c'è da dodici anni la stessa proprietà e negli ultimi cinque-sei anni è rimasta tra i professionisti. L'obiettivo che ci eravamo dati era continuare questo percorso e cercare di migliorare anche il quinto posto dell'anno scorso. La strada è ancora lunghissima e vediamo ancora ampi margini di miglioramento da parte della squadra".

Parole importanti anche per Luca Tabbiani e il suo staff: "Luca è straordinario. È riuscito a ottenere sempre il massimo dalla squadra e a migliorare i giocatori che ha a disposizione. Più di questo a lui e al suo staff non si può chiedere". Nessun proclama sul futuro, ma la volontà di continuare a guardare verso l'alto e, chissà, verso la B: "Sono molto scaramantico, ma al di là di dove si potrà arrivare, di sicuro qui si sta lavorando per arrivare il più in alto possibile. Se continuiamo a far migliorare i ragazzi e a lavorare in questo modo, penso che ci toglieremo delle soddisfazioni che magari non immaginavamo neanche".

Sezione: Interviste e Storie / Data: Lun 02 novembre 2026 alle 19:00
Autore: Mattia Cordì
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