L'impresa sul campo dell'Ascoli di Francesco Tomei ha segnato in maniera indelebile la città marchigiana. Nella giornata di oggi, all'allenatore dei bianconeri è stata conferita la cittadinanza onoraria, simbolo del rapporto ormai viscerale con la città. Di seguito le parole di Tomei subito dopo la cerimonia. 

"Sono molto emozionato perché quando penso al fischio finale dell'arbitro nella partita contro il Brescia ho visto sbucare il nostro sindaco ultras, impazzito di gioia che nel pathos dell'emozione mi ha detto: 'ti faccio cittadino onorario'. Dire grazie è il minimo che posso fare.

Continua Tomei: "È vero che c'è tanto lavoro e tanto impegno, e la persona che sicuramente lo sa di più è mia moglie, che si sacrifica. C'è molta fatica, come tutti quelli che lavorano. Non faccio né più né meno di quello che fanno tutti quando la mattina si alzano e vanno a lavorare. Il calcio è ancora un lavoro meritocratico, non esiste un allenatore che non faccia giocare un giocatore che non lo merita".

Un successo partito da lontano: "Ringrazio la società, il presidente, il direttore. La prima volta che sono arrivato al Picchio Village quest'anno mi sono un po' preoccupato. Chiesi al presidente l'acquisto più importanti di tutti: dei campi da calcio adeguati. Abbiamo ricostruito tutto dalle macerie. Il Picchio Village è diventata una famiglia, mi fa molto piacere che questa cosa sia stata riconosciuta dalla città.

Tomei: Si è creato un grande gruppo"

"La costanza e il voler migliorarsi e mettersi sempre in gioco rischiando sono le cose veramente importanti. Ai ragazzi dopo il gol di Gori al Catania ho detto: 'chi ha segnato il gol? Gori?'. Nessuno ha risposto per paura di sbagliare, ma io ho detto che il gol di Gori lo aveva fatto Samuele Vitale, perché ha dato la possibilità, saltando una prima pressione, di liberare un giocatore dietro, assumendosi una responsabilità importante.

"Per far capire lo spirito di questo gruppo: si può racchiudere tutto nella parola altruismo. Io ho fatto il militare, ho creato lì le amicizie più durature perché si soffre insieme. E quando si soffre insieme si cresce insieme. Ecco perché quest'anno si è formato un grande gruppo. Sono soddisfatto della crescita dei ragazzi come uomini. Sono diventati meravigliosi e questo si è creato grazie a loro, che sono stati ragazzi sani, che si sono uniti insieme in questa mentalità".

L'avvertimento per il prossimo anno: "In Serie B sarà un altro campionato, non dovremo essere presuntuosi"

Sul futuro, Tomei avverte: "Ascoli ha saputo apprezzare il lavoro, la serietà e l'unione della squadra. Dopo Campobasso ho detto ai ragazzi: abbiamo la fortuna di giocare ancora nel nostro stadio. La B sarà un altro campionato, ci saranno altre difficoltà, chi pensa che sarà tutto semplice fa l'errore più grande della vita. Bisogna essere umili, non ci dobbiamo sentire arrivati. Abbiamo vinto con tutti, giocato bene, ma alle prime difficoltà bisogna restare uniti. Non possiamo pensare di fare un campionato senza problemi.

L'obiettivo è continuare con la stessa umiltà: "Non sono avvezzo a farmi vedere, ho avuto la fortuna di parlare con il sindaco una volta al telefono e gli ho detto: 'adesso bisogna essere bravi a difendere questo clima che si è creato'. Non dobbiamo essere presuntuosi, perché sennò si sbaglia. Per me è come essere già arrivati in Serie A. Questo non vuole dire non avere ambizioni. Bisogna avere ambizione, ma bisogna avere la consapevolezza che ci potranno essere dei problemi. Questo è necessario per affrontare bene quello che verrà. Godiamoci il momento e facciamo di tutto per tenercelo stretto. Una partita alla volta e vediamo che cosa siamo in grado di fare.

Sezione: News / Data: Lun 22 giugno 2026 alle 20:30
Autore: Luca Ottaviano
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