Tempo di elezioni del nuovo presidente della FIGC dopo le dimissioni da parte di Gravina. Durante i vari discorsi prima di scoprire chi verrà eletto tra Malagò e Abete, a prendere parola è stato il presidente della Serie C, Matteo Marani: "Il 9 luglio, esattamente tra 17 giorni, saranno passati 20 anni dall’ultima vittoria italiana al Mondiale. La notte di Berlino non resta l'ultima Coppa del Mondo vinta. Rimane anche l'ultima partita a scontro diretto disputata in un Mondiale". Questo l'esordio del presidente della terza serie del campionato italiano, che poi prosegue: "Un’intera generazione che non può ricordarsi la Nazionale al mondiale, è la generazione dei miei figli. Non vinciamo Champions League dal 2010, dopo esserne stati padroni tra gli anni 80 e 90. Il più recente pallone d'oro in Serie A rimane Kakà nel 2007. Anche qui, 20 anni fa. Erano stati 13 nei due decenni passati. Aggiungiamo l'Under 21 fuori dalle Olimpiadi ormai dal 2024, l'eclissi totale dei campioni Azzurri. Una perdita annua del calcio professionistico di circa 750 milioni di euro, qualche miliardo di indebitamento del nostro sistema. Io credo che di fornte a questo sfacelo, perchè non trovo un'altra parola, del calcio italiano nella sua notte più difficile sarebbe un errore rifarsela con qualche singolo. Era Tavecchio prima e non è Gravina oggi, non è una persona o con qualche cosina che non è andata. Qui non ha funzionato nulla, ce lo dobbiamo dire. Invece nello scarico di responsabilità siamo campioni del Mondo perenni. Servirebbero idee nuove e smetterla con la propaganda. Il declino dura da 30 anni, da quando la ricchezza prodotta dalle tv a pagamento è servita all'estero per fare stadi, rendere moderna l'organizzazione. Da noi, invece, per le ville di qualche agente alle Baleari. Nell'ultimo anno la Serie A ha speso per procuratori 249 milioni di euro, oltre 10 volte quanto ha riconosciuto alla Serie C sbuffando: 22 milioni a noi. Non era meglio usare quelle risorse per crescere alla base?".
Marani prosegue: "Per far crescere i talenti abbiamo cerca 300 giocatori della Serie A che ogni anno da noi crescono. Per trovare nuovi allenatori come fu con Lipppi o con Sacchi o arbitri come Collina, Rosetti od Orsato, tutti tenuti a battesimo da noi. Il nostro è stato un problema di metodi di pensiero. Abbiamo creduto che si potesse tirare a campare senza capire che il modello del calcio italiano era finito, stanco, logoro, vecchio, come se certe rughe si fossero messe sul movimento. Ai tempi di Artemio Franchi e di Italo Allodi i paesi emergenti studiavano a Coverciano, oggi vanno in Spagna, in Belgio o nella piccola Svizzera che ci ha umiliato agli Europei. Siamo in una crisi profonda. Si risponde prima con medicina e forza. Occorre oggi un governo di unità e pronto alla ricostruzione alla quale la Serie C concorrerà in modo solido e concreto".
E per quanto riguarda la Serie C il presidente Marani afferma: "Come fatto due anni fa evitando ed evitandovi un surreale dibattito sugli assetti di voto. Siamo felici che un presidente di grandissimi successi come Malagò per il quale parla il medaliere olimpico. Siamo grati anche ad Abete per aver portato il solito contributo della sua esperienza. La Serie C da tre anni sta facendo il suo contributo con onestà e voglia di costruire stando lontano a giochi di palazzo. Dopo Zenica si invocava un ex calciatore per rilanciare il mondo del calcio. Ecco, mi farebbe molto piacere ricordare che il nostro vicepresidente vicario si chiama Gianfranco Zola, uno dei più grandi campiini di sempre. È stato lui a firmare quella che è l'unica riforma sui settori giovanili. Bizzarro che del lavoro di Zola si sia accorto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e non una parte del nostro sistema. Daltronde il voto contrario della sola Serie C si è innalzata la Primavera a 20 anni, che è una bestemmia".
E sulla riforma continua: "Come C abbiamo avviato un progetto riformatore duro e doloroso. Da quest'anno partiamo anche con il salary cap. Abbiamo chiesto alla FIGC di inasprire alcuni parametri per limitare il diffonti in corsa. Ricordo che i nostri 60 primi imprenditori, che sono seduti e che saluto, sostengono l'esercizio senza aiuti. Siete degli eroi e oggi ve lo dico. Se uno disimpegna per problemi suoi, per noi si chiude. Qui è tutto fatto a finestra per passione e legame straordinario. Figuriamoci a sostenere i vivai. Noi alla crisi siamo abituati e proprio per questo possiamo essere utili alla stagione che va a partire. Non cerchiamo poltrone o mantenimento della macchina della Lega, abbiamo la capacità di stare sul mercato e di autofinanziarci. Cerchiamo e proponiamo la condivisione per il bene del calcio. La ragione che ha portato me personalmente tre anni fa a venire qui. Vogliamo rivedere i gol di Gigi Riva, le giocate di Totti, Del Piero e Baggio, una difesa con Buffon, Chiellini, Maldini e Cannavaro".
E sull'ideologia della Serie C, Marani prosegue: "Qualcuno sostiene che noi non abbiamo voluto far passare le riforme. Ricordo che siamo l'unica Lega o meglio quella che ha portato avanti più riforme e le ha promosse. Un cambiamento avviene solo se passa dalla bozza alla proposta reale. Non abbiamo mai alzato barriere ideologiche, ci siamo resi disponibili a confronti e cambiamenti. La Serie C è scesa da 120 squadre a 90, da 90 a 60 e oggi siamo a 57 più le seconde squadre. Troviamo un modello sostenibile e noi ci siamo". E sulle squadre B, Marani dichiara: "Vanno ripensate proprio per il movimento azzurro, altrimenti si offende il gesto di straordinaria generosità di alcuni club di ospitare realtà fuori dal proprio alvio. La Serie C è pronta a qualsiasi discussione con alcuni punti fermi, ovvero che il sacrificio riguardi tutti e non solo la piccola Serie C su cui colpire per dare una soluzione ipocrita, con il rispetto dovuto alla base del movimento".
A conclusione, il presidente Marani dichiara: "Per 30 anni ho raccontato la Serie A e ho i miei amici più cari in Serie A. Credo che sia giusto che arrivi quella che è l'importanza dell'avvività di base. Quando sento i club di A trattarci con disprezzo, quasi come un ingombro, credo al di là della volgarità si sta commettendo l'ennesimo errore di miopia. L'Inghilterra vende i diritti televisivi in comune e ce ne sarà bisogno perchè tra tre anni scadranno i prossimi diritti nostri e sarà un grande problema. La Germania riconosce alle serie minori il doppio della mutualità dell'Italia e non mi pare che nessuno ha chiuso i battenti. Hanno capito che il sistema è forte se lavora insieme. Noi abbiamo riconosciuto la piena autonomia alla Serie A per concorrere all'estero. Chiediamo che sia riconosciuto a noi il lavoro di laboratorio dei giovani. Sarebbe giusto che l'1% sulle scommesse venisse investito sui vivai e non su stranieri ultratrentenni. Quale opinione pubblica potrebbe obiettare a una proposta seria e non speculativa? Speriamo che da domani si apra una nuova finestra seria e che porti aria fresca. Devono prevalere le appartenenze, le esperienze e non i cognomi. Devono esserci più giovani laureati e più giovani donne in questo mondo. Diceva Dante che nell'umile sta il sublime, l'umiltà deve riportarci a essere sublimi".
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