Ezio Capuano torna a far parlare di sé con le consuete dichiarazioni senza filtri. In una dettagliata intervista rilasciata a Fanpage.it, l'allenatore campano ha tracciato un bilancio critico sull'evoluzione del calcio italiano, esprimendo forte rammarico per la perdita di centralità dell'apprendistato e per l'accesso troppo rapido ai vertici: "Prima c'era più meritocrazia. Oggi un giocatore che smette di giocare lo vedi in Serie A e in Serie B in due mesi con estrema tranquillità. Ci sono tanti allenatori che hanno fatto tanta gavetta nelle categorie minori ma non sono attaccati a certi carri perché non hanno l'amico importante e finiscono per marcire in queste categorie".

L'ex Taranto e Foggia si è soffermato sul progressivo ridimensionamento del ruolo all'interno delle società e nello spogliatoio, sottolineando come la mancanza di autonomia incida direttamente sulla credibilità di chi guida il gruppo: "Oggi gli allenatori hanno sempre meno potere, sono vittime delle pressioni dei tifosi, dei social, dei presidenti e dei direttori. Quando non hai la libertà di una scelta diventi insicuro e non sei più credibile con i giocatori. Per quanto mi riguarda non ho mai fatto compromessi nella mia carriera, sono sempre gone avanti a schiena dritta".

Sul piano puramente tattico, Capuano ha espresso tutto il proprio dissenso verso le esasperazioni attuali, prendendo di mira in particolare l'impostazione dal basso e rivendicando al contempo la propria flessibilità d'approccio: "Io mi ritengo una persona intelligente che si adegua alle qualità dei giocatori. Questa moda della 'distruzione dal basso' guardate che guai illimitati sta facendo. Perché rischiare tanto quando con una palla sopra e accorciando si ottiene lo stesso risultato a rischio zero?".

Con la sua consueta schiettezza, Capuano ha infine tracciato un netto solco tra il passato e il presente, evidenziando come siano cambiati i valori e il concetto stesso di spogliatoio tra i giocatori: "Prima c'era un sentimento altissimo, oggi si gioca per sè stessi, per il voto, per la prestazione individuale. Per me il gruppo non è andare a fare le cene insieme, il gruppo è quando vedo scorrere il sudore in mezzo al campo e un giocatore fa una corsa in più per il compagno".

Sezione: News / Data: Mer 30 settembre 2026 alle 13:00
Autore: Federico Cevoli
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