Vini, motori e calcio. Ma è stata soprattutto la passione per quest'ultimo a spingere Alessandro Botter, all'età di 50 anni, a cambiare vita. Una scelta radicale: lasciare l'azienda di famiglia per intraprendere un percorso in proprio, lanciandosi in una sfida sportiva tortuosa che, alla fine, ha restituito i frutti più dolci. Il risultato? Aver riportato il Treviso tra i professionisti dopo un'attesa lunga ben 13 anni.
Con il suo inconfondibile mantra "Faccio cose, vedo persone", Botter ha saputo conquistare un'intera piazza, compiendo una vera e propria impresa. Riconquistare la Serie C, che al "Tenni" mancava dalla lontana stagione 2012/13, ai tempi della vecchia Lega Pro Prima Divisione, sembrava un miraggio. Una fame di calcio alimentata fin da ragazzo, spinta da un amore per i colori bianconeri della Juventus, che oggi il patron ha riversato totalmente nella causa trevigiana.
In una recente intervista rilasciata sul canale YouTube di Gianluca Di Marzio, il patron biancoceleste non si è nascosto, svelando le carte di un ambizioso progetto triennale. L'obiettivo dichiarato è la ricerca di un ulteriore investitore per lanciare l'assalto alla Serie B. Un dettaglio che la dice lunga sull'indole del presidente: puntare sempre al massimo e non accontentarsi mai, nemmeno all'indomani di un clamoroso ritorno nel calcio che conta.
Per Botter, infatti, questa promozione in Serie C rappresenta solo il primo, fondamentale "passettino" verso il sogno cadetto. Per realizzarlo serviranno i giusti "compagni di viaggio", figure disposte ad affiancarlo in un progetto estremamente ambizioso, ma che già al primo anno di gestione ha regalato trionfi in cui, ai nastri di partenza del campionato, pochissimi avrebbero osato sperare.
Progetto stadio e nuovo centro sportivo
Persone di fiducia e di grande spessore sono quelle che hanno accompagnato Botter in questo "progetto Treviso", una sfida che per lui assume giorno dopo giorno i contorni di una vera e propria missione personale. Oltre ai risultati sul campo, sono due gli obiettivi infrastrutturali prefissati per portare modernità e innovazione: la realizzazione di un nuovo centro sportivo per la prima squadra e per far crescere nel miglior modo possibile i talenti del vivaio e il grande sogno legato allo stadio.
Costruire un impianto moderno rappresenta oggi il cambiamento radicale a cui ogni società, dalla Serie A in giù, ambisce per dare un decisivo cambio di marcia alla propria economia. Per questo motivo, il numero uno biancoceleste ha espresso fermamente la volontà di edificare una nuova casa che vada a sostituire l'ormai "fatiscente Tenni", gettando le basi strutturali per un club proiettato verso il futuro.
Programmazione ed ambizione per il Treviso
Oggi suonano quasi profetiche le sue dichiarazioni del passato, quando assicurò che, con il sostegno e la fiducia dell'ambiente, sarebbe riuscito a regalare una gioia immensa a tutto il popolo trevigiano. Una promessa mantenuta tenendo i piedi ben saldi a terra: nessuna dichiarazione roboante, ma una semplice e rigorosa programmazione unita alla giusta dose di ambizione. È questo il binomio perfetto su cui continuare a costruire un Treviso sempre più grande.
Parlando sempre con sincerità e in modo diretto, in meno di un anno dall'assunzione del nuovo incarico Botter è riuscito a fare breccia nel cuore della piazza, dimostrando un profondo senso di responsabilità verso l'intera città. E se questi sono i risultati del primo anno, con una promozione in Serie C appena messa in cassaforte, la sensazione è che il nuovo "progetto Treviso" sia appena iniziato.
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