Il 9 luglio 2006 il Mondo si tingeva d’azzurro nella notte di Berlino: all’Olympiastadion, l’Italia guidata da Marcello Lippi – che in Serie C nella seconda metà degli anni ‘80 ha avviato la propria carriera da allenatore sedendosi sulle panchine di Pontedera, Siena, Pistoiese e Carrarese – vinceva il Campionato del Mondo, battendo in finale la Francia ai calci di rigore.

Una spedizione che ha scritto una delle pagine più belle della storia del calcio italiano, che si intreccia con altrettante storie di calciatori e protagonisti di quella incredibile avventura mondiale, tutti con un elemento in comune: la Serie C. Proprio nella terza serie è nato – e si è affermato – il talento di ben 13 campioni del mondo su 23 convocati.



Da Amelia (Livorno), Zaccardo (Spezia), Oddo (Fiorenzuola, Monza, Prato e Lecco) e Barone (Padova), che in C hanno esordito e giocato, a Gattuso (Perugia) e Perrotta (Reggina), cresciuti nei settori giovanili di club che militavano proprio in Serie C, passando per icone del nostro calcio come Toni (Lodigiani e Modena), Zambrotta (Como), Inzaghi (Leffe) o Barzagli (Ascoli), e sino ad arrivare a coloro che hanno deciso la finalissima con i propri gol: Grosso (Chieti) – autore del rigore determinante - e Materazzi (Trapani e Carpi) – marcatore nei tempi regolamentari.

Le storie mondiali e della Serie C hanno radici ancora più profonde, sin dal Mundial del 1982 in Spagna. In quell’occasione, a laurearsi campioni del mondo furono altri 7 fuoriclasse cresciuti in Serie C: Cabrini (Cremonese), Vierchowod (Como), Dossena (Perugia), Bordon (Sanremese), Tardelli (Pisa), Causio (Lecce e Sambenedettese) e Altobelli (Latina), affidati alla conduzione del mitico CT Enzo Bearzot, che nei primi anni ’70 guidò le Rappresentative di Serie C.

Sezione: News / Data: Gio 09 luglio 2026 alle 08:00
Autore: Carmine Rossi
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