Giovedì. Metà aprile. L’obiettivo è raggiunto: il Vicenza ha vinto il Girone A di Serie C ed è finalmente riuscito a tornare in Serie B. Fabio Gallo concede ai suoi una giornata libera. E gran parte della squadra ne approfitta per andare in visita, anche se forse bisognerebbe parlare di un vero e proprio pellegrinaggio, ad un grande campione vicentino come Roberto Baggio, nella sua dimora di Altavilla immersa nel verde.

Un incontro speciale, pieno di sfumature, di ricordi e di brividi che pervadono il corpo. Un’emozione particolare per uno come Matteo Vescovi, giovanissimo difensore classe 2005 della rosa del Lane, nel trovarsi di fronte chi, proprio come lui, dalla provincia di Vicenza è partito, esordendo tra i grandi in Serie C con la maglia biancorossa, fino a diventare uno dei campioni più forti e amati in tutta Italia, con un nome che è riconosciuto e venerato in tutto il mondo. È lui a raccontarci quei momenti speciali:

“Dopo averlo incontrato non sono più riuscito a fare nulla per tutto il giorno. Non facevo che pensare a quei momenti trascorsi insieme a lui, che per noi è una specie di divinità. Quando ce lo siamo trovati davanti ci siamo illuminati. Un campione incredibile, ma soprattutto una persona straordinaria”. Un incontro avvenuto grazie all’amicizia tra il Divin Codino e Fabrizio Zordan, ex membro dello staff del Vicenza, che già l’anno scorso aveva portato alcuni biancorossi ad incontrare il leggendario numero 10 della Nazionale.

Roby non ha mai smesso di seguire il Vicenza, anche in questa stagione trionfale. “Ci ha detto di essersi molto arrabbiato per come è finita l’anno scorso, con la sconfitta contro la Virtus Verona che ci è costata il campionato. Ma poi si è complimentato per quello che abbiamo fatto quest’anno”. Matteo ha ascoltato con attenzione, prendendo letteralmente appunti, le parole del Campione di Caldogno. D’altronde non capita tutti i giorni di ricevere consigli da uno così.

“Ci ha spiegato che il motore di tutto è la nostra testa. Che il nostro corpo può andare oltre i limiti che spesso, inconsciamente, ci fissiamo. Ci ha raccontato dei suoi successi ma anche dei suoi infortuni, di come è stato sempre in grado di rialzarsi. Ci ha invitato a non porci mai dei limiti, a provare sempre ad alzare l’asticella. Questa cosa ci ha colpito tanto”. Già, anche l’anno prossimo, che segnerà per il Lane il tanto agognato ritorno in Serie B. “Ci ha detto che dobbiamo sempre volere il massimo, senza mai accontentarci. E che l’anno prossimo dobbiamo porci come obiettivo non la salvezza, ma la Serie A. Se credi di poter ambire a qualcosa di più grande, cambia tutto: l’atteggiamento, il lavoro quotidiano, la fame che metti in campo”.

Non poteva mancare un accenno alla situazione attuale del calcio italiano. In un momento in cui il nome di Roberto Baggio è tornato agli onori della cronaca, insieme al suo dossier, scritto nel 2011 per migliorare il movimento nazionale, e mai preso veramente in considerazione dagli organi federali: “Non ha fatto polemica. Secondo lui bisogna puntare sui giovani, sulla loro educazione, crescita e istruzione””

Parole di un idolo, anche per uno come Vescovi, che magari non lo avrà visto giocare, ma che si tiene stretto come esempio: “Lui, come Maldini piuttosto che Del Piero, sono molto più di calciatori. Con il loro comportamento, con il loro atteggiamento e la loro educazione sono stati davvero un modello anche per i giovani come me”.

“Non ce ne volevamo andare da casa sua, saremmo voluti rimanere anche a fargli da giardinieri”. Ma per Vescovi e il Vicenza, dopo un incontro di così grande ispirazione, ora è tempo di guardare avanti, con un finale di campionato da onorare e una Supercoppa come obiettivo: “Il mister ci tiene vivi, dopo il primo tempo con il Novara si è molto arrabbiato perché non stavamo dando il 100%. Come squadra non ci siamo mai posti obiettivi troppo distanti, abbiamo sempre ragionato partita dopo partita. Ora arriverà la Supercoppa, sarà un antipasto di Serie B, e vogliamo provare a vincerla”. Un trofeo in cui il Vicenza, oltre al Benevento, affronterà una tra Arezzo e Ascoli. Alla domanda su chi tra le due preferirebbe affrontare, la risposta di Matteo fa capire che l’incontro con uno dei suoi idoli ha lasciato definitivamente il segno: “L ‘Ascoli forse è più forte e arriva meglio, quindi direi loro. Perché solo affrontando i migliori puoi migliorare anche tu”

Sezione: Interviste e Storie / Data: Sab 18 aprile 2026 alle 13:55
Autore: Fabio Megiorin
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