Un Trento che vede ancora tante, tantissime strade aperte è pronto a tornare in campo dopo una giornata di stop forzato. Dopo il rinvio della 34ª giornata per gli impegni con le nazionali dei giocatori dell'Inter U23 tornano i campo per la 35ª i ragazzi di Tabbiani. La classifica recita 55 punti e sesto posto, con una partita in meno dei diretti avversari. Sognare il terzo posto non è dunque un utopia, ma prima di tutto c'è da affrontare la prossima sfida: la gara casalinga con l'Alcione Milano. I lombardi arrivano in Trentino con una striscia non positiva da lasciarsi alle spalle. Per la squadra allenata da Curatis 5 pareggi e una sconfitta nelle ultime sei uscite e un distacco di 4 punti dall'avversaria di giornata.

A raccontare la partita da dentro ci ha pensato proprio Luca Tabbiani che, nella classica conferenza stampa della vigilia, ha raccontato il momento della sua squadra e la sfida che li aspetta. "Questa sosta forzata ci ha permesso di lavorare un settimana intera in maniera tranquilla. Abbiamo potuto cambiare il volume di lavoro adattandolo alle esigenze dei singoli. Abbiamo recupero al 100% Giannotti e Aucelli. Anche Mucia, che è fermo da più tempo, sta man mano migliorando la sua condizione. Fiemozzi? La sua frattura richiede ancora un po' di tempo. Ci è servito molto questo momento: avevamo perso lucidità e noi siamo una squadra che ha sempre bisogno di star bene".

"Dico sempre ai ragazzi che devono pensare a come ottenere risultati e non solo al risultato stesso" ha poi continuato l'allenatore. "La serenità ci deve aiutare a portare a casa risultati.  Quando questi ragazzi stanno bene è difficile per tutti starci dietro. A volte vincere può creare un modo di gestire le gare che non ci appartiene, vincere deve solo essere il risultato del lavoro quotidiano. Un eventuale vittoria di sabato ci avvicinerebbe a un risultato storico per  il Trento: garantire un posto più in alto del sesto posto. Deve essere un motivo d'orgoglio per noi e per la società".

"Se riguardo la partita di andata, il primo tempo eravamo andati forte e poi simo rimasti scioccati dal gol preso. Dobbiamo essere bravi a reagire alle difficoltà. Loro sono una squadra che riparte benissimo e, nonostante segni pochi gol, non concede quasi nulla agli avversari.Dovremo essere bravi ad avere pazienza e tenere alto il ritmo della gara". 

Alcione, Inter, Cittadella e Renate: le prossime sfide come 4 finali

Occhi puntati sulle prossime gare per Tabbiani: "Le prossime quattro partite? Saranno quattro scontri diretti ma non andranno vissuto con ansia. I ragazzi devono essere soddisfati della nostra posizione in classifica e voglio vedere una squadra spensierata. Dobbiamo correre e divertici, scendere in campo liberi mentalmente e sempre a testa alta. Non dobbiamo metterci pressioni da soli, stiamo ottenendo di più di quanto immaginavamo. Non riesco in questo momento a proiettare sulla classifica i nostri prossimi risultati. Noi dello staff stiamo facendo una sfida: ogni giornata pronostichiamo i risultati delle varie gare chi vince alla fine mangerà a spese degli altri, ma mi rendo conto che ogni giornata è impossibile indovinare".

"Nella nostra squadra hanno segnato quasi tutti i giocatori che hanno giocato con continuità" aggiunge poi l'allenatore. "Non mi interessa tanto che il centravanti vada in gol ma che sappia giocare con la squadra. pellegrini è molto bravo a creare degli spazi che aiutano i nostri giocatori di fascia a crearsi da soli le occasioni. Non è mai il lavoro del singolo che porta al gol, ma l'essere bravi a giocare sfruttando la collettività".

La nazionale

Passaggio poi anche sulla situazione nazionale per Tabbiani che, sulla mancata qualificazione dell'Italia ai mondiali parla così: "E' una sconfitta per tutto il movimento, soprattutto per noi tecnici. Quando mia figlia mi ha detto che non ha mai visto l'Italia ai mondiali ho pensato che per la mia generazione è una cosa impensabile. La partita con la Bosnia era veramente importante e ormai non siamo più un elitè del calcio mondiale. Guardare come lavorano altre nazionali potrebbe esserci d'aiuto: noi italiano siamo radicati nelle nostre tradizione e ideologie, guardare anche fuori dal nostro calcio potrebbe un po' aprirci a mente".

Sezione: Girone A / Data: Ven 03 aprile 2026 alle 12:10
Autore: Francesca Caldelara
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