Il Savoia di Emanuele Filiberto ha conquistato la promozione in Serie C. Il club campano ha dominato il Girone I di Serie D, tornando tra i professionisti dopo ben 11 stagioni d’assenza.

Un successo festeggiato in grande stile, come raccontato in un'intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport: Al fischio finale mi sono commosso e non riuscivo a smettere di piangere: erano lacrime di gioia. Ho seguito l’ultima partita contro la Sancataldese da Los Angeles, alle 5 del mattino. Mentre tutti dormivano, io ero davanti allo schermo per sostenere la squadra. Al triplice fischio ho subito chiamato il presidente Matachione, ma i tifosi l’avevano già travolto”.

Continua: “Abbiamo sfidato tante ottime squadre. Con Nissa e Reggina è stato un duello fino all’ultima giornata, sicuramente è stato un campionato avvincente. Il merito di questa promozione è di mister Catalano, dei giocatori, di tutta la dirigenza e dei miei soci: siamo una grande famiglia. Questo club porta il mio cognome ed è rappresentato dallo stemma della dinastia Savoia, è l’altra metà del mio cuore”.

Emanuele Filiberto parla del rapporto speciale con Torre Annunziata: “Sono arrivato in città nel novembre 2022 e mi sono subito innamorato della gente e di questa squadra. La società era in Eccellenza, rischiava il fallimento e tre tifosi l’avevano rilevata gratuitamente per evitare il baratro. Insieme ai miei soci abbiamo scelto di investire nella società perché credevamo di poter costruire un progetto vincente”.

“Speravo nella promozione, è il risultato di tanto lavoro”

Il nipote dell’ultimo Re d’Italia racconta quanto questa promozione sia stata voluta: “A inizio stagione il presidente mi aveva detto che avremmo vinto il campionato. Onestamente ci speravo, ma sapevo quanto fosse complicato. Siamo riusciti ad allestire una rosa di giocatori giovani e motivati e la promozione è il risultato dell’ottimo lavoro cominciato quasi quattro anni fa. La scorsa estate, prima del sorteggio dei gironi, ero in un ristorante di Caltanissetta e nella stessa sala c’era anche Luca Giovannone, presidente della Nissa. Iniziammo a chiacchierare e mi disse che stava costruendo un gruppo per vincere, cosi gli risposi che anche io stavo lavorando per lo stesso obiettivo. È stato bello lottare con loro fino all’ultimo secondo”.

Un percorso che parte da lontano, da quando quattro anni fa annunciò la volontà di acquistare il Savoia durante un incontro pubblico al Santuario della Madonna della Neve: “È uno dei luoghi più importanti della città. Io sono devoto e legatissimo a quella basilica. Sono tornato a Torre Annunziata per la festa promozione e sono passato in chiesa per ringraziare la Madonna di averci protetto e regalato questa incredibile gioia”.

“Sarebbe bello creare una sintonia tra il Napoli e il Savoia”

Una promozione celebrata con tanti messaggi di congratulazioni: Il Genoa ci ha scritto una lettera bellissima. Nel 1924 sfiorammo lo scudetto cedendo in finale contro di loro, nel periodo dove si sfidavano per il titolo i campioni del Nord e quelli del Sud. Si sono complimentati anche l’Atalanta e Ciro Immobile, nato e cresciuto in città. Immagino che anche Aurelio De Laurentiis sia felice, visto che suo padre Luigi era originario di Torre Annunziata. Quando ho acquistato il club mi sono ispirato a lui, è un esempio. Con il Napoli, De Laurentiis è partito dalla Serie C ed è riuscito a trasformare il club in un punto di riferimento del calcio europeo. Vista la vicinanza territoriale, sarebbe bello creare una sinergia tra gli azzurri e il Savoia”.

Con il club ha scelto di puntare sui giovani fin dal primo giorno: "Abbiamo costruito un’Academy per consentire ai ragazzi di divertirsi in campo e inseguire i propri sogni. Negli ultimi anni, a Torre Annunziata, il dato sulla dispersione scolastica si è abbassato drasticamente. I giovani hanno bisogno di sapere che esiste un’alternativa alla strada: l’istruzione, la formazione, lo sport. Questa è la città in cui lavorava Giancarlo Siani, simbolo della lotta alla criminalità. Dobbiamo ricordarcelo ogni giorno”.

“Obiettivo Serie B entro tre anni”

Nonostante la promozione, Emanuele Filiberto ha deciso di rivoluzionare l’area tecnica della squadra: Mister Catalano e il ds Mazzei sono stati due pilastri di questo trionfo, chi vince davvero sa anche quando è il momento di fermarsi. A loro va il mio più sincero grazie. Intanto, i lavori di ammodernamento dello stadio Giraud devono proseguire. Abbiamo bisogno che il Comune rispetti i tempi per ottenere l’agibilità dalla Lega. Non abbiamo intenzione di girare l’Italia per trovare un impianto che ci ospiti, vogliamo giocare a Torre Annunziata davanti ai nostri tifosi".

Conclude con una promessa e un obiettivo: Porteremo tutti in vacanza, stanno scegliendo tra Ibiza e Mykonos, se lo sono meritato. Negli ultimi mesi ho seguito le partite da casa: allo stadio mi emoziono troppo. Il risultato della domenica condiziona il mio umore per tutta la settimana successiva. Il Savoia sono io, la dinastia, i miei soci, la gente di Torre Annunziata, siamo una grande famiglia che finalmente è tornata a vincere. Il prossimo obiettivo? Arrivare in Serie B entro tre anni, ammiro molto il modello Como e mi piacerebbe seguirlo. Sogno di vedere il mio Savoia sempre più in alto”.

Sezione: News / Data: Mer 27 maggio 2026 alle 16:00
Autore: Gabriel Macis
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