Una stagione vissuta intensamente tra le Marche e la Sicilia, gli insegnamenti sul campo di Maurizio Sarri e i consigli preziosi di Danilo Cataldi. Il futuro di Luca Napolitano è ancora tutto da scrivere, ma il centrocampista classe 2004 del Trapani, nonostante la giovane età, vanta già un bagaglio d'esperienze da veterano. “In granata sto molto bene. Adesso dobbiamo solo aspettare e capire se la squadra riuscirà a mantenere la Serie C”, racconta a LaCasaDiC.com. “Mi trovo benissimo con tutti: i compagni, lo staff, i magazzinieri e il presidente”. Nello spogliatoio granata c'è, infatti, anche un forte legame 'romano' con Valerio Antonini: “Condividiamo le stesse origini, con lui mi trovo alla grande e si scherza parecchio”. A giugno, però, il suo contratto scadrà: “Per il futuro il mio obiettivo è chiaro: vorrei trovare un po’ più di spazio. La Sambenedettese? Resta un rimpianto per come è andata, ma i rapporti con tutti sono rimasti ottimi”.
Napolitano veste la maglia granata a partire da gennaio, e settimana dopo settimana è riuscito a ritagliarsi un ruolo sempre più importante, fino a trovare la gioia del gol nell’ultimo turno di campionato, nel match pareggiato 2-2 contro il Siracusa. “Non mi aspettavo minimamente di segnare”, ammette sorridendo. “Sono stato felicissimo. Ho sentito il boato dello stadio anche se, devo essere onesto, mi sono reso conto di aver fatto gol solo qualche attimo dopo. Ero davvero emozionato”.
Una gioia arrivata dopo mesi non facili. La prima parte di stagione di Napolitano - reduce dalle 27 presenze condite da 3 gol e 2 assist della passata annata con il Matera in Serie D - era infatti nella neopromossa Sambenedettese.. “Mi volle fortemente Palladini (l'ex allenatore, ndr), che mi conosceva già dai tempi della Lazio. Appena si è presentata l'opportunità l'ho colta al volo: San Benedetto è una piazza stupenda, con un tifo caldissimo e vicina a casa mia. Era una sistemazione perfetta”. L'avvio era stato promettente, visto che era sceso in campo nelle prime due giornate contro il Bra e il Gubbio. Ma un imprevisto - durante un allenamento - ha cambiato i piani.
“Ho subito una brutta distorsione alla caviglia e ho impiegato parecchio tempo per recuperare al 100%. Avendo 22 anni, una volta tornato a disposizione, la mia priorità era giocare. La Sambenedettese ha fatto delle scelte legittime, decidendo di affidare il centrocampo a elementi più esperti, e così ho preso la decisione di andare via. Ma senza rancore: il rapporto con l'ambiente, dai compagni ai cuochi fino ai magazzinieri, era e resta splendido”.
Napolitano: "Sono cresciuto nella Lazio. Sarri? Lo adoro"
Dalle parole di Napolitano emerge una maturità fuori dal comune, figlia di un percorso iniziato nel settore giovanile della Lazio a soli 5 anni. Una strada che - grazie a Maurizio Sarri - l'ha portato a vivere le emozioni che ogni bambino sogna. L'allenatore toscano ha dimostrato di credere fortemente nelle qualità del ragazzo: dopo averlo aggregato e convocato in diverse occasioni per le sfide di Serie A, Sarri ha voluto dargli la massima attestazione di stima chiamandolo in prima squadra per i due palcoscenici più prestigiosi dell'intera stagione. “Ricorderò per sempre l'atmosfera incredibile dello stadio Olimpico durante la sfida di Champions League Lazio-Bayern Monaco (14 febbraio 2024 1-0, ndr). O la gara di ritorno all'Allianz Arena (5 marzo dello stesso anno 3-0, ndr), quando mister Sarri ha voluto darmi nuovamente fiducia e decise di convocarmi in prima squadra”.
Un rapporto, quello con l'allenatore, fatto anche di parole. Frasi destinate a rimanere impresse nella mente del giovane centrocampista: “Ci diceva sempre di giocare liberi, con la testa leggera: 'Giocate come se foste al parco, come quando eravate ragazzini. Ma con la maturità che avete oggi'”. E con quella stessa spensieratezza, il centrocampista romano non ha solo respirato l'aria dei grandi palcoscenici, ma ha condiviso il quotidiano con campioni affermati: “Ritrovarsi ad allenarsi con gente del calibro di Luis Alberto o Zaccagni è impressionante, tecnicamente sono dei fenomeni”.
In un contesto che avrebbe potuto destabilizzare - vista la giovane età - Napolitano ha trovato una guida fondamentale in un altro romano doc. “Cataldi mi ha dato una mano fin da subito. Ha fatto un percorso nel vivaio molto simile al mio e mi ha aiutato a inserirmi. Pensate che quando ho dovuto lasciare la Lazio, si è speso in prima persona per aiutarmi a trovare una nuova sistemazione. E su Sarri posso solo dire che lo adoro: il suo calcio predilige la tecnica sopra ogni cosa, con lui mi sono trovato molto bene”. Separarsi dal club biancoceleste, per un ragazzo cresciuto nel centro sportivo di Formello e tifosissimo della Lazio, è stato un colpo duro. Ma il calcio non guarda in faccia ai sentimenti. “Oggi la squadra ha comunque un'ottima rosa. Penso a Noslin o Isaksen: sono giovani e secondo me miglioreranno parecchio, anche se non sono ancora ai livelli dei vari Felipe Anderson o Immobile”.
"Voglio confermare quanto di buono ho dimostrato a Trapani"
Il presente si chiama Trapani, ma la testa viaggia inevitabilmente verso quel legame mai spezzato con la sua squadra del cuore. “Il mio obiettivo a lungo termine è tornare alla Lazio. So che è un traguardo lontano e che ci vorrà del tempo, procedendo step by step, anno dopo anno. Ma vestire di nuovo quella maglia per me sarebbe un sogno assoluto. Nel breve termine, invece, voglio solo confermare e consolidare tutto ciò che di buono sto dimostrando a Trapani”.
Un sogno nel cassetto "colorato" di biancoceleste, ma con i piedi ben piantati nel presente granata: la strada di Napolitano è ancora lunga, ma il talento e la maturità per percorrerla tutta ci sono già.
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