Dai campi di Serie A e Champions League con la maglia della Juventus all'inizio di una nuova avventura dopo il ritiro. La carriera di Stefano Sturaro è ripartita dal Catania dopo il ritorno al Genoa, l'esperienza al Verona, quella al Fatih Karagumruk e infine quella con la maglia del Catania, in Serie C. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo nel 2025 è iniziato per lui un nuovo percorso, questa volta nelle vesti di allenatore nelle giovanili del club rossazzurro, prima dell'Under 16 e ora dell'Under 19 del club etneo. In un'intervista rilasciata ai microfoni del club, il centrocampista ha parlato del suo approccio alla nuova avventura e della stagione in corso: "Lo Stefano che è arrivato a Catania è arrivato con grandi ambizioni, con la voglia di unirsi a una società in crescita dando il mio contributo in campo e fuori. È una stagione iniziata con alcune difficoltà di rosa, perché diversi ragazzi hanno fatto scelte diverse per approdare nel calcio dei grandi, costringendoci ad adattarci. Abbiamo così deciso di puntare forte sui giovani del territorio e, pezzo dopo pezzo, siamo riusciti a costruire una squadra dalle grandi potenzialità offensive".

L'ex centrocampista ha poi parlato del gruppo e della sua gioventù per poi soffermarsi sull'obiettivo che si è imposto per migliorare i giocatori a sua disposizione: "È un gruppo eterogeneo: abbiamo elementi del 2007, come Privitera o Cichero, affiancati a una batteria di classe 2010, ragazzi che non hanno ancora compiuto sedici anni. È un lavoro stimolante e divertente. L'obiettivo primario è allineare tutti sulla stessa lunghezza d'onda in termini di mentalità, professionalità e atteggiamento, per poi entrare nel dettaglio della parte tecnico-tattica".

Sturaro ha poi proseguito raccontando la mentalità che vuole instillare nella mente dei calciatori che allena, facendo un plauso alla sua squadra: "L'aspetto più importante oggi è stato cercare di creare nel gruppo una mentalità portata al sacrificio e al lavoro. Capire che la fatica, il cercare di migliorarsi, il trovare il problema e analizzarlo è una cosa normale che fa parte del percorso. E quindi oggi sono contento perché il gruppo risponde, il gruppo si sta mentalizzando, i ragazzi trovano piacere nell'allenarsi, nel venire prima, andare via dopo, fare piccoli lavori. E la cosa personalmente che mi piace tanto è che non gli è stato imposto. Noi abbiamo cercato di portarli a ragionare così e fargli capire quanto una cosa può essere importante. E probabilmente loro, dopo averlo provato, chi prima chi dopo, piano piano tutti stanno capendo che il lavoro, il perdere in alcuni momenti anche un po' di tempo per loro stessi, è tutto di guadagnato, non è perdita di tempo".

L'ex Juventus ha poi proseguito parlando del suo inizio di carriera da allenatore e della sua dedizione al nuovo impiego: "Ho iniziato l'anno scorso con l'Under 16 e alcuni di loro sono con noi già oggi in anticipo in Primavera. Oggi sono qua insieme al mio staff, che è uno staff stratosferico. Ci dedichiamo completamente ai ragazzi. Il percorso da allenatore è iniziato con la voglia di rimanere nel calcio, mi sono subito lanciato in questa nuova avventura, non ho avuto tempo di pensare e di metabolizzare. È un percorso che procede bene, ogni giorno mi fa scoprire cose nuove".

Sturaro: "Sogno di diventare un allenatore professionista"

Sturaro ha poi continuato l'intervista parlando delle sue prime impressioni in panchina e dei suoi obiettivi a lungo termine: "Il corso che sto facendo è il corso più importante perché abilita un allenatore ad allenare anche poi i professionisti. Sto scoprendo tante cose nuove, sto facendo esperienze, inizio a vedere un po' tutto con degli occhi diversi e non più da giocatore. Il sogno a breve termine è sicuramente di vedere ragazzi migliorati, quello a lungo termine invece è fare questo di mestiere, diventare a tutti gli effetti un professionista. Il livello dipenderà da tanti fattori, in primis da me stesso, ma poi la fortuna di un allenatore la fanno i giocatori".

Infine, l'ex centrocampista ha concluso raccontando come la vicinanza a un allenatore come Emilio Longo possa aiutare l'intero gruppo squadra: "Noi come Primavera abbiamo la fortuna di avere una prima squadra vicina e un allenatore incredibile. Non appena ne abbiamo la possibilità cerchiamo di prendere più indicazioni e più consigli possibili. Lui è veramente predisposto ad aiutare e a creare un gruppo che non si limiti soltanto alla prima squadra, ma che coinvolga poi anche la Primavera e poi probabilmente anche tutto il resto. Cerchiamo di prendere spunto da quello che è la prima squadra. Noi abbiamo il compito di dover essere il loro serbatoio e poi il mister deciderà se qualche ragazzo meriterà di essere aggregato".

Sezione: Girone C / Data: Ven 30 ottobre 2026 alle 10:00
Autore: Matteo Di Mario
vedi letture