800 euro al mese, 450 dei quali servivano per pagare l’affitto. Una lingua difficile da imparare, un ambiente nel quale non è mai riuscito davvero a inserirsi e, alla fine, un infortunio che ha chiuso ancora prima del previsto la sua esperienza italiana. Younes Ebnoutalib aveva 20 anni quando è arrivato al Perugia e probabilmente non avrebbe mai immaginato che, appena quattro anni più tardi, il suo nome sarebbe comparso nella lista dei convocati della Germania. E invece è proprio quello che è successo. Da una parentesi complicata in Serie C alla maglia dell’Eintracht Francoforte, fino alla chiamata della Nazionale maggiore: la sua storia è cambiata in fretta, ma non per caso.
Nato a Francoforte il 13 settembre 2003, Ebnoutalib cresce in una famiglia dove lo sport è parte della quotidianità. Suo padre Faissal è un ex taekwondoka, medaglia d’argento ai Giochi Olimpici di Sydney 2000. Anche Younes comincia da lì, pratica taekwondo e conquista la cintura nera, prima di scegliere definitivamente il calcio. Il pallone lo porta attraverso le categorie minori tedesche e poi in Italia, dove nel 2022 arriva al Perugia.
Inizialmente aggregato alla formazione Primavera, il 1° settembre 2023 Ebnoutalib esordisce in Serie C contro la Lucchese, in una gara terminata 0-0. Saranno appena 15 minuti, ai quali si aggiungono due presenze in Coppa Italia Serie C. Troppo poco per lasciare il segno. Poi arriva la frattura del metatarso e, il 9 dicembre, la rescissione del contratto. L’esperienza italiana finisce così, lasciando soprattutto la sensazione di qualcosa che non è mai riuscito a partire davvero.
A pesare, raccontandola oggi, non furono soltanto le difficoltà sul campo. Ebnoutalib ha spiegato di aver fatto fatica con la lingua e di non essere mai riuscito a sentirsi realmente parte dell’ambiente. Una situazione che, insieme all’infortunio, ha reso ancora più complicato un periodo già difficile. Tornato in Germania, rimane senza squadra per più di sette mesi. Poi arriva il Gießen, in quarta serie. Ed è proprio da lì che comincia la risalita.
Dal calcio dilettantistico alla Bundesliga
Il Gießen non è il punto d’arrivo, ma il posto in cui Ebnoutalib torna a sentirsi calciatore. In Regionalliga ritrova minuti, continuità e soprattutto il gol: 6 reti in 19 presenze bastano per riaccendere l’interesse attorno al suo nome. A dicembre 2024 arriva così il precontratto con l’Elversberg, appena promosso in 2. Bundesliga. Il salto è importante, ma questa volta il classe 2003 sembra pronto per affrontarlo. La prima stagione lo porta fino allo spareggio promozione contro l’Heidenheim, perso dall’Elversberg, ma è nella stagione successiva che tutto cambia davvero. Ebnoutalib trova spazio da titolare e comincia a segnare con una regolarità che non passa inosservata: 12 gol nelle prime 21 presenze di campionato.
A quel punto non è più soltanto una bella storia di rinascita. C’è un attaccante che sta dimostrando di poter giocare a un livello sempre più alto e che, partita dopo partita, si prende un posto tra i nomi più interessanti della categoria. L’Eintracht Francoforte decide di puntare su di lui e il 29 dicembre 2025 lo porta a casa per circa 8 milioni di euro più bonus, con un contratto fino al 30 giugno 2031. Quasi un paradosso, pensando a dove si trovava appena un anno prima: da svincolato e lontano dal calcio professionistico a un investimento importante di uno dei club più ambiziosi della Bundesliga. Ma la parte più sorprendente doveva ancora arrivare.
Il ritorno a Francoforte e la Germania di Klopp
Il passaggio all’Eintracht cambia completamente la dimensione della sua carriera. Il 9 gennaio 2026 arriva l’esordio in Bundesliga contro il Borussia Dortmund e, quasi come se fosse scritto, Ebnoutalib trova subito anche il gol nel 3-3 finale. Non è più il ragazzo che qualche anno prima cercava spazio in Serie C: adesso gioca nei grandi stadi tedeschi e lo fa con la maglia di uno dei club più importanti del Paese. Poi, il 29 agosto, arriva la serata che fa definitivamente decollare il suo nome. Contro l’Union Berlino finisce ancora 3-3, ma stavolta il protagonista è lui: tre gol nella stessa partita, una tripletta che lo fa entrare nella storia dell’Eintracht come primo giocatore del club a riuscirci in Bundesliga dopo otto anni.
E da lì, quasi inevitabilmente, arriva anche la chiamata che mancava. Jürgen Klopp lo inserisce nella sua prima lista di convocati della Germania e per Ebnoutalib si apre una porta che, fino a poco tempo fa, sembrava lontanissima. Ora ci sono Musiala, Wirtz, Havertz, Kimmich e una maglia della Mannschaft da conquistare. Ma forse è proprio questo il punto: la convocazione non chiude la sua rincorsa, le dà soltanto un nuovo traguardo. Perché se quattro anni fa Ebnoutalib cercava semplicemente un posto nel calcio professionistico, oggi è arrivato fino alla Nazionale. E il bello, per lui, potrebbe cominciare adesso.
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