Una carriera partita con aspettative altissime, che ha poi saputo ritagliarsi diverse soddisfazioni. Ramzi Aya ha scritto pagine indelebili nella storia della Salernitana, come ha ricordato nell'intervista concessa a LaCasadiC.com. Una promozione storica, ricordi indelebili. Le origini calcistiche, però, ci portano in Sicilia: "Il primo anno di giovanili sono stato a Messina, poi Pantaleo Corvino mi vide ai playoff in una gara contro la Fiorentina e decise di puntare su di me. Sicuramente è stata un'esperienza formativa, sono stato da solo per 4 anni, ho fatto anche i miei errori, ma ho trovato un club organizzato. Ai tempi Corvino iniziò addirittura a introdurre la figura dei tutor, che controllavano l'andamento scolastico di noi più giovani. Eravamo seguiti da Enzo Vergine".
Sulle figure speciali: "Ho avuto la fortuna di essere allenato da uno dei migliori allenatori della Primavera che è Alberto Bollini, mi ha formato sia tatticamente che caratterialmente. Non è uno che si pone il problema di dirti qualcosa". Rapporti? "Non vorrei tralasciare nessuno, sicuramente con Babacar, Iemmello e Camporese sono rimasto in contatto. Il calcio giovanile, senza interessi, tende a legare ancora di più".
Nel corso della sua carriera Ramzi ha avuto il privilegio di poter giocare in stadi importanti come l'Arechi o il Massimino, impianti caratterizzati da un tifo importante: "Parliamo di due tifoserie di alto livello. Se dovessi scegliere forse direi che preferisco il tifo del Catania al Massimino, anche perché io la Salernitana l'ho vissuta in parte durante il periodo del Covid. A Catania sentivamo il dodicesimo uomo in campo, per me sono state annate importantissime dove ho giocato con continuità".
Sul prossimo big match che si terrà all'Arechi tra le due formazioni del girone C invece il pensiero è netto. "Con il cambio di allenatore credo che Toscano abbia perso riferimenti per la Salernitana. É una squadra attrezzata e, per vari motivi, si ritrova con diversi punti di distanza dalla vetta e dal secondo posto. Come favorita vedo il Catania anche se i granata avranno il fattore casa. Di certo non sarà facile per i rossazzurri".
"Ribery persona umile, a Salerno ho vissuto mesi stupendi"
Nella carriera di Ramzi Aya, dunque, c'è stato anche spazio per la prima volta in Serie A, accanto a calciatori del calibro di Frank Ribery. "Ho vissuto sei mesi in Serie A stupendi a Salerno, prima di essere messo fuori rosa per motivi che ancora non mi sono chiari. Frank lo sento ancora oggi, è una persona molto umile, non ti fa pesare niente: non a caso è stato a certi livelli per tanti anni, la testa conta parecchio. Oltre al calcio ci sono anche i valori umani, Ribery è una persona d'oro, oltre che un calciatore strepitoso". Non una prima volta per Aya su questo tipo di palcoscenici. I primi ricordi, infatti, lo riportano alla prima volta in Champions League con la Fiorentina. "Sono stato convocato nella vittoria ad Anfield, nella gara col Bayern Monaco con il gol di Klose in 3 metri di fuorigioco. Durante gli ultimi sei mesi sono stato sempre in prima squadra, Prandelli (allenatore del tempo) è stato come un padre".
Dalla Serie B alla massima serie del nostro campionato: un successo atteso da 22 anni in casa Salernitana. "É stato inaspettato, Castori a inizio anno quando ancora eravamo un cantiere aperto, ci disse che seguendolo avremmo potuto vincere il campionato. Rimasi sbalordito, pensavo fosse ubriaco. C'era il Monza di Boateng e Balotelli, il Lecce, il Frosinone di Nesta... non credevamo di poter essere all'altezza all'inizio. Siamo stati bravi a creare l'alchimia giusta, più passavano le giornate e più ci rendevamo conto di non essere inferiori agli altri. È stata la chiusura di un cerchio per la mia carriera, ero partito con grandi premesse poi calate in picchiata per errori miei o di gestione".
"Promozione? Faccio il tifo per il Catania, sarebbe il giusto modo per onorare la memoria di Orazio Russo"
Gavetta, soddisfazioni, poi quasi a fine carriera ecco il passaggio dall'Avellino alla Casertana. Con la formazione rossoblù, tuttavia, non ha vissuto un periodo facile a causa di un brutto infortunio. "Io posso solo ringraziare la Casertana, l'infortunio con l'Avellino è quello che poi mi ha portato a smettere col calcio, hanno provato a puntare su di me in un momento difficile. Avevano fatto un investimento nella speranza che potessi tornare. Mi sono però dovuto operare nuovamente e non sono mai più riuscito a giocare".
Non solo Salerno, Ramzi ha ricordi indelebili anche del suo periodo in maglia Catania. "Sono stato da Dio, non ho nessun rimpianto di quel periodo, con la società e anche con il direttore Lo Monaco stavo bene: avevamo tutto perché poi Torre del Grifo offre parecchio. A livello di risultati forse c'è un po' di rammarico per la partita con il Lecce durante il primo anno. Forse senza quel pareggio avremmo potuto vincere il campionato, discorso simile per la gara in casa con la Juve Stabia. L'anno successivo invece fu particolare. Siamo partiti con 5 giornate di ritardo, ma abbiamo dato tutto". E sulla scelta tra Salernitana e Catania: "Spero salgano i rossazzurri per onorare la memoria di Orazio Russo, persona fantastica, che ho visto lo scorso anno all'Olimpico. Mancano da tanto. Poi magari anche la Salernitana tramite playoff". Presente e passato, un lungo viaggio fatto di prime volte e ricordi indelebili.
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